luglio 25, 2011
luglio 15, 2011
Scrivo poco ...
A parte il solito tran tran che sta un pequeno stretto recentemente, il ballo ed il cavallo assorbono buona parte del mio tempo libero e soprattutto dei miei pensieri. Se tanto mi dà tanto forse quest'inverno muoio perchè quest'estate è davvero ricca di emozioni, di persone, di energia, di scoperte e di conferme. Quando penso che ho 54 anni e non ho più davanti una vita intera per vivere tutto ciò che mi sta capitando mi si stringe il cuore, non ho davvero abbastanza tempo. Mi penso 64enne e mi dico che allora sì che sarà tardi, e 10 anni passano così in fretta e, insomma, sono ad un passo dalla fossa. Poi ripenso al fatto che fino a poco, pochissimo tempo fa pensavo che 54 fosse già oltre e mi dico ... vabbè chi vivrà etc etc
Avevo scordato che ci si poteva guardare nello specchio e compiacersene invece che tollerarsi solo. Che i capelli non sono fatti solo per stare stretti in una crocchia. Che gli occhi non servono solo per guardare ma anche per vedere e per parlare. Che gli occhi degli altri possono scaldare parecchio ...
Lei è Jamila la fanciulla che mi sta insegnando a andarci d'accordo con i suoi modi ed i suoi ritmi. Imparo a trottare e sono sempre più sicura, imparo a dirle cosa voglio che faccia per me, a non avere paura di questa mole grande ed elegante e finalmente posso guardare i suoi occhi dolci senza paura di un morso o di un pestone. Guardo le fanciulle che concentrate e determinate mandano i propri cavalli al galoppo ed affrontano gli ostacoli, penso che gli ostacoli probabilmente anche no ma il galoppo sì, ci voglio assolutamente arrivare. La forza, l'energia, lo scarico di emozioni negative ... ci vedo tutto dentro. Esco dal maneggio madida di sudore, impolverata e puzzolente e mi sento la dea della forza (fa ridere, lo so, in fondo sto solo facendo del gran trotto in un paddock ai margini della città, ma che ci debbo fà? mi sa che mi manca lo spirito critico. E per fortuna mi vien da aggiungere)
E quando è notte è facile trovare una piazza con un gruppo di ragazzi che hanno voglia di suonare e gente che ha voglia di ballare. Incredibile come la polizia, i carabinieri a cavallo, la guardia di finanza, lo stato 'amico' di questi anni bui non abbia ancora trovato un buon motivo per impedire queste botte di anarchia. Ascolto la musica, imparo a ballare, imparo a lasciare ad un altrO il controllo, imparo a non ascoltare con la testa ma con il corpo, mi lascio guidare e trovo una me stessa che sapevo era lì che mi aspettava per venir fuori.
Il batavo mi guarda come una bomba inesplosa, prova a sminarmi ma non sa come fare, gode della sua fetta di ritrovato splendore e non capisce. Io mi guardo da dentro e da fuori e mi auguro di saper essere una buona equilibrista, guardo sotto e vedo che non c'è la rete, mi auguro di non cadere.
marzo 29, 2011
Ecco qua ....
la mia cana grande
la mia seconda figlia
la mia "temeraria" esploratrice
adesso è così
Diciamo che di rogna si guarisce vero????? Perchè se mai non dovessi riuscire a tirarla fuori io non so come farcela. Io sono persa come un tappo di sughero nell'oceano in tempesta. Io ho un groppo in gola solo al pensiero.
