Obiettivo Trop Model

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luglio 15, 2011

Scrivo poco ...

ma faccio tanto! :-)))

A parte il solito tran tran che sta un pequeno stretto recentemente, il ballo ed il cavallo assorbono buona parte del mio tempo libero e soprattutto dei miei pensieri. Se tanto mi dà tanto forse quest'inverno muoio perchè quest'estate è davvero ricca di emozioni, di persone, di energia, di scoperte e di conferme. Quando penso che ho 54 anni e non ho più davanti una vita intera per vivere tutto ciò che mi sta capitando mi si stringe il cuore, non ho davvero abbastanza tempo. Mi penso 64enne e mi dico che allora sì che sarà tardi, e 10 anni passano così in fretta e, insomma, sono ad un passo dalla fossa. Poi ripenso al fatto che fino a poco, pochissimo tempo fa pensavo che 54 fosse già oltre e mi dico ... vabbè chi vivrà etc etc

Avevo scordato che ci si poteva guardare nello specchio e compiacersene invece che tollerarsi solo. Che i capelli non sono fatti solo per stare stretti in una crocchia. Che gli occhi non servono solo per guardare ma anche per vedere e per parlare. Che gli occhi degli altri possono scaldare parecchio ...


Lei è Jamila la fanciulla che mi sta insegnando a andarci d'accordo con i suoi modi ed i suoi ritmi. Imparo a trottare e sono sempre più sicura, imparo a dirle cosa voglio che faccia per me, a non avere paura di questa mole grande ed elegante e finalmente posso guardare i suoi occhi dolci senza paura di un morso o di un pestone. Guardo le fanciulle che concentrate e determinate mandano i propri cavalli al galoppo ed affrontano gli ostacoli, penso che gli ostacoli probabilmente anche no ma il galoppo sì, ci voglio assolutamente arrivare. La forza, l'energia, lo scarico di emozioni negative ... ci vedo tutto dentro. Esco dal maneggio madida di sudore, impolverata e puzzolente e mi sento la dea della forza (fa ridere, lo so, in fondo sto solo facendo del gran trotto in un paddock ai margini della città, ma che ci debbo fà? mi sa che mi manca lo spirito critico. E per fortuna mi vien da aggiungere)


E quando è notte è facile trovare una piazza con un gruppo di ragazzi che hanno voglia di suonare e gente che ha voglia di ballare. Incredibile come la polizia, i carabinieri a cavallo, la guardia di finanza, lo stato 'amico' di questi anni bui non abbia ancora trovato un buon motivo per impedire queste botte di anarchia. Ascolto la musica, imparo a ballare, imparo a lasciare ad un altrO il controllo, imparo a non ascoltare con la testa ma con il corpo, mi lascio guidare e trovo una me stessa che sapevo era lì che mi aspettava per venir fuori.

Il batavo mi guarda come una bomba inesplosa, prova a sminarmi ma non sa come fare, gode della sua fetta di ritrovato splendore e non capisce. Io mi guardo da dentro e da fuori e mi auguro di saper essere una buona equilibrista, guardo sotto e vedo che non c'è la rete, mi auguro di non cadere.

marzo 11, 2011

MammAm, questa è per te!!

Marò che sogno strampalato!!!

Ho fatto questo sogno stamane appena prima di svegliarmi, ma così reale che ci ho messo un pò a capire che davvero non stava succedendo.

C'era una faccenda di malati e di ospedali, qualcuno era ricoverato ed io piangevo come una fontana e mi preoccupavo a mille, non ricordo chi fosse questo qualcuno ma nel sogno lo sapevo ed ho la sensazione che fosse proprio quell'idiota del post precedente. Aspettavo in una specie di grande pianerottolo di grandi scale come quelle che ci sono qui alle Molinette, c'era un muretto con un grosso mancorrente cilindrico di metallo, io stavo seduta sul muretto con le gambe penzoloni nel vuoto ed appoggiata sul mancorrente ma poi il muretto era sempre quello ma dall'altra parte c'era una spiaggia ed il mare. E mi dicevano che no, non potevo andarmene perchè dovevo dargli da mangiare a quel malato lì, lo dovevo imboccare che lui aveva tubi e tubicini e non poteva mangiare da solo ed io mi disperavo non perchè non volessi farlo ma perchè pensavo che se mi avessero lasciata andare via allora significava che lui stava meglio ed invece così voleva dire che stava ancora male.

