Obiettivo Trop Model

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agosto 21, 2011

Essere capaci a dire di NO

Ecco, io non ne sono capace. Se qualcuno mi chiede una cosa qualsiasi a me in genere parte il SI automatico, poi magari mi accorgo di aver messo in piedi il peggior bordello che si possa immaginare e comincio ad mangiarmi le dita cercando di rimediare.

In famiglia non siamo però tutti così, c'è stata direi una certa sperequazione nella distribuzione delle caratteristiche personali. Per esempio, prendi mio fratello, parte attiva della coppia più figa del creato.

Alla richiesta

"Fratello che sei in vacanza a Reggio Calabria, saresti così gentile da permettere alla tua nipote 24enne (che non te la caghi mai nè mai te la sei cagata, ma questa è un'altra faccenda), assolutamente sola, pulita, ordinata e rispettosa, di dormire nella tua casutza della montagna per nr. 1 notte onde evitare di schiattar di caldo da sola a casa (dove al momento si registrano temperature oscillanti intorno a 40°)? Casutza che al momento è peraltro vuota e non utilizzata"

Lo sventurato rispose

"NO"

Semplice no???? eccheccevò???????????

maggio 01, 2011

Non fate l'onda ...

(sennò la merda mi va in bocca)

Allora, diciamolo subito, non sono alle prese con le disgrazie della vita, niente roba seria per davvero ma con una colossale rottura di palle sì però!!!!!!!!!!!!

Il batavo sta spiaggiato sul divano con la gamba al riparo e la proibizione assoluta di poggiarla a terra almeno fino a quando un ortofigo di cui non ho nemmeno capito il nome non l'avrà visto e si sarà pronunciato. La risonanza di controllo e successiva TAC hanno infatti mostrato un quadro il cui referto è scritto in aramaico antico ma che ci è stato anticipato essere abbastanza serio. Ora è nel gorgo degli amici medici e degli amici degli amici, speriamo ne esca perlomeno vivo. La condizione di spiaggiamento forzato gli ha tolto anche il minimo sindacale dell'imbarazzo e si è prontamente adeguato, manco a dirlo. Utilità pratica del nostro: zero, zilch, non pervenuta.

La princi ha preso l'abbrivio e, complice un progetto su cui svilupperà la tesi, si è trapiantata a Baveno per l'allestimento di un'opera lirica contemporanea, vincitrice di un concorso per giovani compositori. Ne ho sentito un pezzo: al confronto la musica di Berio diventa orecchiabile. Ed ho detto tutto.

La cana nera sempre appestata è. Continuo a trattarla quotidianamente e la faccenda mi prende un paio di ore buone. Tralascio i particolari che sono davvero pulp, dico solo che il momento peggiore della giornata è dopo che l'ho lavata/medicata. Mio figlio, apparso come astro lucente, giustappunto mentre stavo ravanando sulla cana, ha provato a dirmi che avrei fatto meglio a ricondurre questa cosa alla ragione, prendendo in considerazione l'idea che potrei doverla far sopprimere. Dice che poi alla fine è un cane, non un figlio. Mah ... che dire? so che questa cosa puzza di fanatismo, di sindrome da nido vuoto, di quelchepareavvoi, ma per me la Jada non è una figlia ma poco ci manca e per guarirla sono pronta a fare carte false. Io non credo si possa derubricare un amore, razionalizzandolo e "facendolo rientrare nei ranghi della ragione". Forse non bisognava arrivarci ma io non credo nemmeno che sia possibile amare un animale solo fino alla riga gialla. Io amo le mie due cane e pure per ragioni opposte, e non avrei potuto fare diverso.

La cana bionda è super stressata da quel che vede accadere a Jada tutti i giorni ed è regredita ai comportamenti troppo esuberanti che in primis mi avevano condotta dall'addestratore. Ne deriva che se non vogliamo uscire tutti pazzi con lei isterica per caso bisogna farla correre. Ovviamente il parco ha un'area cani di dimensioni ridicole e correre lì si può solo fino ad un certo punto. Inoltre parecchi proprietari interpretano il posto come il cacatoio ufficiale dei loro begnamini, guardandosi bene dal raccogliere, la Nina è una cana che da una parola in su si butta a terra, risultato: la chance di portare a casa materiale biodegradabile è alta. E comunque non puoi riportarti la cana in casa senza prima darle una pulita, a meno che tu non voglia trasformare il soggiorno in una spiaggia. Ne deriva che sto al parco un'ora ed un'altra mezza la passo a strigliare la bionda zozzona.

In casa non muove foglia senza che la sottoscritta se ne debba occupare. Del resto il batavo o sta arenato oppure gira con le stampelle e sappiamo che a) i maschi sanno fare solo una cosa alla volta b) con le stampelle in mano non puoi averci nient'altro. Morale: c'è da portar giù la monnezza e ci vado io. C'è da andare all'ufficio postale a pagar multe e ci vado io. C'è da attraversare tutta la città per ritirare gli esami del batavo e ci vadio io. C'è da cucinare e vado io a far la spesa. Insomma, non mi fermo due minuti che son due.