marzo 19, 2011
Jurnata 'e mmerd
- Jada riesce a strapparsi il collare elisabetta, in pochissimi minuti si toglie la soddisfazione di darsi una sonora grattata alla fastidiosissima lesione. Dopo una settimana di funambolismi nel curare una piaga dall'aspetto inquietante, riesce a provocarsi dei seri tagli su una pelle che preferisco non descrivere. Tra le altre cose ha un grosso bozzo sufficientemente profondo da non riuscire ancora a fistolizzare, la lacerazione che si provoca riesce a lenire un poco la pressione ma non a sufficienza. Adesso è di nuovo dura e calda, lei è di nuovo avvolta nel collare e ci dorme sopra. Sicuramente significa che non ha male ma la guarigione non è certo facilitata. Credo che la colonia di malassezie che le popola l'orecchio da quella parte brindi da mane a sera. Dallo stato generale del cane si direbbe proprio. Pulirla è lavoro da cerusico. Telefono alla veteropata la quale mi dice di aspettare e vedere cosa succede. Insisto e le chiedo se è proprio sicura che non sia il caso di intervenire con un antibiotico e quella mi risponde di no in modo deciso. Spero proprio non sia una talebana dell'omeopatia. Nei fatti non so bene da che parte girarmi. Odio mescolare più specialità e financo più medici della stessa specialità. Nella mia esperienza, peraltro neanche così esigua, non ne viene mai fuori nulla di buono.
- Subito dopo pranzo mio suocero prende la pastiglia per il diabete, io esco in giardino e subito dopo vengo raggiunta da una princi quasi in deliquio che mi dice di correre dentro che il nonno "è strano". Entro al volo e lo trovo in collasso ipoglicemico. Specifichiamo meglio: ADESSO so che si trattava di una pesante crisi di ipoglicemia, in quel momento ho pensato in serie: collasso cardiocircolatorio, ictus, sta morendo. Minaccio la princi di due sonore sberle se non si contiene immediatamente, quella sparisce per andare a smaltire la crisi di nervi in giardino. Mia suocera è già partita per la tangente ed il problema sta nel decidere chi assistere per primo. Chiamo il 118 e cerco di parlare a mio suocero, gli occhi diventano un poco meno vitrei ma continua a non riuscire ad articolare nulla. In realtà si sta riprendendo mooooolto lentamente. Riesce a farmi capire di aiutarlo ad alzare le gambe. Riprende un minimo di presenza, delle tre mi resta in testa l'ipotesi di ictus ma fortunamente non ha smorfie particolari. Richiamo il 118 avverto che il presunto morto non è più tale che vangano lo stesso ma non ammazzino nessuno per la fretta. Quando arriva l'ambulanza il vecchio sta nuovamente in piede, va in bagno ed armeggia, mia suocera riprende il controllo dei suoi nervi quel tanto che basta per comunicarmi che da ieri ha la diarrea. Quindi, ricapitoliamo, ha 84 anni, diabete da sempre, cardiopatico con peace maker sotto protocollo di inserimento del Cumadin, ha la diarrea dal giorno prima, per colazione ha preso un tè con tre fette biscottate, ha mangiato un pranzo piuttosto contenuto e prende la pastiglia per la glicemia ... come cercarsi i guai. Vabbè. I medici e paramedici se ne vanno con le raccomandazioni del caso ovvero fatelo mangiare subito qualcosa di dolce. Mia suocera continua a non sapere da che parte è girata, c'è da andare a fare la spesa. La princi si rifiuta di stare a casa da sola con il nonno, andrà lei al super con la nonna. Il nonno continua ad essere confuso, ritrovare il bancomat è impresa sovrumana. La princi sclera e si mette a strillare che non è cosa che lei e suo fratello non siano in grado di conoscere e possibilmente intervenire sulla condizione economica dei nonni, per altri versi soli al mondo. Intervengo a sedare l'ennesimo sclero. Loro vanno ed io resto, mio suocero prende un tè con tre fette biscottate e due cucchiaini di marmellata. Si riprende, non c'è verso di tenerlo sdraiato comincia a ravanare variamente in giro dandomi l'idea che è fuori come uno zucchino. In realtà probabilmente sta cercando di controllare, senza dare troppo nell'occhio, che cavolo sto combinando. Io nel frattempo pulisco e medico il cane. Tornano le due shopper, prepariamo un tè per un'eventuale merenda ma il nonno si misura nuovamente la glicemia: all'intervento dei soccorsi aveva un valore di 77, due ore e spuntino dopo il valore è quasi quadruplicato. Allarme rosso. Vado dal medico di base, scortata dalla princi che continua a non volerne sapere di essere nei paraggi di una ipotetica ulteriore crisi. Mi chiarire la situazione, dà le disposizioni del caso. Torno a casa, grande spiega e lavata di testa ai due reprobi: se si prendono le medicine si mangia, se non si mangia non si prendono le medicine e soprattutto si monitorizza la glicemia con maggiore frequenza. Compiti a casa di punizione per la prossima settimana: misurare la glicemia sei volte al giorno ed agire di conseguenza. Implicazione ovvia: altrettante telefonate di controllo per sapere se la misurazione è avvenuta e che risultato ha dato, controllare anche il menu ed esortare la vecchia a consentire al poveretto di nutrirsi ed il poveretto a non aver timore di mangiare che tanto quello non esagera di sicuro.