E mentre piango e mi dispero mi guardo intorno e vicino a me, in piedi, c'era MammAm. Indossava una tuta nera di maglia, tutta intera e con le spalline sottili come quella che usa mia figlia per le lezioni di danza, ed era vistosamente incinta. Un pancione proprio, stile otto mesi o giù di lì, la cosa peraltro mi stupisce un poco ma mica neanche tanto. E l'ospedale ed il malato svaniscono, ed il muretto c'è sempre ma è sulla spiaggia ed io sono di qua sul marciapiede che però è un pò tutto cosparso di sabbia come succede in certe località di mare vicino alle spiagge libere che la gente se la porta fuori sciabattando.

Siamo un gruppo di persone, non conosco nessuno se non MammAm, sempre piazzata lì con il suo pancione. E salta fuori che siamo in una specie di deserto, in una specie di villaggio o gruppo di nomadi, non so. Siamo all'aperto e gli uomini stanno comodamente spaparanzati su certe specie di sdraio, se la contano amenamente tra di loro e non si curano degli altri, esseri comunque di rango inferiore. Io sono l'ospite straniera, sto seduta su uno sgabello alto e godo di un minimo di riguardo e forse con me c'è pure il batavo ma sullo sfondo, giusto una presenza. Attorno gente indistinta, tutti in piedi.

Osservo la scena, mi guardo intorno e so che l'arabo seduto alla mia destra, un uomo abbastanza giovane e di bell'aspetto è in realtà il marito di MammAm, lei gli sta seduta vicino su uno sgabello basso e quando giro lo sguardo verso di lei mi accorgo che indossa una specie di chador che le incornicia il viso e che lei tiene chiuso sotto il mento con una mano, per il resto si intuisce che è esattamente come prima, solo coperta. E piange. In silenzio e con il viso impassibile, lunge strie di lacrime le solcano il volto. Il marito non se la fila di pezza e quando gli faccio notare che sua moglie piange lui fa spallucce e dice che non sa che farci e comunque non se lo spiega il perchè di tutte queste lacrime.

Ed io allora parto in quarta e gli spiego per filo e per segno il perchè di quel pianto, l'imposizione di quel velo come perdita di dignità, il sentirsi negletta dal suo uomo che le impone una cosa per lei penosa e poi non se la fila di pezza. Il tutto con un eloquio e con un discorso così fico che per la miseria se me lo ricordassi potrei essere la Luisa Muraro de noantri. (e conta pure che io su sta storia del velo ho idee abbastanza contraddittorie - tra me e me, intendo)

Ma perchè non si possono registrare i sogni, dico io! O per lo meno le botte di filosofia che ti vengono in sogno.

Va da sè che nel bel mezzo della spiega mi sono svegliata. Et voilà.

Ora, il dubbio che l'anoressizzante stia cominciando a darmi in testa è lecito. Ma perchè MammAm poi, losaiddio.

Però eri carina eh, con il pancione nella tutona. E debbo dire che pure con il velo non te la cavavi male, sebbene sono d'accordo che non c'era di che essere granchè soddisfatte ...

novembre 02, 2010

postfazione (dedicata alle mie amiche di penna)*

Il post di ieri premeva da un pò per venire alla luce. Io davvero non ascolto mai quella canzone, alle prime note mi si rizzano le antenne, mi si dipana un film dietro le palpebre, e se solo posso cambio canale, diversamente esco, me ne vado, mi allontano.