La dieta nel frattempo è andata un pò pe' fratte. Non nel senso che ho ripreso a mangiare il cibo degli dei, anzi! Ma questa dieta senza l'ausilio delle pastiglie non sembra sufficiente per cui o mi metto per davvero a fare del moto (soprattutto in luce del fatto che mi sa che le camminate estive ce le scordiamo) o mi faccio piacere l'aspetto che mi restituisce lo specchio, o mangio davvero di meno ma francamente considerando la significativa limitazione nei grassi e l'abolizione totale di alcool e zuccheri diretti ed indiretti penso che ridurre ulteriormente l'intake diventerebbe arduo ed altamente frustrante. Ho però le ginocchia a pezzi e non chiedetemi perchè, non lo so. Temo quindi che l'opzione corsetta al parco sia da escludere e bisogna che io trovi una soluzione al più presto.

Insomma, galleggio a stento, ho fuori giusto il naso in pratica! Dal che il titolo (e sottotitolo) di questo post.

Detto ciò, debbo aggiungere però che non tutte le cose che sono marrone sono merda! Il che significa che ho incontrato nuovamente una giovane amica e con lei a giugno dovrei riuscire a partecipare al Gran Bal Folk di Vialfrè, che è un pò la woodstock de noantri. Siccome ho il senso della musica e del ritmo pari a quello di un portoncino blindato, mi sono messa per strada e quindi ho deciso che dal prox gioved' andrò a ballare in un posto che c'è in città, una sorta di casa del quartiere dove fanno un casino di cose carine tra cui questo ballo ad entrata libera dove le prime due ore i ragazzi più volenterosi ed abili insegnano a quelli che non san ballare. Giovedì scorso mi son divertita un sacco anche se ho tramortito un poveretto che aveva deciso di sfidare la sorte e non ci poteva credere che insegnare a me la mazurca francese era come portare a spasso per la stanza un'armadio. Quando sono arrivata a casa, le due di notte e carica di adrenalina, ho fatto le prove ancora per un'ora sotto lo sguardo allibito delle cane. La cana bionda per tutta risposta, quando finalmente ho deciso che potevo smetterla con la mia mission impossible e mi sono preparata per andare a dormire ... è stata colta da un attacco di squaraus!!!! Per replicarlo alle sei di mattina. Forse se non provo a ballare in casa è meglio.

Comunque dalla prox settimana il giovedì andrà così, almeno fino a quando non mi cacceranno per sopraggiunti limiti alla pazienza altrui. In più il martedì sera andrò ad un corso di danze occitane che guarda la combinazione, disse il caso! comincia proprio questa settimana che viene!!!

E non basta!!! perchè ho finalmente preso appuntamento e da mercoledì prox andrò a prendere lezioni di equitazione che l'ho sognato da sempre e adesso basta, ho deciso che mi butto (che sono pure dimagrita e mi sento meno in colpa verso il cavallo, tiè).

E questa settimana, che il batavo non era ancora stato addivanato, siam pure andati al Regio a vedere una Violetta stra-to-sfe-ri-ca (e pure bellissima, porca vacca, nemanco più la soprano cicciona).

Insomma, pare di stare in un frullino ma tutto sommato potrebbe andare peggio .......

aprile 07, 2011

La mia piccola grande amica

E. ha un anno o due meno di mia figlia, frequenta veterinaria con alterne fortune e fa concorrenza a san francesco per la facilità e manualità che ha verso animali di qualsivoglia genere e tipo. Se solo riesce a passar viva attraverso l'università diventerà una splendida veterinaria, il suo problema è che lei è molto pragmatica e poco teorica, sarebbe una meravigliosa dottora di campagna, in un mondo odierno un pò troppo infighettito non ha granchè di armi.

Ha una madre fuori di testa in modo significativo, una vera e propria esaltata per la quale tutto è un problema, qualsiasi ostacolo insormontabile, sempre stanca e stressata. Il padre è un uomo estremamente pratico, un grandissimo lavoratore che assicura ben più del pane quotidiano alla famiglia. Iperattivo, sa sempre tutto e non è mai d'accordo su niente. Se tu hai una roba, lui è sicuramente esperto e ce l'ha migliore, o più naturale o fatta meglio, in ogni caso la sa ben più lunga ma non solo di te, di tutti!. Per contro è di una generosità disarmante, di un'ospitalità persino eccessiva, di una grande disponibilità.

La moglie lo tira scemo, forse voleva sposare un principe non lo so, lui la sfancula abbastanza disinvoltamente ma ridendo e scherzando sono comunque una bella venticinquina abbondante che stanno insieme e quindi direi che di pazienza ne ha portata abbastanza.