Ora sono a casa, nel frattempo ci sono stati un paio di altri colpi di scena, questa volta di tipo economico, quisquilie al confronto.
In queste situazioni io ho una presenza di spirito notevole, riesco a bloccare quasi del tutto i miei sentimenti e le mie emozioni e divento assolutamente efficiente, tranquilla e rassicurante.
Adesso ho tachicardia e mi tremano ancora le mani.
luglio 26, 2010
Speriamo che gli dei continuino a guardar altrove ...
Non voglio parlare di felicità, non credo alla felicità come modus vivendi. Credo che la felicità quando accade, se accade, sia in realtà sprazzi di vita che è importante capire e saper cogliere ma che poi passano come sono venuti. Che non ha senso sperare nella felicità perenne, che probabilmente diventerebbe noiosa e sarebbe un peccato. Quando gli sprazzi consapevoli di felicità lasciano il posto alla tranquillità e serenità d'animo ... ecco quello che mi pare importante e che credo di avere negli ultimi anni, pur con tutti i su e giù del caso (e mi freme il cuore nel rileggere quel che ho scritto)
Claro che nel passato non è sempre stato così ... tutt'altro. Ricordo che quando le cose sono diventate semplici alle volte mi scoprivo a sorprendermi, ad aspettare che da un momento all'altro si incasinasse di nuovo tutto, e poi mi dicevo che no, dovevo crederci, perchè in fondo non c'erano ragioni ad impedire - anche per me - un pò di serenità.
Alle volte mi dico che non è eccezionale quello che (non) ci capita quanto siamo noi, sono io che trovo/troviamo la serenità e la gioia dove queste sono. Il che, si badi, non significa che mi ritengo una fine filosofa quanto che non è nulla di speciale questa nostra vita. Sostanzialmente una formula scaramantica per allontanare la paura che a tanta serenità debba prima o poi corrispondere altrettanta sfiga.
Altre volte mi guardo intorno quasi a cercare di capire da dove potrà venire il colpo, ma poi il pensiero fugge inorridito. Se deve succedere non lo voglio sapere prima!! lasciatemi vivere nell'incoscienza fino a quando sarà possibile che tanto ad affrontare i tempi grami non ci sono alternative, vanno affrontati e basta.
Leggo blog di persone che stanno conducendo la loro personale battaglia contro la malattia e mi chiedo perchè io no? e mi rispondo che non c'è un perchè, posso solo incrociare le dita. Recentemente sto leggendo il blog di una donna che sta accudendo ormai da anni la madre ammalata di Alzheimer. Non lo cito solo per rispetto verso l'autrice. Lo leggo, rifletto e non oso nè trovo niente da commentare. Faccio tesoro di ciò che leggo. Rifletto.
E penso alla mia amica Ester, di cui vorrei scrivere da parecchio e magari un giorno lo farò, se saprò superare la paura di ferire altre persone, se saprò parlarne nel modo giusto anche se ancora non so quale sia. La madre di Ester era morta di Alzheimer e spesso ragionavamo di questo e di quello, lei raccontava, io ascoltavo. Poi in sequenza si sono ammalate due sorelle, un fratello e poi un nipote, figlio di una delle due sorelle. Stiamo parlando di anni fa, oggi sono morti tutti. Ester aveva altri fratelli ed un'altra sorella, Gina, ed oggi è lei ad essere ammalata.