Ero dagli svedesi recentemente quando mi sono accorta di cosa stavo canticchiando ero già al ritornello. Idem la scorsa settimana in macchina ("ammazza, anvedi sta canzone, lassòttutta!").

Là per là mi son stupita e mi sono chiesta cosa voleva dire. Poi ho cominciato a scrivere questo post, rigirandomelo nella mente per un pò di giorni come si fa con una caramella dura succhiandola golosamente in bocca. Poi finalmente l'ho scritto.

E mentre lo scrivevo mi sono chiesta se davvevo dovevo farlo, le dita andavano da sole. E quando è stato scritto e pubblicato l'ho trovato un pò sconcio, un pò impudico perchè mette in piazza una mia parte molto intima così come la sento e senza i veli della comunicazione verbale raziocinante. E poi l'episodio di per sè non credo di averlo raccontato se non pochissime volte e francamente non saprei nemmeno bene a chi e quando.

Dopo essere stato pubblicato il post è andato per il mondo ed ha portato qui un coro di voci amiche che si sono fatte sentire e che ringrazio. Il post mi è sembrato ancora più impudico e mi sono detta che per per trasformare tutto in letteratura da stracci facevo meglio a tenermele dentro di me le cose. Del resto anche a me, al tempo, hanno insegnato a tenere la bocca e le ginocchia chiuse, a non starnazzare ed a fare attenzione che l'orlo della gonna non mi scoprisse le cosce ...

Insomma, non sono sicura di aver fatto una cosa giusta e bella, il mio sergente di ferro mi sta facendo gli occhiacci, non gli piace che io mi scopra ...

(*grazie a tutte, chi ha commentato e chi si è seduta in silenzio accanto a me, sono io che sfarfallo)

Aggiornamento: e sfarfallo talmente tanto che non mi sono resa conto di averla già raccontata questa cosa proprio qui. Un anno e mezzo fa circa. Allora mi chiedo se mi sto scrivendo addosso o se davvero c'è ancora qualcosa da elaborare in questa cosa. Ogni tanto mi sto proprio antipatica

settembre 16, 2010

FERMATEMI!!!

Sarà che se lavorassi dovrei fare un mestiere che più noioso non ce n'è....

Sarà che l'omeopata dice che mi sono arresa e magari ha pure ragione, anche se non capisco perchè bisogna stare tutta la vita a combattere, e non capisco nemmeno che male ci sia ad arrendersi quando ci si arrende di fronte ad una situazione che piace ....

Sarà che in fondo ho sempre invidiato coloro che potevano scegliere di non lavorare (anche se poi sono sempre stata consapevole che una volta scelto c'era parecchia latta in tutto quel brillio dorato)

Sarà che ho un animo da Nonna Papera (e tra breve pure l'età) ...

Sta di fatto che sono partita in quarta, e casomai anche in quinta, con quello che ho definito un accanimento terapeutico di tipo casalingo .... Volete le prove???? Allacciate le cinture di sicurezza che il viaggio è periglioso ...


OK, partiamo dalla coperta che è QUASI finita. Dico QUASI perchè (tenetevi forte) non ho il tempo per andare a comprarmi un uncinetto che quell'altro me lo sono lasciato ai monti




Poi, vogliamo parlare del contenuto dei miei armadi che potrebbe superare l'ispezione di chiunque? financo quella poveretta di mia suocera che pur di non aver nulla in disordine tiene gli stipi VUOTI???




Ed ecco quindi che pure l'armadietto delle spezie, antro oscuro fino a ieri impenetrabile, meriterebbe che io togliessi l'anta che è un peccato coprire sto capolavoro!!!






Ma il pezzo forte, la poesia pura della nevrosi da abuso di casalinghite è il seguente:


dove potete comodamente osservare parte della produzione di ieri, seguita alla spesa fatta al mercatino dei produttori! Ovvero, pronti per il freezer, trovate la peperonata di peperoni lunghi, ennemila vasetti di passata di pomodoro (seguono gli ennemila della settimana scorsa già congelati), condimento per la pasta ai fiori di zucchina e zafferano, peperoni quadrati di carmagnola arrostiti e spellati (pronti per una eventuale bagna cauda di accompagnamento).