Il padre quindi impegnato a far soldi, la madre pasticciona e di una pigrizia cosmica, E. ha imparato ad aggiustarsi su tutto. Non c'è cosa che non sappia fare ed i genitori volentieri le scaricano addosso di tutto e di più. Vivono in mezzo alla profonda campagna, in un paesetto dove hanno una grande casa con molto giardino intorno e lei ha potuto raccogliere un assortimento di animali degno dell'arca di Noè a partire da 4 cani (di cui due bernesi)


e per continuare con un cavallo, 3 gatti, roba da cortile assortita etc etc etc. Di tutti questi animali si occupa personalmente che se mammà si trova infastidita più di tanto rischia che glieli fa dar via. Aiuta in casa, anzi fa più lei che la madre, frequenta con estrema assiduità la scuola, fa tirocinio al macello della facoltà dove fa turni che iniziano alle quattro del mattino o sono decisamente notturni.

E. stamattina è arrivata alle nove circa, appena smontato il turno al macello, per aiutarmi a trattare Jada e se n'è andata a mezzogiorno. Le lesioni originarie della mia cana nera stanno abbastanza bene ma la dermatite si sta allargando ad altre zone che abbiamo dovuto tosare per metterle allo scoperto e poterla trattare. L'ha fatto E., con le forbici da sarta di mia figlia. Poi, mentre io trattenevo la cana, lei le ha fatto tutto il trattamento. La cana, che sentiva che la presa di E. e mia era ferma e priva di esitazioni pur non essendo 'cattiva', ha cercato di sottrarsi ma solo fino ad un certo punto, tremava ed era abbastanza traumatizzata ma decisamente meno delle altre sere quando io facevo il trattamento ed il batavo reggeva il cane santiando contro di me colpevole di traumatizzargli la bestiola.

Domattina tornerà alle otto, prima di andare in facoltà, e tratteremo di nuovo Jada sebbene un pò alla veloce che a me toccano i miei suoceri e lei ha una lunghissima giornata a scuola che si concluderà con la notte al macello. Sabato torna e toseremo ulteriormente il cane per cercare di trattare anche la pelle sana e fermare l'avanzata della bestia.

In tutto questo il batavo è partito con il fratello per il suo regalo di compleanno e la princi si è vaporizzata impegnata com'è a seguire il progetto su cui dovrà scrivere la tesi. Il batavo santìa contro di me che sono troppo cattiva e la princi sviene se sente puzza, se vede il cane soffrire, se vede le lesioni troppo da vicino, etc etc

Io da quando sono nati ho la sindrome della mutanda più bianca del quartiere, supermum mi fa un baffo, non sono pazza (boh, perlomeno lo credo) e non scarico sugli altri le mie frustrazioni (non più di tanto per lo meno), non mi faccio venire le convulsioni per la qualunque. Quando c'è una situazione problematica prendo le redini in mano e la conduco in porto.

Io cerco di non chiedere perchè quelli che mi danno solo dietro richiesta e magari esattamente quel che ho chiesto senza aggiungerci niente del loro, quelli lì mi fanno venire voglia di mandarli in fanculandia dopo la terza parola. Cerco di non chiedere anche perchè mi scazzo se per ottenere qualcosa debbo dare istruzioni dettagliate per almeno tre volte di fila, chiarimenti esaustivi per almeno un paio di volte e comunque ottenere la cosa sbagliata in tempi letargici, insomma faccio prima a farmelo io.

Insomma io sono una cretina perchè se qualche volta tirassi indietro la mano qua qualcun'altro si sentirebbe in dovere di metterci la sua. Forse. Chissà.

Nel dubbio faccio io che per lo meno so che è fatto. Stupida eh?

aprile 04, 2011

Una domenica bestiale

Grazie ai fetentissimi acari qua la routine cinofila è ormai follia pura. Stamane mi sono alzata poco oltre le otto ed ho finito che erano le undici circa, se si esclude la nostra colazione il resto è stato tutto un nutrile, puliscile, aspira e passa il vapore tutto attorno a dove dormono loro, metti a lavare i teli delle cucce, portale fuori etc etc etc.

Poi ho preparato il pranzo con tutto il corredo di attività pre e post. Ortorex è venuto a pranzo con tutte le solite moine del caso, voleva andare a spasso per boschi ma ha dovuto accontentarsi del pranzo che in compenso però ha apprezzato assai: parco e primaverile, senza pasta così avrebbe potuto farsela stasera che aveva giusto avanzato i cuori di un kiletto di cime di rapa, che si sa, con la pasta è la morte sua!

Spezzatino di maiale al finocchietto con miscuglione primaverile

Lo spezzatino di maiale l'ho messo a scottare con un paio di cucchiai di olio evo, un paio di spicchi d'aglio ed un assortimento di gusti dall'immancabile foglia d'alloro, ai semi di finocchietto e di anice ed ai fiori di finocchietto selvatico. Sfumo tutto con un mezzo bicchiere di vino ed un bel cucchiaio di aceto. Lascio cuocere a fiamma vivace e verso la fine salo con un bella presa di sale ed una grattata di pepe.