A lei, a loro, ripenso mentre leggo le parole di questo blog.
E penso a quanto è differente il valore che diamo alla vita ed a quanto è ingiusto che qualcuno possa voler impormi delle risposte in nome di un senso etico per me estremamente opinabile ed in nome del quale è difficilissimo trovare un minimo comune denominatore.
Oggi, nel blog, leggo un commento di questa donna che in pratica dice che vorrebbe dire questo e quello a sua madre persa in questa dimensione che non è nè di qua nè di là. Poi però dice di aver pensato che la madre queste cose le sa già perchè in fondo è comunque presente. E poi cita il caso di un tale che per ventitre anni capiva tutto ma non poteva comunicare mentre gli altri pensavano che vegetasse.
Ecco se debbo pensare ad un insopportabile orrore senza fine, per me e per chi mi è caro, io penso ad un ritratto di questo genere. Sono certa che se domani scoprissi di essere ammalata avrei tutte le paure del caso ma oggi, nell'immaginare, penso che nulla mi fa più paura di una situazione come quella descritta. Se il mio ortoressico fosse in una situazione simile ed io davvero pensassi che è intrappolato dentro, credo che sfiderei qualsiasi legge e qualsiasi conseguenza per liberarlo. E spero che gli altri vogliano fare lo stesso con me. Lo spero proprio di tutto cuore.
Guardo fuori dalla finestra, le cime, i boschi ed i prati sono inondati di sole, gli operai lavorano nelle case di fronte e negli appartamenti a fianco, c'è una radio che suona (nemmeno poi tanto in lontananza, oibò) ed io mi dico che debbo aver una rotella fuori posto per aver di questi pensieri ....
aprile 28, 2010
AIUTO
Nella mia esperienza il lavoro è stato ciò che mi ha ancorato alla mia vita durante i periodi più difficili. E' stata la mia certezza: fare affidamento sul mio stipendio mi ha permesso di non andare nel panico quando a metà mese il mio conto in banca era già incandescente. Sapere di avere il mio lavoro mi ha permesso di non dubitare mai del fatto che avrei pagato il mutuo ogni mese, che i miei figli avrebbero avuto un tetto sulla testa, e calore, e abiti, e scuola ed anche qualche cosa (poco) di superfluo. Sapere di poter contare sulle mie forze perchè il lavoro - odiato ed amato - era lì a farmi da sponda.
E pensavo che sarebbe sempre stato così
E invece è cambiato tutto, il mondo del lavoro si è ristretto ed è diventato terra di nessuno, dove mors tua vita mea, dove non c'è più granchè di garantito, dove se sei giovane sei troppo giovane e se non sei più giovane sei vecchio, dove tutti gli anni i numeri che devi fare sono un (bel) pò più grandi dell'anno precedente, dove niente basta mai e non ti lasciano dire 'ho raggiunto questo e quello, mi basta così, adesso voglio solo vivere serena/o'. E con questi pensieri la sensazione di precarietà, di timore per il futuro, di incertezza è sempre pronta a farmi venire l'ansia.
L'idea che qualcuno possa perdere il lavoro e perdere questa ancora mentale prima ancora che economica mi atterrisce e tanto più mi sembra realistica tanto più mi viene l'angoscia nel pensare 'e se...?'
Tutto questo per dire che il padre del moroso della princi, alla sonante età di 50 anni abbondanti, ha fatto un paio di mosse errate, si è fidato delle persone sbagliate e trac! ha perso il lavoro.
Ora è disoccupato, con moglie e figlio a carico e rete di relazione che si è squagliata come neve al sole: nel timore che possa chiedere qualcosa si sono dileguati tutti.
Io non ho mai avuto rapporti con loro ma se penso a questa famiglia mi si stringe il cuore e lo stomaco, vorrei poter far qualcosa ma non conosco davvero nessuno che anche solo lontanamente potrebbe dare un consiglio, segnalare un'opportunità.