Nel frigorifero invece attendono, fiduciosi in un mio interessamento piu che prossimo, gli zucchini ed i fagiolini.

Che qualcuno mi fermi per favoreeeeee!!!

aprile 04, 2010

Antidoto

Ok, sono praticamente in crisi diabetica. Se vedo ancora un pulcino che si bacia con una capretta, un guscio d'uovo giallo o azzuro, una pecorella profumata al gelsomino ...

mi metto ad urlareeeeeeeeeeeeeeeeeeee

quindi propongo un antidoto
ps: non è la mia cana (anche se ci somiglia molto)


aprile 02, 2010

Sono inferocita

Leggo in molti, se non tutti, i blog che seguo questo senso di sconfitta, di straniamento, questa paura di ciò che deve ancora arrivare dopo questo ennesimo risultato elettorale.

E più ci penso e più mi incazzo.

Ma non contro il manipolo di malfattori che bene o male hanno lo scettro in mano (e che dio solo sa fino a quando lo terranno, a sto punto me lo chiedo davvero e temo anch'io il peggio).

Non sono incazzata contro il nostro piccolo dittatore che manipola, mente, puttaneggia ed intanto le sue società se ne avvantaggiano abbondantemente. Nè sono incazzata con quel gruppo di picchiatori fascisti che hanno smesso temporaneamente l'orbace perchè troppo impegnati a distruggere il distruggibile a proprio esclusivo vantaggio.

Non sono incazzata contro i protervi in camicia verde che dopo anni di celodurismo a pelo d'acqua adesso riescono finalmente a stagliarsi sopra le onde e ne aprofittano per dire e (temo) fare tutto quel che vogliono e vorranno.

Nè mi indispongono tutte queste mignotte che attraverso un uso accorto di ciò che la natura ha loro generosamento offerto si arrampicano chi sulla dorata scala della popolarità da avanspettacolo chi verso il potere della sedia politica, chi entrambe. Ritengono di avere un asset e lo usano a proprio vantaggio, del resto ognuno usa i mezzi che ha ed il fatto che l'arco parlamentare non sia pieno di ballerine probabilmente significa anche che quelle che oltre ad un bel culo hanno anche un oncia di cervello ce la fanno, le altre sposano i calciatori.

Non mi infastidisce il pastore tedesco, anzi quello mi infastidisce parecchio perchè ha quest'occhio cattivo che mi si perdoni ma mi sembra particolarmente in contrasto con il suo ipotetico ruolo. Ma del resto va mano in mano con i vescovi incattiviti che vorrebbero mettere le mutande di latta all'umanità intera. Neanche questi mi inquietano per la verità

Tutta questa gente ci sprofonderà nel medioevo sociale e culturale, l'hanno già fatto e non potrà che peggiorare,

ma è il loro mestiere che ci stupiamo a fare?
Non sono lupi travestiti da agnelli, sono proprio lupi, non l'hanno mai nascosto anche se affermano il contrario a gran voce e tutti e quanti sembrano crederci.