Il mescuglione primaverile era composto da zucchinetti piccinissimi con il loro fiore, favette sbollentate e private della pellicina, piselli freschi sbollentati un attimo, punte di asparagi al vapore. Il tutto ripassato in padella con olio evo e gli immancabili spicchi di aglio e foglia di alloro. Ne è uscito un contorno colorato e profumato, terminato con qualche fogliolina di menta.

Poi nel pomeriggio ho afrontato il mostro: la pila di panni da stirare. Sono andata avanti fino alle sette, ora tutta quella roba è da riporre ed io faccio fatica a tenere gli occhi aperti.

Dalle sette alle otto e mezza trattamento di Jada: lavala su tutte le lesioni cercando di rimuovere le croste, passa il primo liquido e aspetta che asciughi, passa il secondo e aspetta che faccia reazione, rilavala. Il tutto con lei che non ne vuole sapere e cerca di scappare e trema e sembra sicura che morirà tra un attimo ed il batavo che si incazza con me che le faccio male e la traumatizzo. Ed io a spiegare che i fottuti acari, nel momento in cui rendiamo invivibile una zona quelli si spostano in una altra e che mi lasciasse fare se non vuole ritrovarsi con tutto il cane rasato e lavato a quel modo! Macchè, bisogna fare diverso. Come? Boh ....

Non fosse che ho paura che si spaventi davvero troppo la porterei in clinica un par di settimane per far passare il più grosso. Ed i soldi per pagare si arrangiasse lui a trovarli.

(ma si capisce fino a qua? perchè non ne sono mica tanto sicura ..)

marzo 19, 2011

Jurnata 'e mmerd

Oggi, gitarella del venerdì dai suoceri anziani e malfermi, in puro ordine cronologico:

- Jada riesce a strapparsi il collare elisabetta, in pochissimi minuti si toglie la soddisfazione di darsi una sonora grattata alla fastidiosissima lesione. Dopo una settimana di funambolismi nel curare una piaga dall'aspetto inquietante, riesce a provocarsi dei seri tagli su una pelle che preferisco non descrivere. Tra le altre cose ha un grosso bozzo sufficientemente profondo da non riuscire ancora a fistolizzare, la lacerazione che si provoca riesce a lenire un poco la pressione ma non a sufficienza. Adesso è di nuovo dura e calda, lei è di nuovo avvolta nel collare e ci dorme sopra. Sicuramente significa che non ha male ma la guarigione non è certo facilitata. Credo che la colonia di malassezie che le popola l'orecchio da quella parte brindi da mane a sera. Dallo stato generale del cane si direbbe proprio. Pulirla è lavoro da cerusico. Telefono alla veteropata la quale mi dice di aspettare e vedere cosa succede. Insisto e le chiedo se è proprio sicura che non sia il caso di intervenire con un antibiotico e quella mi risponde di no in modo deciso. Spero proprio non sia una talebana dell'omeopatia. Nei fatti non so bene da che parte girarmi. Odio mescolare più specialità e financo più medici della stessa specialità. Nella mia esperienza, peraltro neanche così esigua, non ne viene mai fuori nulla di buono.