Non credo che questo signore stia lì a rimirarsi l'ombelico, del resto è stato responsabile della logistica per un'azienda di pavimenti galleggianti per un sacco di anni e sicuramente starà cercando di trovare una soluzione. Ma a cinquantanni è dura come il ferro, con la crisi attuale che c'è per taluni e per altri sta finendo, ammesso che sia mai iniziata, ovvio!
Non credo pretenda chissà che, a parte continuare a mantenere la sua famiglia, suppongo. Non so se sarebbe disposto ad allontanarsi da casa ma, da quel poco che conosco, non penso che rifiuterebbe un'opportunità solo perchè lontana.
Io non ho una rete di relazione da sondare per lui, non posso davvero fare nulla se non gettare un sasso in questo stagno sperando che i cerchi dell'acqua arrivino alla riva.
Hai visto mai che qualcuno che passa di qua e legge possa mai avere un gancio, almeno un'opportunità di colloquio, un minimo gesto di solidarietà....
Io ci spero davvero tanto
gennaio 28, 2010
Mi sa che è davvero meglio chiudere la realtà fuori dalla porta di casa
Suggerirei di leggere questo che è pure divertente, e anche questo appello anche se non è altrettanto divertente, anzi non è divertente affatto. Poi volendo continuare nel viaggio ci sarebbe pure questo e, ovviamente, l'articolo di Ilvo Diamanti su Repubblica.it.
Ora io, in un rigurgito di incredulità, mi dico che non è possibile che questi stiano prendendo a mazzate la scuola pubblica in modo così sistematico e eclatantemente scoperto. Ci dev'essere una logica di qualche genere, anche se probabilmente non condivisibile, da me quantomeno. Io non ci credo che l'obiettivo sia quello di distruggere ciò che esiste, sic et simpliciter, a favore del settore privato. Non ci credo che davvero intendano tornare ad una parodia dell'insegnamento disponibile a chi non può pagare e alla faccenda 'vera' riservata a quelli che hanno il danaro per iscrivere i pupi ai vari istituti di pregio esistenti*.
Io non ci credo ma sembrerebbe proprio che sia cosi ....
Insomma, hanno la situazione saldamente in pugno, almeno per il momento. L'opposizione, che lo sia o che venga fatta apparire tale, sembra persa nella nebbia. Quando non affaccendata in affari che mi chiedo se davvero non se li potevano risparmiare, lor signori. Vedi, ultima arrivata, la faccenda di Del Bono a Bologna (panz ne parla in modo eccellente a parer mio). SETTE MESI dall'inizio del mandato. SETTE MESI. Che a me fa l'effetto di una roba che non hai nemmeno bisogno di prenderci dimestichezza con la poltrona prima di cominciare a farti i porci comodi tuoi. E poi diciamo dei berluscones tutti mariuoli ... magari ce ne stanno di più con le mani sporche di marmellata nella parte destra della casa ma qua non è mica che si scherza eh!!??!!
E allora?
Se la presa di contatto con la realtà provoca intensi accessi di accidia** non è forse meglio chiudere la porta e rifiutarsi di guardar fuori??
Cioè una non è che si senta tanto bene a far lo struzzo ma a non farlo si sente mooolto peggio
*Che poi gli istituti 'storici' (dai salesiani in poi, intendo) non mi sembra che se la stiano poi cavando così bene, eh??!!! Quelli che invece pare vadano forte sono la scuola america, o quella francese o, nel migliore dei casi, quella europea ... ma perchè? vabbè che c'è la globalizzazione ma noi proprio a casa degli altri dobbiamo andare a studiare???
**Il termine, nel greco classico, designa la negligenza, l'indifferenza, la mancanza di cure e di interesse per una cosa. Designa inoltre l'abbattimento, lo scoraggiamento, la prostrazione, la stanchezza, la noia e la depressione dell'uomo di fronte alla vita. É lo smarrimento estremo: si produce uno stato d'animo che intacca e rischia di disorientare tutto ciò che raggiunge.
ottobre 01, 2009
Uno schianto. Click. Buio.
