Obiettivo Trop Model

novembre 19, 2009

Donne della realtà

Cito letteralmente dall'articolo di repubblica.it

" .... Sui giornali e nei media italiani, sempre più spesso il modello femminile dominante è quello di una donna che sembra avere come unico obiettivo la seduzione del maschio più ricco e potente possibile. Così facendo, si perdono di vista le donne "reali", che hanno ben altro in testa rispetto a "sposare il figlio del Premier". Il forum pubblico, previsto per sabato 21 novembre dalle ore 17, ha l'obiettivo di parlare delle "altre donne", per interrogarsi su come i media possano ridare visibilità alla molteplicità delle esperienze femminili e recuperare un ruolo di analisi e critica nei confronti dei fatti di cronaca ..."
Sabato 21 p.v. alla Casa delle Donne di Roma (che peraltro è anche un gran bel posto)

SPAM alert


Volevo portare all'attenzione di tutte/i che se nei vostri blog appare uno strano commento (o anche più di uno) da fonte Anonima che potrebbe dire qualcosa tipo 'La ringrazio per blog intiresny' non si tratta di invasione degli alieni ma piuttosto di una forma di spam che sta girando nei blog in questi giorni.


Se fate una ricerca utilizzando quella frase troverete più di un riferimento a gente che riporta la cosa. Pare che non ci siano grossi sistemi per fermarlo, che possa produrre anche reiterate istanze e che non si capisce come facciano a spammare anche blog coperti da captcha.


Ve la vendo come l'ho comprata ...


novembre 16, 2009

Week end lungo

Questa è, più o meno, la stessa foto di un paio di settimane fa, con i dovuti cambiamenti. La neve c'è anche se non tantissima, oggi poi l'aria era abbastanza calda e la neve si scioglieva parecchio. Immagino che servirà a preparare un buon fondo, posto che nei prossimi giorni la temperatura scenda ulteriormente.



Le cane hanno apprezzato assai, questa è la piccola incuriosita da qualcosa che non riesce a prendere, come al solito



Questa invece è la grande, amatissima e tormentatissima che ha sempre un acciacco diverso. Al momento una montata lattea ed una bella ripresa della dermatite allergica ragion per cui si è conciata una zampa davanti che pare lebbrosa




e questo è il posto, chi indovina dov'è?


E già che ci siamo ...

Questo è quello che farò dopodomani, assieme a Sigrid aka http://www.cavolettodibruxelles.it/



(dedicato a http://www.mammamsterdam.blogspot.com/ ) :-)))

Mettiamola così ...

Ancora sulla faccenda del lavorare fuori e/o dentro casa ...

Cito da un commento di Emily

" ... noi donne abbiamo studiato, ci siamo sudati quello straccio di laurea e lavoro e magari, dico magari, siamo anche brave e magari possiamo anche darlo un contributo alla crescita dell'umanità ..."

poi da un commento di Lisa

"...io sono una di quelle che stanno a casa ... perchè la vita non è 'vince chi fa più cose e più velocemente e guadagna più soldi', ma la vita è anche fermarsi e avere il tempo e la voglia di avvolgersela intorno e assaporarsela finchè è bella ..."

e ancora da un articolo comparso su D di Repubblica un paio di settimane fa, Rossella Nappi (che personalmente non so chi sia, definita ginecologa e sessuologa)

"... per esempio imparando a riconoscere le priorità individuali nei vari momenti della vita. Non è che non si può "fre tutto" ma non si può fare tutto contemporaneamente e se in questo momento faccio la mamma debbo capire che forse non posso dirigere l'ufficio, devo mollare, almeno un pò.."

Ecco, trovo che questi tre commenti abbiano in sè il mio confuso e contraddittorio pensiero.