- Subito dopo pranzo mio suocero prende la pastiglia per il diabete, io esco in giardino e subito dopo vengo raggiunta da una princi quasi in deliquio che mi dice di correre dentro che il nonno "è strano". Entro al volo e lo trovo in collasso ipoglicemico. Specifichiamo meglio: ADESSO so che si trattava di una pesante crisi di ipoglicemia, in quel momento ho pensato in serie: collasso cardiocircolatorio, ictus, sta morendo. Minaccio la princi di due sonore sberle se non si contiene immediatamente, quella sparisce per andare a smaltire la crisi di nervi in giardino. Mia suocera è già partita per la tangente ed il problema sta nel decidere chi assistere per primo. Chiamo il 118 e cerco di parlare a mio suocero, gli occhi diventano un poco meno vitrei ma continua a non riuscire ad articolare nulla. In realtà si sta riprendendo mooooolto lentamente. Riesce a farmi capire di aiutarlo ad alzare le gambe. Riprende un minimo di presenza, delle tre mi resta in testa l'ipotesi di ictus ma fortunamente non ha smorfie particolari. Richiamo il 118 avverto che il presunto morto non è più tale che vangano lo stesso ma non ammazzino nessuno per la fretta. Quando arriva l'ambulanza il vecchio sta nuovamente in piede, va in bagno ed armeggia, mia suocera riprende il controllo dei suoi nervi quel tanto che basta per comunicarmi che da ieri ha la diarrea. Quindi, ricapitoliamo, ha 84 anni, diabete da sempre, cardiopatico con peace maker sotto protocollo di inserimento del Cumadin, ha la diarrea dal giorno prima, per colazione ha preso un tè con tre fette biscottate, ha mangiato un pranzo piuttosto contenuto e prende la pastiglia per la glicemia ... come cercarsi i guai. Vabbè. I medici e paramedici se ne vanno con le raccomandazioni del caso ovvero fatelo mangiare subito qualcosa di dolce. Mia suocera continua a non sapere da che parte è girata, c'è da andare a fare la spesa. La princi si rifiuta di stare a casa da sola con il nonno, andrà lei al super con la nonna. Il nonno continua ad essere confuso, ritrovare il bancomat è impresa sovrumana. La princi sclera e si mette a strillare che non è cosa che lei e suo fratello non siano in grado di conoscere e possibilmente intervenire sulla condizione economica dei nonni, per altri versi soli al mondo. Intervengo a sedare l'ennesimo sclero. Loro vanno ed io resto, mio suocero prende un tè con tre fette biscottate e due cucchiaini di marmellata. Si riprende, non c'è verso di tenerlo sdraiato comincia a ravanare variamente in giro dandomi l'idea che è fuori come uno zucchino. In realtà probabilmente sta cercando di controllare, senza dare troppo nell'occhio, che cavolo sto combinando. Io nel frattempo pulisco e medico il cane. Tornano le due shopper, prepariamo un tè per un'eventuale merenda ma il nonno si misura nuovamente la glicemia: all'intervento dei soccorsi aveva un valore di 77, due ore e spuntino dopo il valore è quasi quadruplicato. Allarme rosso. Vado dal medico di base, scortata dalla princi che continua a non volerne sapere di essere nei paraggi di una ipotetica ulteriore crisi. Mi chiarire la situazione, dà le disposizioni del caso. Torno a casa, grande spiega e lavata di testa ai due reprobi: se si prendono le medicine si mangia, se non si mangia non si prendono le medicine e soprattutto si monitorizza la glicemia con maggiore frequenza. Compiti a casa di punizione per la prossima settimana: misurare la glicemia sei volte al giorno ed agire di conseguenza. Implicazione ovvia: altrettante telefonate di controllo per sapere se la misurazione è avvenuta e che risultato ha dato, controllare anche il menu ed esortare la vecchia a consentire al poveretto di nutrirsi ed il poveretto a non aver timore di mangiare che tanto quello non esagera di sicuro.

Ora sono a casa, nel frattempo ci sono stati un paio di altri colpi di scena, questa volta di tipo economico, quisquilie al confronto.

In queste situazioni io ho una presenza di spirito notevole, riesco a bloccare quasi del tutto i miei sentimenti e le mie emozioni e divento assolutamente efficiente, tranquilla e rassicurante.

Adesso ho tachicardia e mi tremano ancora le mani.

dicembre 27, 2010

Abbiamo dato

OK, ce l'abbiamo fatta!! Superato il Natale, ed il pranzone di famiglia a ranghi ridotti, senza arrivare ai coltelli, e questo mi pare un successo non da poco. Solita mangiata a 5 stelle anche se debbo dire che non è stata eccessiva nè in numero di preparazioni nè in quantità di avanzi. Rapporti di civile affetto tra i presenti e nessuna litigata natalizia o accenno di ... poteva andare peggio.

I rapporti con mia sorella sono ancora e sempre sul filo del rasoio, dopo lo scazzo di qualche settimana fa ci eravamo scritte (in effetti è più facile e meno dannoso di parlare, in certe condizioni almeno) ed io ero arrivata a dirle della mia preoccupazione per la sua magrezza e per il suo nervosismo ma quello è stato anche l'ultimo messaggio, lei non ha replicato e, interrogata al riguardo, mi ha detto che non riteneva ci fosse altro da commentare.

Come dire che, arrivati a mettere il dito sulla piaga, non si può proseguire oltre. Evidentemente non è pronta ad affrontare i suoi malesseri in nessun modo o non lo vuole fare con me o forse alla fine non sono poi così malesseri. Io me ne sono fatta una ragione e cammino sulle uova cercando di non far scatenare delle baruffe e poi andrà come deve andare. Come altri hanno detto, non si può aiutare chi non vuol essere aiutato. E probabilmente non è nemmeno giusto. Parola d'ordine: fatti i cavoli tuoi.

Ortorex soddisfatto e che ieri mi telefona per dirmi che si è divertito: l'unica cosa che mi interessa davvero e che motiva tutto questo inutile ambaradan natalizio.

In tutto questo una piacevole scoperta: so fare i ravioli di magro!!! e ne scrivo la ricetta per futura memoria:

per la pasta:
400 gr farina con un pizzico di sale, tre uova ed acqua q.b. ad ottenere un impasto elastico e non colloso (frase di grande effetto che ho trovato recentemente un pò dappertutto. Quando un impasto non è colloso? quando pare a voi and that's it)

per il ripieno
dopo aver navigato un pò la rete ed aver visto indicazioni le più diverse sono arrivata alla conclusione che avrei usato una proporzione di 50 e 50 di ricotta/spinaci(lessi, strizzati e tagliati piccinissimi) con aggiunta di sale, pepe ed un'idea di noce moscata.