24 anni, cazzaro uguale a lui, non per niente si sono visti e amati al primo colpo o giù di lì. Un paio di anni di università passati a battere insieme e tanto tutti i bar della zona, insieme e pochissimo le aule scolastiche. Mio figlio smette di far finta di studiare, complice il fatto che io gli taglio i fondi e non gli pago più le tasse. Lui invece prosegue l'andamento lento. Poi fa il PR per alcuni locali della movida torinese. Vivono entrambi di notte. Le foto che mio figlio pubblica su fb li ritraggono spesso insieme, varie e svariate feste, presumibili alterazioni io voglio pensare alcoliche, poi loro avranno fatto quel che avranno voluto, mamma a sto punto non c'entra più niente.
Vita pulsante, cazzara o meno, incontenibile dentro gli schemi dell'umana gente. Vita che non aveva ancora trovato una regola ma che prima o poi l'avrebbe trovata. Vita intelligente che si abbrutisce chissa perchè o forse proprio perchè.
E adesso sono 24 ore che questa vita non esiste più. Uno schianto in moto e l'interruttore ha fatto clic. Luce spenta. Buio. Fine delle trasmissioni.
Ed io penso a quella madre e non me lo posso nemmeno immaginare. Io che quando sento una sirena di ambulanza penso a quante possibilità ci sono che stia andando a prendere uno dei miei. E viviamo vicino ad un parcheggio ambulanze, capisciammè.
Io che di notte mi prenderei a martellate perchè mi sveglio e penso a che cazzo starà facendo quello e poi mi dico 'a cuccia e dormi, idiota' ma tant'è al prossimo cretino che passa rombando per la strada sotto casa, alla prossima sirena, alla prossima motocicletta il pensiero schizza in avanti un'altra volta.
E non c'è nessuna ragione per cui uno si e l'altro no. Quindi nemmeno domani o dopodomani ci sarà nessuna ragione per cui l'altro no.
settembre 17, 2009
Esperienza sconvolgente
Tempo addietro io avrei voluto andare ad un'installazione teatrale ma poi, mettici qualche rogna dell'ultimo momento che ora non ricordo, mettici un pò di inerzia .. insomma non ci andai. E mi rimase 'sto tarlo nella testa. Oggi mi telefona un'amica e mi propone una cena al buio. Io ci penso un attimo (anche perchè non dovrebbe essere periodo di cene questo, no?) e poi mi dico perchè no? e mi accordo per andare.
Stasera ci troviamo di fronte al posto, incontriamo là una comune amica che ha il marito ipovedente membro dell'associazione e via di chiacchiere e risate.
Intanto l'organizzazione va avanti, i partecipanti alla cena sono riuniti di fronte al locale. Ognuno è venuto perchè legato in qualche modo ad un membro dell'associazione quindi le persone sono tutte divise a gruppi e disposte nei relativi tavoli. Viene chiamato il gruppo 1 e poi il 2 e via andare. Fino al nostro.
Le persone chiamate si riuniscono di fronte alla porta di ingresso, chiusa, quando questa si apre una persona dell'associazione si fa avanti ed accompagna il gruppetto all'interno. Che è buio. Si entra in una specie di vestibolo e la porta si chiude, a questo punto il buio è già più che sufficiente ma un sottilissimo baluginare ancora trapela dall'esterno quindi l'accesso alla sala vera e propria è protetto da una pesante tenda che fa si che il posto sia immerso nell'oscurità più totale.
Io sono lì davanti che rido e scherzo quando la porta si apre per fare entrare il gruppo prima del mio. L'accompagnatrice ha una malformazione agli occhi e non è esattamente un bel vedere, metti questo, metti lo scorcio di vestibolo, metti tutta questa cerimonia per entrare sta di fatto che
Io non posso stare al buio per nessuna ragione!!! E mi rendo conto improvvisamente che per quanto io avessi ovviamente compreso razionalmente la faccenda del buio ed i suoi perchè e per come, non l'avevo minimamente presa in considerazione a livello emotivo!!! Per la semplice ragione (credo) che la mia fobia è tale e tanta che non esiste ragione una al mondo per cui io mi possa volontariamente mettere al buio!! Mi rendo conto in quel momento che avevo visualizzato me stessa a questa cena immersa comunque in una specie di vaga penombra.