Io vorrei un mondo ideale in cui una donna si sentisse davvero libera di percorrere una carriera, se è ciò che desidera, senza questo profondissimo condizionamento culturale che le dice che è normale e doveroso fare figli. Io vorrei che una donna si sentisse libera di scegliere in totale serenità la stessa dedizione al lavoro di molti uomini, Emily nel suo commento giustamente dice "..per gli uomini non si pone il quesito, stare a casa o lavorare..". Nella mia carriera professionale io ho visto donne determinate ferocemente a scalare la gerarchia aziendale arrivare ad una sedia di quelle che contano e poi ad un certo punto fermarsi lo stretto indispensabile perchè costrette e poi tornare a lavorare, più agguerrite che mai, lasciando la creatura ad una costellazione di tate diurne e - spesso - notturne. Che lo fai a fare un figlio se lo dai in appalto? per confermarti di essere normale? perchè gli altri se lo aspettano?
(Poi per carità se sei del tipo che la creatura è un altro dei tuoi assets assieme al SUV e la borsa di coccodrillo, vabbè questa è un'altra storia, no?)

E vorrei anche un mondo ideale in cui una donna che voglia godersi "... il profumo dei ... figli dopo il bagnetto, e ... i ... genitori..." (Lisa) finchè ce li ha possa farlo, scegliendo di non lavorare affatto fuori casa o magari interrompendo la professione per un pò e poi ripartendo quando i tempi, i ritmi ed i i modi dell'accudimento cambiano. Senza per questo sentirsi dare dell'oca o dover dimostrare niente a nessuno. E vorrei anche che chi invece il lusso di questa scelta (perchè alla fine di lusso si tratta, secondo me) non se lo può permettere fosse in grado di discriminare se il non potere dipende dal fatto che diversamente non paga l'affitto o non si può comprare la borsa firmata o le vacanze di grido. (e se poi c'è gente che la borsa firmata è la sua vera ragion di vita cadiamo nel caso di sopra, no?)

E vorrei che si imparasse di nuovo a capire qual'è il vero obiettivo in un dato momento, che si riuscisse a non rispondere ad ogni stimolo che i nostri markettari si inventano, che si capissero le priorità vere che abbiamo dentro, quali che esse siano. Che si accettasse che non si può fare/avere tutto, che scegliere è difficile ma è importante perchè fintanto che possiamo scegliere vuol dire che siamo liberi.

E vorrei che la conciliazione dei tempi venisse declinata in part time verticale o orizzontale realmente disponibile per chi lo desidera, imprenditori che si ricordino che pure loro da quache ventre sono usciti, orari di apertura elastici (al mattino presto per esempio, non necessariamente la sera tardi, no?), in trasporti funzionanti, in reti di babysitting affidabili e ragionevolmente prezzate, in strutture pubbliche che non ti mettano i bastoni nelle ruole con orari da pazzi o organizzazione da caricatura, in un sostegno alla nascita di figure tipo la doula o micronidi familiari, e via elencando.

Non vorrei invece che per conciliazione dei tempi si finisse per intendere praticamente solo scuole dagli orari estesi oltre misura dove parcheggiare il futto del seno nostro o sfilze di attività ludico sportive messe una in fila all'altra con la scusa di offrire stimoli ad una creatura che un pò di sano ozio se lo concederebbe volentieri.

Poi vabbè i se e ma sono tanti, i casi sono sempre personali e non possono fare media, ed il mondo del lavoro oggi è tale che se esci sai per certo che non rientri più ... tutto quello che vogliamo! ma allenarsi a tenere a mente come dovrebbe essere magari aiuta a non mollare, a pretendere di arrivarci un giorno o l'altro a questo mondo ideale e a non correre dietro alle lanterne che il potente di turno ci fa brillare davanti agli occhi.

novembre 12, 2009

Cronache caNine e non

Aspettando che mi venga il pensiero profondo e corretto ma soprattutto intellegibile, passo ad argomenti più leggeri...

Ieri sera ennesima puntata dell'eterno addestramento canino. La novità è che ho portato al campo una giovane amica (E., 20 anni) e la sua cucciola di bernese di 8 mesi.