Ho prima preparato la pasta e poi, mentre quella riposava avvolta nella pellicola, il ripieno. Ho poi tirato le strisce di pasta con la famosa macchinetta che credo abiti qualsiasi casa italiana

ed ho distribuito sulla metà inferiore delle pallette di ripieno. Ho ripiegato sul ripieno la metà superiore e mi sono industriata nello schiacciare bene la pasta e tagliarla poi con la rotellina dentata. Con mille dubbi che al momento topico i ravioli si schiattassero spargendo ripieno per tutta la pentola.

Ebbene no!!! non è successo!!! thumbs up to me ah aha ah

Li ho conditi con un sughino semplice di pomodoro anche se la morte loro sarebbe stata con burro e salvia o salsa di noci. Come ben sappiamo Ortorex non accetta di arrivarci nemanco vicino al burro e quindi ho fatto di necessità virtù ...

Ora siamo in montagna, con le due amiche batave, entrambe separate e senza figli e con una discreta ansia da riprendiamoci il tempo perso ... io solo ogni tanto sono spiacente di non parlare nè capire una parola di batavese ... oggi in particolare ne sono lieta perchè gli stanno facendo due cose così al nostro raccontando le loro disavventure ed io ... eh eh eh non capisco!!! che ci posso fà???

dicembre 23, 2010

Resistere al Natale

Io il Natale lo amerei perchè in fondo mi piacciono le luci colorate, gli addobbi quando sono belli mi mandano in sollucchero tanto quanto mi disgustano i babbinatali rampicanti, e mi piace percepire nell'aria questa aspettativa collettiva, questa vibrazione di masse che anticipano felicità e festeggiamenti.

Mi piacerebbe se non fosse che oggi più di sempre è diventato un'assalto ai carri o, meglio, ai portafogli. La compravendita è diventata l'unico teatro su cui si gioca il sostegno alla nostra economia. La produzione di beni come di idee è un terreno troppo strutturato e difficile da approcciare per una classe di potere che non ha altro per la testa se non la difesa del proprio giardinetto. E allora si ricorre all'unica leva che ancora funziona: "far girare il danaro". Ovvero spremere il consumatore ancora un pò inducendo desideri e bisogni farlocchi e convincendolo che il mercato è lì solo per soddisfarli.

E' poi paradossale però che quando sul mercato arrivi ti accorgi che gli stessi commercianti non possono o vogliono rischiare e luci sfavillanti e vetrine magistralmente addobbate nascondono assortimenti inesistenti. Ti toca comprare ciò che il mercato vuole venderti o fare una via crucis infinita per trovare ciò che davvero vuoi o puoi comprare.

Lo detesto con tutte le mie forze. Così come detesto questa sensazione che stiano tutti con il fiato sospeso in attesa che la gente svuoti le tasche. O la triste constatazione che pochissime persone si sottraggono a questo spreco di massa, quest'isteria collettiva che non si calma se non comprando montagne di roba inutile, senza la quale si viveva bene prima e si vivrebbe ancora meglio dopo ...

Io ho detto basta.

Io adoro comprare regali, l'anticipazione della sorpresa e (spero sempre) del piacere di coloro che ricevono, la soddisfazione che provo quando vedo che ho azzeccato la cosa giusta. Ma questo regalare perchè regalo ha da esse, cercandolo con fastidio o con l'acqua alla gola, è un teatro che non sopporto più. Questi bambini a cui non sai che regalare perchè regali ne ricevono in continuazione e l'eccezionalità della festa li lascia poco più che indifferenti, che hanno un mucchio di pezzi e pezzetti e davvero non sai come fare a non acquistare un doppione ... insomma non se ne può più. Ergo, abolizione dei regali tranne che quelli assolutamente indispensabili.

Non sopporto i biglietti di auguri elettronici inviati a distribution list cieche e verosimilmente infinite, gli sms ricevuti ed inoltrati paro paro,le mail con l'allegato sonoro. AAAARGHHHH: presto fatto, eliminati tutti gli auguri fatti si qualsiasi supporto. Chi mi vuole fare gli auguri me lo dice 'sulla faccia'. Io cartoline vere o virtuali non ne mando, per nessuna ragione.

Pranzo di Natale in 6 con menù appena più ricco del solito e comunque rigorosamente solo a km 0.

Dai, che se continua così magari ce la facciamo a scamparla anche quest'anno

luglio 15, 2010

Estate

La montagna, le nostre cane, uscire la mattina per fare colazione e poi un paio di ore nei boschi o nei prati per far correre le cane. Poi lui che lavora, le cane che dormono ed io che traffico variamente.

Pace, silenzio, amore bipede e quadrupede. I figli a loro modo in equilibrio.

Non potrei davvero chiedere di più dalla vita. Talmente tanto che a volte mi si stringe il cuore e temo che qualcuno dall'olimpo, invidioso di tanta serenità, mi mandi qualche strale.

(speruma bin)

dicembre 24, 2009

E qua stiamo ...

Sono certa che mi sta sfuggendo qualcosa di importante, che mi ritroverò all'ultimo a dover improvvisare le nozze coi i fichi secchi e mi prenderò a sberle da sola.