Coloro contro i quali io sono davvero furentemente incazzata sono tutti questi paladini delle virtù democratiche che non sono stati capaci di impedire che tutto ciò accadesse e, ancora più grave, non l'hanno neanche visto arrivare.
I soloni del cosiddetto centro sinistra che la sinistra non sanno nemmeno più dove stia quando devono mettere la freccia in macchina. Quelli che nonostante siano anni che percorriamo una strada sempre più in discesa e sempre più viscida stanno ancora tutti lì assisi sulle loro poltrone.
Coloro che quando hanno finalmente avuto l'opportunità per fare qualcosa l'hanno presa e l'hanno buttata nel cesso dei personalismi, delle beghe da bottega, dell'incapacità di avere una visione comune a spese del proprio orticello.
Quelli che hanno agito per anni in modo così profondamente contrario alle loro affermazioni e non stavano nemmeno facendo propaganda!! Perchè poi il bello è quello!!! costoro non sanno fare comunicazione in nessun modo, non sanno parlare di ciò che di buono fanno/hanno fatto, non sanno affrontare un avversario che gioca fuori dalle regole. Usano le regole in modo pedissequo, si è sempre fatto così continuiamo a farlo. Non sanno pensare 'out of the box'. Non sanno immaginare una realtà diversa, sanno solo scimmiottare le realtà altrui (vogliamo parlare del famoso "I care" di veltroniana memoria? no. non ne vogliamo parlare che è meglio)
E non mi si venga a dire che libertà è partecipazione perchè innanzitutto se viviamo in un sistema organizzato dove ognuno ha il proprio posto, loro - i politici - hanno il loro mestiere e non vedo perchè io dovrei fare il loro. Se avessi voluto fare la politica lo capisco ma non mi interessa, non voglio semplicemente essere buttata nella barbarie, il come e dove decidetelo pure voi, con il mio voto ve ne dò mandato ma possibilmente che sia di segno differente da quelli per cui io non voto, che ve lo debbo dire a fare???
Per non voler poi parlar del fatto che se libertà è partecipazione, quelli che hanno deciso di partecipare e sono magari anche determinati e bravi ed hanno un sacco di voglia di dire e di fare si trovano sto tetto di cristallo sulla testa formato dallo stato maggiore delle stesse vecchie facce che non mollano la presa per nessun motivo. Andiam dal culo tutti insieme allegramente ma spazio per quelli nuovi manco per il cavolo. Ed io ne conosco di personaggi così, parecchi.
Ecco, costoro mi fanno davvero incazzare. Costoro sono quelli che davvero hanno consentito che sprofondassimo nel guano. E temo che ci staremo un pezzo.

febbraio 22, 2010

Se ne va

Mio figlio, la metà della mia mela, quello che 25 anni fa mi hanno tirato fuori da dentro i visceri ma che in qualche modo c'è rimasto dentro, ha deciso che se ne va.

Ha il passaporto in mano ed in questo momento probabilmente sta comprando il biglietto aereo che lo porterà a San Francisco. Dice che parte il 16, poi chissà, ma l'idea è quella.

Perchè San Francisco di tutti i posti sulla faccia della terra? perchè debbo andare via. Perchè in questo paese non ho futuro. Perchè non so più se questo paese mi fa più schifo o più paura. Perchè in questo paese mi fa paura pure che ci restiate voi. Perchè questa melma di berlusconimafiacorruzione la vedo dappertutto, da quello che possiede metà del cielo a quello che possiede tre stupidi locali. Perchè la gente qua non sta bene, non si rende conto del come e del perchè ma sa solo che non sta bene, allora si sbronza e fa cazzate, ingoia la qualunque e poi si prende a coltellate, si fuma l'impossibile e sclera. Perchè la mia generazione si divide tra quelli che i piedi caldi ce li hanno di famiglia e non si sbattono per nulla perchè tanto hanno già il culo al caldo e quelli che non hanno nessun santo in paradiso e non si sbattono perchè tanto non hanno un posto dove andare.

E perchè a San Francisco ci va Pippo e non sarà facile e tu is megl che uan.

Ed io?

Ahem. IO. Boh.

Io penso che San Francisco sta dall'altra parte del mondo e che San Francisco sta in 'Merica dove se va bene va probabilmente meglio che qua ma se va male può andare moooolto peggio.

Io se non faccio attenzione mi metto a piangere adesso e non smetto più. Ma poi mi dico che alla fine San Francisco o Mentone non è che cambia poi molto, sempre da qualche altra parte sarà, sotto un altro sole, sotto un altro cielo, la sua quotidianità sarà fatta di cose che io non conoscerò più, respirerà un'altra aria. Non che adesso ...