Vado in panico e comincio a iperventilare, le gambe mi tremano e dico alle mie amiche che non si può fare: non posso entrare. Agitazione generale e loro cercano di convincermi, mi dicono che è un'esperienza fortissima, che forse è giunto il momento di affrontare e distruggere le mie paure, che al buio è tutto diverso, che le relazioni con le persone acquistano una densità che alla luce non hanno etc etc
OK, dico, ci provo ma tu amica P. che sei del giro e che di te mi fido, mi tieni per mano e mi giuri che come vado in panico mi aiuti a precipitarmi fuori. Va bene. E decidiamo che entreremo per ultime e ci fermeremo appena oltre la tenda perchè io possa acclimatarmi sentendola dietro di me. Attendiamo che tutti entrino e nel frattempo una donna entrata poc'anzi esce in preda ad un vero e proprio attacco di ansia. Il che, ammetterete, non aiuta. Insomma, entro anche io, la porta si chiude e siamo al buio. Mi sembra di intravedere un vago baluginio in effetti ma sant'iddio è proprio buio. Mi rincuorano, mi dicono questo e quello. Francamente non me ne frega un tubo, stento a controllare le mie emozioni ma forse ce la faccio.
Poi superiamo la tenda.
E percepisco un ambiente in cui si mangia, fa caldo, c'è umidità e c'è odore di cibo. Un umido, forse uno stufato o uno spezzatino. Una cosa che se ci fosse stata la luce avrei guardato con attenzione per decidere se mangiarlo o meno. Sento le voci delle altre persone. Sento l'odore della sala, un odore che se ci fosse stata la luce avrei guardato in giro per capire se potevo fidarmi a mangiare e toccare o se mi faceva schifo. Sento l'odore delle altre persone, un odore che se ci fosse stata la luce avrei controllato di essere a distanza di sicurezza da questi estranei. Sento il calore e l'umidità io che in questo periodo potrei andare in giro nuda e non avrei freddo, che quando mi vengono le vampate mi sembra di soffocare, che mi ricopro di sudore se solo mi emoziono per una cosa qualsiasi, da un imprevisto qualsiasi al rispondere al telefono ad una risata.
E mi prende un attacco di ansia royal con braccia e gambe tremanti e iperventilazione. Mi scuso e mi precipito fuori, ad un passo dal panico incontrollabile. Cammino spedita nella notte, l'aria fresca mi aiuta a camminare, ansimo e mi chiedo che ne è di quei sacchetti di carta che nei film sembrano essere un toccasana (già, non ho mai capito il perchè). Arrivo finalmente alla vettura, mi siedo e per un pò non riesco a mettere in moto. In qualche modo mi calmo tanto da poter guidare e arrivo a casa.
Lo racconto al batavo, lo telefono alla princi, ho bisogno di buttar fuori. Loro ridacchiano e mi dicono che sono pazza. Direi che non hanno tutti i torti.
A casa faccio cena. No, mi ingozzo. Non riesco a smettere di mangiare e non ho ancora smesso. Fortuna che non tengo mai troppe schifezze in casa ma stai sicura che quelle che c'erano le ho spazzate via tutte. Mando ripetutamente messaggi alle mie amiche scusandomi con loro e con le persone dell'associazione. Mi dispiace moltissimo per loro, per l'implicito insulto che ho loro rivolto.
Ma mi dispiace anche per me perchè avrei davvero voluto riuscire a dominarmi, avrei voluto essere in grado di affrontare questa cosa, di scendere dentro di me e mettere pace con quel demone che mi fa avere tutta questa paura. Sento che non è solo il buio. Sento che c'è altro, vorrei guardarlo negli occhi e vincerlo ma non so da che parte cominciare e questa poteva essere una porta. Credo che l'associazione buio-caldo-umido-cibo sia stata invincibile per me. Vorrei riprovare se ne avrò l'occasione, magari con qualcosa di più facile. Qualcosa che non c'entri con il cibo, qualcosa di più asettico?