E. mi piace molto, è abbastanza anomala per la sua età, non ama tutto ciò che piace alla maggioranza dei suoi coetanei, ama moltissimo gli animali ma senza tutti quei bamboleggiamenti cippicippipissipissi, studia veterinaria ma ha già cominciato da qualche tempo a seguire nei suoi giri uno strano tipo di veterinario-mandriano, lo aiuta nella cura delle sue bestie e lo segue quando deve intervenire sulle bestie degli altri.

E' molto pragmatica, a volte anche un pò grezza e non lo sospetteresti mai visto i suoi lunghi capelli biondi, gli occhi azzurri e lo stacco di coscia che mi arriva alla vita. Ama i pantaloni e gli scarponi sopra qualsiasi mise 'da femmina' e doma cavalli, parla con i cani, castra galli e conigli e le sembra la cosa più naturale della terra infilare il braccio in una vacca per farla partorire.

E' al secondo anno di facoltà che qui da noi è a numero chiuso e un anno fa si disperava all'idea di non aver superato i test di ammissione pensando che non era proprio giusto che una come lei, così appassionata e con tanta manualità, rischiasse di non riuscire ad entrare per via di test non necessariamente centrati sulla materia. E non aveva tutti i torti debbo dire.

Vorrebbe farsi dare una mano dall'addestratore per via della bernese con cui intende fare Expo ma soprattutto per via di una meticcia di circa 4 anni che lei ha letteralmente salvato da una fine miserrima. La povera cana infatti è un incrocio di pastore tedesco e dogo argentino, già di per sè un orrore genetico quindi ma poi, dopo essere stata addestrata da pastore, è stata relegata in una cascina, legata giorno e notte ad una catena e maltrattata da gente che non la voleva. Pare che abbiano tentato di sopprimerla un paio di volte con metodi molto crudeli ma senza successo.

Le sue doti di aggressività sono state esaltate ovviamente e ne è uscito un cane che obbedisce a comando ad E. ma che è praticamente un fucile carico. Recentemente ha soppresso una capra che era saltata fuori dal suo recinto senza riuscire a rientrarci, e la stessa cosa la fa regolarmente con le galline ed i conigli che hanno la sventura di provare a farsi una passeggiata. Qualche giorno fa una signora è passata di fronte a casa portando a spasso il suo cane slegato, i cancelli automatici si stavano chiudendo ma il cane in questione ha comunque fatto a tempo ad infilarsi dentro, ne è nato un manicomio in cui il cane visitatore se le è prese e anche la sua padrona, tentando di intervenire per separarli.

L'addestratore, un fumetto prima ancora che un omarino, aveva tutte le caratteristiche per piacerle parecchio e lei a lui - e qua non c'era nemmeno bisogno di dirlo. E. poi ha dormito da noi e quindi ne abbiamo riparlato sia stanotte al rientro sia stamane a colazione. Poi lei mi ha mandato un messaggio entusiasta di ringraziamento. Credo che dalla prossima volta, se i suoi genitori non sono più saggi di me impedendoglielo, comincerà a frequentare il campo pure lei.

Io, conoscendola e leggendo il suo entusiasmo mi sono un poco preoccupata .... mò speriamo di non aver fatto casino facendo incontrare quei due. Hum.

Per il resto ieri abbiamo iniziato alle 18 e finito a mezzanotte passata. Lavorato poco e parlato tanto. I cani hanno fatto le solite ricerche e le mie due capre sono sempre più brave. Sono molto contenta soprattutto perchè le vedo molto attente ed eccitate quando 'lavorano'. I risultati si vedono poi nella vita di tutti i giorni, nella conduzione, nelle camminate in montagna, etc etc etc

Il fatto è che comincia a fare un freddo porco, scusate la classe, e stanotte la temperatura non è scesa sotto lo zero!! Mò che dovesse esserci un pò di neve e del ghiaccio voglio proprio andare a ridere. Non so più che altro mettermi addosso.