Vorrei che non se ne andasse? no, l'ho sempre detto che doveva farlo. Questa vita qui oggi è asfissia, mancanza di progettualità verosimile, pantano. E poi non gli direi resta neanche se pensassi che sta sbagliando, a 25 anni non puoi dirgli cosa deve fare, per 1000 motivi uno migliore dell'altro, non ultimo il fatto che non voglio avere domani un figlio che mi guarda e mi dice che per colpa mia lui/lei non ha fatto X, Y o Z.

E penso che la mia migliore amica ha fatto la stessa cosa nel 1980 a poco più di vent'anni e per la prima volta penso a quella madre e mi chiedo cosa avrà passato. Che allora non c'erano skype e la deregulation aerea, e lei andava a stare nel buco del culo del mondo, e l'unica soluzione che avevano trovato era di spedirsi le musicassette registrate con la loro voce invece delle lettere. Ieri il batavo mi diceva "dai, potrebbe essere peggio, lui intanto vive di notte con il time gap finisce ancora che potrai parlargli più spesso di quanto tu non faccia oggi". Beh ad essere pragmatico il batavo non lo batte nessuno!

E allora? cosa voglio?

Vorrei che non avesse 25 anni e che io non ne avessi 52. Vorrei che la vita si fosse cristallizzata 10 anni fa, che non fosse cambiato nulla e che noi tre si andasse avanti come allora, una terna inscindibile, con me in mezzo che li tenevo per mano e loro ai miei fianchi, sorreggendoci l'un l'altro.

Esattamente l'immagine che ho del funerale del loro papà, quando siamo diventati una terna inscindibile, quando ci siamo presentati direttamente in chiesa perchè io non ho voluto che rimanesse impressa nella loro retina l'immagine della casa dei nonni, la casa delle vacanze, la casa della campagna, del cane e delle corse in libertà, con la bara di papà in mezzo alla stanza. Quando siamo arrivati in un paesello di trecento anime dove tutti ci guardavano per vedere cosa avrebbe fatto la fedifraga, quella che mia suocera chiamava 'c'è una al telefono che ti vuole' quando le chiedevo di passarmi uno dei bambini.

febbraio 11, 2010

Plop!!




Riaffiorata.

Le terme sono una folgorazione. Appena m'aripijo ne scrivo. Per il momento piango .. ;-))




dicembre 17, 2009

Per curiosità ...

... spiegatemi come funziona, pls!! che poi Emily vuol farmi secca e mi tocca evitare di botto tutto il nord-est ;-))

Quando viaggio in autostrada io tengo rigorosamente il 130-140 max, se ho il cruise control lo schiaffo sulla velocità di crociera e via se non ce l'ho mi arrangio ad occhio. Passati sono infatti PER FORTUNA i tempi in cui percorrevo la To-Mi come una saetta in ritardo cronico sia all'andata che al ritorno! Ricordo che una volta accompagnai una zia ed un amico a prendere certi ospiti a Malpensa, non c'era fretta particolare ma io ero ormai così abituata che misi il piede a tavoletta ed andai. In macchina uno strano silenzio ... boh, meglio così. Qualche giorno dopo la zia mi disse che il commento dell'amico "però, piede pesante tua nipote, eh??!!"

Ma ora, dicevamo, quei tempi sono felicemente superati se viaggio in autostrada ben difficilmente accade che io sia così di fretta e quindi mi piazzo stabile sulla velocità di crociera e se ci sono tre corsie in quella di mezzo.

Il ragionamento è (perchè c'è un ragionamento, non crediate!) che i veicoli lenti (ovvero quelli che viaggiano a meno dei 130) viaggino nella corsia di dx, quelli veloci nella corsia di sinistra che dovrebbe essere quella di sorpasso, no? Ed in effetti non ce ne dovrebbero essere, almeno in teoria, ma questa è un'altra faccenda. Del resto io una volta ero piazzata praticamente stabile nella corsia di sinistra quindi meglio che mi sto zitta.