Sono passate più di tre ore ma non mi sono ancora calmata. Adesso scrivendo queste righe e battendo furiosamente sui tasti sembra che io stia trovando un qualche sfogo.
Cessù.
Monica, Barbara? mi sa che mi servite voi ....
agosto 26, 2009
Cosa stanno facendo?
perchè io davvero non lo capisco. Come mai si stanno allargando così tanto di recente? perchè si sentono così forti? Stanno solo pasturando l'elettore mono neuronico o ...
Adesso tuonano che se il papa non si fa gli affari suoi loro modificano i Patti? Oibò ...
Che poi verrebbe spontaneo chiedere come mai se ne accorgono solo adesso delle " ... ingerenze ideologiche e squisitamente politiche da parte di uomini delle gerarchie ecclesiastiche nelle faccende di uno Stato che, fino a prova contraria, è laico"
Apperò .. anvedi la novità!!!
Certo che questa qua è proprio brutta gente.

Anche i loro elettori sono sostanzialmente brutta gente ma i bossi-calderoli-borghezi lo sono particolarmente. Che schifo
febbraio 07, 2009
C'è chi lo ha scritto meglio di me ...
Ezio Mauro oggi sul sito di Repubblica
"... La sfida è esplicita, addirittura ostentata. Quirinale e Parlamento devono capire che il governo assumerà il potere legislativo attraverso i decreti legge, della cui ammissibilità sarà l'unico giudice, con le Camere chiamate ad una ratifica automatica di maggioranza e il Capo dello Stato costretto ad una firma cieca e meccanica. Berlusconi vuole decidere da solo, in un'aperta trasformazione costituzionale che realizza di fatto il presidenzialismo, aggiungendo potestà legislativa all'esecutivo nella corsia privilegiata della necessità e dell'urgenza, criteri di cui il governo è insieme beneficiario e giudice unico, senza lasciar voce in capitolo al Capo dello Stato..."
Ecco quello che c'è davvero in gioco. Altro che difesa della vita!! Alla faccia di Eluana, Beppino, e chiunque altro si arrovella su come vorrebbe o dovrebbe finire i suoi giorni
febbraio 06, 2009
Disgusto e paura
E se invece di inchiodare sulla croce della sua sofferenza una donna e la sua famiglia,
"... un ministro o un presidente del consiglio fosse riconosciuto colpevole di qualche reato fino alla Cassazione e il il governo, per decreto, bloccasse l’applicazione della sentenza" (cito Zucconi)
che differenza farebbe???? sempre la stessa dinamica sarebbe, no? accettabile oggi perchè DIFENDONO LA VITA DI una "Una persona che potrebbe anche in ipotesi generare un figlio in stato vegetativo" (cit. Berlusconi oggi) e domani no per salvare le palle del medesimo o di uno dei suoi accoliti????
Appositamente ho sottolineato l'illuminata frase del nostro qua sopra. Ecco il Berluscon-pensiero, questa volta senza neanche la scusa della battuta di spirito su cui lamentarsi di essere stato frainteso. Una persona che definisce abbronzato un uomo di colore, che chiede la testa dei clandestini ammalati, che mette le sue concubine ed i suoi lacchè nei posti di potere e di comando e che riduce le donne ad oggetti: decorativi quando o macchinette spara bebè a seconda delle necessità.
Io ringrazio di cuore tutti coloro che hanno reso questo scempio possibile: gli illusi che l'hanno votato pensando che sarà pure disonesto ma se ha fatto tutti quei soldi qualche merito ce l'avrà, hai visto mai che ce li fa fare pure a noi tanti bei soldini regalandoci qualche scorciatoia in più?? ma quelli che più mi fanno incazzare sono quel manipolo di incapaci, preoccupati solo di poter parlare a favore di camera e di microfono, che, seduto al governo per due anni, ha reso tutto ciò possibile.
Dio come sono incazzata