Ma ....

fuori casa, oltre a cumuli di neve che si disfano sotto la pioggia, c'è il delirio più totale. Nel parcheggio proprio sotto casa, le vetture sono parcheggiate a strati sovrapposti, non manca il cretino che si piazza dove vede un buco e magari se ne va pure, con la coscienza ripulita dalle quattro frecce lampeggianti, provocando ingorghi ed intrecci epici. Le porte del supermercato sono incandescenti a forza di aprire e chiudere, la coda dal macellario mi fa pensare che sia stata dichiarata la guerra di posizione e non me l'abbiano detto, l'assalto ai forni di manzoniana memoria è una festa sull'aia al confronto dell'assedio alla panetteria.

In casa invece ...

il batavo sembra un paguro nel suo guscio, come si siede lui sprofondando nel divano con un pc sulle ginocchia pochi altri. E dire che è alto quasi due metri, sarà una sorta di posizione fetale da informatico. Legge, scrive, magari chatta con la morosa, non lo so. Comunque non reca disturbo è questo è un bene. La princi dorme nella sua torre eburnea, che molto più volgarmente trattasi di una stanza in cui un frullatore gigantesco ha sparso panni e pezzi di ogni genere e tipo a stratificazioni successive in un creativo mix di sporco-pulito-vecchio-nuovo-importante-e-non. Ieri sera ha sottoposto l'ultima consegna del suo progetto, almeno per quest'anno, ed ora si gode il sonno della giusta. Le cane, ognuna nella sua cuccia (e questa di per sè è la notizia), dormono.

Ieri sera una cena a colpi di crostini, burro salato, salmone e prosecco (con una ciotola di minestra a far da salva coscienza ) ci ha visti noi tre attorno al tavolo alto di cucina, ciarlare e ridere e scherzare e ricordare e dirci che il bartender ci manca un sacco e ci mancherà ancora di più la mattina di Natale quando, per la prima volta da 25 anni a questa parte, apriremo i regali senza di lui. E' stato bello ed etilico il giusto visto che una bottiglia non bastava proprio.

E l'abbiamo visto il bartender, di frettoloso passaggio ieri pomeriggio e poi stamane. Che ci aveva una festa privata a cui faceva da personal barman ed è sceso dai monti al volo. Poi pare che stanotte abbia dormito dalla morosa e quindi magari la ragazza ci ha ripensato o magari era lui che in botta di pessimismo è arrivato a conclusioni affrettate. Comunque sembrava sereno ed è questo che a me importa.

Ora mi metto ai fornelli e preparo le lasagne per domani che saremo dalla coppia più figa del creato e mi è venuto in mente che madama l'avvocata non mangia formaggio e quindi debbo fare anche le lasagne tradizionali oltre che quelle di verza. Che a me verrebbe voglia di mettergliele per cappello le lasagne, con o senza formaggio, ma siamo tutti più buoni e lasciamo perdere. E stasera viene un coppia di amici ed io preferirei proprio di no ma va bene uguale.

E comunque non è affatto vero che siamo tutti più buoni anzi, io mi sento proprio viperina.

Noi il nostro Natale l'abbiamo già fatto e tutto il resto è un di più

dicembre 08, 2009

Presa tra due fuochi ...

Sono in Batavia, a casa dei genitori del batavo. Non li vedevo da giugno quando ci sono venuti a trovare durante le nostre ferie e debbo dire che li ho rivisti con piacere, che volente o nolente dopo tutti questi anni si finisce per affezionarsi, no?

Non è proprio bello da dirsi dei genitori del proprio amoroso, lo ammetto. Ricordo quando il padre mi chiese chi fossero loro per me se miei amici, miei suoceri o i genitori del mio compagno. Eh, bella domanda!!

In effetti non ho mai voluto avere nessun rapporto con loro. Non ho mai voluto imparare la lingua, un pò per pigrizia ed un pò perchè la barriera linguistica era un comodo paravento dietro al quale nascondermi per evitare di approfondire il rapporto. Del resto vedendoli per pochi giorni un paio di volte l'anno, la faccenda mi faceva abbastanza gioco.

Ora francamente mi rendo conto che è stata proprio una fesseria perchè loro invecchiando hanno praticamente perso il loro inglese ed io non credo proprio più di riuscire ad imparare una lingua complicata come l'olandese. Ho la capacità di memorizzazione di un bruco millepiedi. Ancora grazie se so dov'è il piede davanti e quello di dietro ..

Non che non mi piacessero, per quel poco che li conosco sono brave persone che si meriterebbero probabilmente ben di più. Il punto è che io un paio di suoceri già ce li ho e non sento proprio la necessità di averne altri.

I miei suoceri sono i genitori di mio marito, così come il mio matrimonio è stato quello con mio marito. Con il batavo non mi sono mai sposata nè mai penso che lo farò, a meno che ragioni di mera opportunità non lo suggeriscano.