Altra parte del ragionamento è che se i veicoli lenti, posto che ce ne siano ancora ed alle volte ho dei seri dubbi, stanno tranquillamente a dx io che viaggio alla velocità massima consentita dovrei passare il mio tempo a superare, cosa che mi dà parecchio fastidio. Quindi corsia centrale e se tu proprio vuoi correre ti prendi per lo meno l'onere di pensare te al sorpasso.

Ora però arriva Emily che dice che quelli come me magari li fa secchi volentieri ed io mi dico

Emily, Emily, Emilyyyyyyy ma perchè proprio tu??? perchè a me, dico io, perchè a meeee??!! Giuro, sono una retta cittadina (a volte un cerchio), sono onesta, lavoratrice e pago le tasse (ohhhh se le pago, porca paletta) e sono anche ragionevolmente buona. Perchèèèèè??? ti prego consola questo cuore che soffre!!!!
(ok sono un pò scema, e allora??) :-))))

novembre 27, 2009

Non va niente bene ...

Non voglio soffermarmi sull'affondo alla magistratura, le toghe che vogliono mandare a casa la maggioranza eletta democraticamente, la scomunica ai ribelli del partito, il processo breve, la pillola abortiva.

Il TG di S*ynews va in onda in loop e non ho ancora capito perchè il batavo l'ha piazzato lì e non si muove, adesso mi alzo e vado a cambiare canale. Ecco, ci mancava pure Tremonti ed i suoi ottomilamiliardidellevecchielire, ora va bene la demagogia ma potrebbe pure smetterla co' sta musica che veramente mi domando a chi caspita gliene frega ormai (delle vecchie lire intendo).

Non voglio pensarci perchè mi viene una rabbia, ed un'ansia, che lèvati.

Ma tra tutto non va niente bene perchè il cursorino lì sopra non si muove o, se guardo con attenzione la bilancia, mi sa che si muove nella direzione sbagliata. Questa settimana tra un acciacco influenzale ed il tornado del far dipingere casa con manovre collegate, non sono andata in palestra ed ho mangiato alla come viene viene.

Ok.

Oggi finisco, finisco di rimettere a posto la casa e conto di recuperare tranquillità a sufficienza per rimettermi in riga.

PROMESSO

settembre 22, 2009

Esperienza sconvolgente - Post processing

L'episodio della cena al buio mi ha confermato, qualora ce ne fosse stato il bisogno e non c'era, la potenza del blog. Innanzitutto il potere salvifico di avere un luogo in cui buttar fuori il blocco malmostoso di emozioni, luogo frequentato che rende quindi la scrittura un esercizio di comunicazione e di scambio e non un arido colloquio con se stessi. E poi i commenti che contribuiscono alla riflessione, alla razionalizzazione ed alla decantazione delle sensazioni.

Forza tale e tanta da diventare anche un pò bloccante quando mi sembra di non avere nulla di significativo da dire.

Inizio qui con il ringraziare, ed apposta uso un post e non un commento, tutte coloro che hanno speso tempo e pensiero per condividere con me questo episodio, che visto oggi mi pare una scemenza ma so benissimo non esserlo stato.

Ho letto, riletto e ne ho parlato nel mondo 'reale'. Tutti mi dicono di non esagerare, non è accaduto nulla, nessuno si è offeso e non mi debbo preoccupare di aver fatto brutta figura. In realtà della brutta figura non me ne potrebbe fregar di meno, extramamma, non sono stata coraggiosa, anzi! Ho usato la comunicazione con voi per guarire la mia ferita interiore (feritina, và, adesso non esageriamo davvero!!). Mi dispiace di aver in qualche modo insultato i non vedenti non accettando di giocare sul loro terreno ma francamente non credo nemmeno che se ne siano accorti. Amatamari, è quindi più un problema teorico che altro.