Non sono sicura di potermi permettere questo sport ancora a lungo ....

Ma ammettiamolo ...

Dunque, appurato che io non mi reputo di serie B perchè non lavoro fuori casa ma nemmeno mi sento di serie A per questo, faccio outing e confesso che così come se zappi ti vengono i calli e se lavori tanto al computer ti si incasina il carpale, anche curarsi di casa e famiglia ha i suoi effetti collaterali.

STO PARLANDO DI ME. QUESTI SONO I MIEI EFFETTI COLLATERALI pls, non facciamo confusione ed ognuno si tenga i propri, se ce li ha, e (se/ce) li dica se vuole.

Allora io, potendo fare un confronto tra le due situazioni, ne ho dedotto che tanto per incominciare ti si rimpicciolisce il mondo intorno e finisci per muoverti per lo più su terreni conosciuti e temo che lo stimolo intellettuale che ne deriva sia inferiore a quello che una professione ti dà producendo un fastidioso effetto di rimpicciolimento della prospettiva, di impiccinamento del ragionamento, di impaurimento di fronte all'ostacolo imprevisto.

Considerando poi che noi signore siamo genericamente più propense (nature o nurture? mi sembra di aver già letto questa domanda ... quei trent'anni fa .. ah il movimento femminista dici?? già non ci avevo pensato ....) a vedere il dettaglio che non la pittura d'insieme, il serio rischio qua è quello di finire alla precisione maniacale, al dettaglio insignificante elevato a ragione di vita.

E non parlo necessariamente dei vetri piuttosto che della mutanda più bianca del quartiere. Ma anche, per esempio, dell'incapacità di chiedere/gestire/accettare una semplice lista di prenotazioni per parlare con un professore (vedi post recenti di Emily) o financo alla necessità di andarci a parlare con questo professore che, se conosci tuo figlio e ne segui il lavoro ed i risultati scolastici, non è che c'è poi tutta questo bisogno di andare a colloquio ogni due per tre, no?

E questa è la prima delle mie croci.

Poi ci sono i tempi di esecuzione: tanto più tempo hai tra le mani tanto più ti si dilatano i tempi e finisci per non avere più tempo. Un voluto bisticcio di parole per dire che quando andavo in ufficio facevo le stesse cose che faccio oggi + il lavoro fuori casa. Com'è possibile? Il paradosso della casalinga? O sarà che invecchiando perdi qualche colpo qua e là? Signora mia, mi sa che sono entrambi.

Seconda croce personale, che quando mi è finita la seconda maternità (anni 31) non vedevo l'ora di ritornare in ufficio perchè mi sentivo rallentata, la prova provata? il tempo che ci impiegavo ad aprire la porta del garage ed a tirar fuori la macchina .... che se ripenso alla routine mattutina che da dentro il letto alle sette mi conduceva in ufficio alle otto e mezza mi sembra di guardare la centrifuga della lavatrice mentre lavora! e mi chiedo seriamente come facessi, boh!

Potrei continuare ma questi sono i due limiti che più mi spaventano o rendono perplessa circa la mia attuale condizione.

E quindi sono qua a dire che se lavori ti senti attiva, parte del mondo che gira attorno a te ma ti senti di trascurare casa-marito-bambini, cosa per la quale ti senti in colpa almeno un pò e siccome è brutto dirsi di sbagliare la cosa più importante che si ha, soprattutto se non si può scegliere, allora dare addosso a quelle che stanno a casa fa sentire un pelino meglio. Le quali qualche marcia in meno dal punto di vista del mondo che ti gira intorno magari ce l'hanno pure ...

Se invece stai a casa, ti sei magari evoluta in un bradipo monopensante, di ogni briciola che incontri tendi a farne un panettone, ma senti di star facendo la cosa giusta e pontifichi sulle altrui trascuratezze che le qualificano come madre snaturata.

Questo per dire che non è tutto oro quello che luccica e non tutta cacca ciò che è marrone.

(segue)(forse)