Probabilmente è vero che da parte dei ipo e non vedenti c'è un certo spirito di provocazione nel organizzare questi happening, in effetti si percepiva dall'atteggiamento soprattutto dei non vedenti. Quindi sia Ponti che MammAm hanno in qualche modo ragione, probabilmente. E perchè la vista si ed altre disabilità no? Suppongo perchè alla fine il buio per ciascuno di noi ha una valenza psicologica molto più forte di altro. Forse potrebbe essere superiore un'esperienza in cui io fossi impossibilitata a comunicare, penso a quelle malattie degenerative che riducono all'impossibilità di muoversi e financo di parlare ma non ledono le capacità cerebrali. C'è il padre di una mia amica combinato così e francamente non riesco nemmeno ad immaginare come si possa desiderare di continuare a vivere. Ma lei giura e spergiura che suo padre è sereno. Boh ... fedeli praticanti, sarà per quello. Ho sempre pensato che la pratica religiosa abbia un fortissimo potere consolatorio che a noi atei è negato. Nelle grandi difficoltà chi non crede ha una difficoltà in più probabilmente.

Ma alla fin dei salmi e dopo tutti i ragionamenti del caso, sono arrivata alla conclusione che le due cose che mi hanno sconvolto più di tutto sono state la mia superficialità nell'accettare questo impegno (e questo lo ritrovo in troppe mie cose!!!) e l'intensità delle sensazioni che ho provato nel brevissimo lasso di tempo in cui sono rimasta immersa nel buio più totale.

La mia superficialità è davvero odiosa. Mi rendo conto ancora una volta di lanciarmi nelle cose senza davvero valutare i miei limiti e se questo potrebbe deporre a favore di un bell'entusiasmo nell'affrontare la vita, in realtà la dice lunga sulla faciloneria in cui mi sento precipitare ogni giorno di più. E' quasi come se prendessi le decisioni pressata innanzitutto dalla necessità di togliermi il fastidio di dover prendere una decisione. Intorcinamento di testa, lo so. Ma se vogliamo ben vedere anche il cane piccolo ne è l'ennesima prova.

Da correggere. Ma ho voglia di correggermi? Eh ....

Il resto invece è stata una grandissima sorpresa. Realizzare quanto preponderante sia la vista sugli altri sensi è stata davvero una rivelazione. L'odore del cibo, il mormorio degli altri commensali e la sensazione di caldo umido sono state davvero sopraffanti. Quindi quanto ci lasciamo condurre dalla vista e quanto fedele è questo senso? quanto vediamo e quanto crediamo di vedere? quanto agiamo sulla base di informazioni incomplete?

Evviva gli animali quindi, per i quali la vista è solo uno dei sensi!! e non necessariamente il più affidabile.

E poi, subito dopo, quanto la vista mi rassicuri e mi nasconda altre paure (o fobie) al punto che, prima del tentativo di cena, non mi era neanche chiaro di avere. La vicinanza fisica: quando è eccessiva? Avevo paura che le persone mi fossero troppo vicine. Il cibo: di cosa ci si può fidare? ecco che l'olfatto mi allerta e risolvo con la vista i miei dubbi. Sicuramente sono molto più diffidente e schizzinosa di quanto non credessi (ancora la superficialità?) La pulizia, l'igiene: di nuovo l'odore del cibo mi richiamava alla mente immagini non gradite e non avevo la vista a tranquillizzarmi. E poi il caldo e l'umido, il senso di soffocamento che mi dà sentirmi la pelle sudata, la sofferenza di questo periodo dove mi ricopro di sudore dalla testa ai piedi più volte al giorno. Il caldo secco è pulito, quello umido no.

Non pensavo di prendere tutte queste decisioni entrando in un locale e soprattutto non mi ero mai resa conto di avere tutti questi limiti.

E tutto questo per una permanenza di qualche secondo. Ci avessi passato la serata avrei poi scrito la Treccani suppongo!! E senza nemmeno citare la mia vera e propria fobia: il buio!!!