Il matrimonio per me è quello della prima volta, dell'età, per così dire, innocente, quando pensi che tutto sia intonso, e scopri le cose e pensi che con te sarà differente, che tu e lui saprete fare meglio degli altri, quando hai gli occhi a forma di stella e tuo marito con te, quando pensi che insieme romperete il culo ai passeri. Poi, in seguito, arriva la consapevolezza che non c'è niente che non si consuma, che ciò che è fresco e leggero prima o poi diventa solido e pensante, che i passeri stanno benissimo e tu è già tanto se riesci a camminare dritto e fermo sulle gambe.

Non lo dico con amarezza, sia ben chiaro! Oggi sono convinta di vivere in un rapporto molto meglio, più correttamente e saggiamente di quanto non avessi fatto all'ora ma .. non è la stessa cosa. Diciamo che non c'è più l'innocenza.

I miei suoceri fanno parte della fase innocente della mia vita, nel bene e nel male. Ci siamo fatti parecchio male, ci siamo odiati ed abbiamo fatto pace, ci guardiamo in cagnesco e non ci perdoniamo tutto del nostro passato. Ma siamo ancora lì ed io li riconoscerei tra mille altri per come camminano, per come stanno eretti, per come parlaro, per quelle che sono le loro fissazioni, per le cose che di loro detesto. La loro casa è per me la quinta teatrale di mille e mille episodi che rivedo senza nemmeno bisogno di chiudere gli occhi.

Oggi i miei suoceri sono soli nel paesetto di 300 anime, contando pure gatti, cani e canarini, dove hanno sempre vissuto, nella loro grande casa di cui abitano solo due stanze, nel seminterrato. Hanno perso entrambi i figli e continuano a vivere perchè non si può smettere anche quando vivere non ha più senso. Reagiscono diversamente a questa perdita di senso, lei diventando più ossessiva ed ipocondriaca di sempre, lui andando avanti stoicamente a fare ciò che sempre fatto pretendendo di crederci ancora. Lei guatando ogni respiro di lui nel timore di scoprire qualche ragione perchè lui debba andarsene per primo. Lui insofferente per questi occhi d'aquila sempre piantati addosso.

Lui è malato da qualche giorno di un'influenza intestinale che sembra essere parecchio perniciosa e con la glicemia che fa l'ottovolante; lei è terrorizzata che sia l'inizio della fine. E' stato tutto un via vai di medico di base e di guardia medica, chiedendosi continuamente se non sarebbe meglio chiamare il 118 e farlo portare all'ospedale.

Io stasera ero a cena dai genitori del mio compagno batavo e parlavo al telefono con i miei suoceri per controllare la situazione pure da qua, alla princi che batteva la testa nei muri e sclerava tanto per non essere da meno della nonna, con mio figlio che, affacendato in altro, continuava comunque a telefonare su per sapere della glicemia piuttosto che. E dobbiamo portarlo in ospedale? e se si scompensa peggio ancora? e se è davvero l'inizio della fine? e se lui muore che ne facciamo di lei?

Avrei potuto stare a casa e non seguire il batavo in questo viaggio, ma so che lui ci teneva a venire dai suoi con me, era da agosto che pensava di farlo. Potevo dirgli, ieri sera in extremis, "scusa caro ma non vengo con te perchè ci sono i miei suoceri che battono in testa"? No, direi che non potevo. E poi i ragazzi sono grandi ormai ed è ora che le cose imparino a smazzarsele da soli, anche la princi che quando si tratta di dar di matto non è seconda a nessuno.

Però mi sento un pò strana ...

ottobre 19, 2009

STOOOP!!! Fermate tutto ...

Insomma, mentre stavamo finendo una domenica di pace e tranquillità si è scatenato il finimondo: mi telefona la princi dicendo che la nonna ha appena telefonato, stanno portando il nonno all'ospedale. Luogo: Ivrea.

Dove siamo noi?

Io sono a Sestriere e sto lavando i piatti. La princi è in direzione di Pinerolo e sta accompagnando il suo moroso (che dio lo sperda, grazie) a casa, il bartender è downtown, al ristorante con la morosa. Evvai!!

Non più tardi di un'ora prima io stavo spendendo parole per convincere mia suocera che l'elettrocardiogramma farlocco che aveva per le mani NON SIGNIFICAVA IN REALTA' NIENTE DI CHE.... l'ecg del nonno, intendo ...

Si scatena il finimondo, la princi iperventila e si piazza stabile sull'orlo della crisi nervosa, gira comunque la macchina e riparte in direzione di Ivrea

Il bartender, santiando non poco, molla la cena con la sua morosa e si precipita verso Ivrea. Io faccio al meglio le operazioni di chiusura casutza e partiamo alla volta di casa intenzionata a lasciarci il batavo e le cane e ripartire alla volta di Ivrea. Scendiamo in strada e scopriamo che di 4 luci che la macchina ha davanti 3 sono guaste. Bisogna viaggiare con gli antinebbia o senza fari!! che se ci becca la polstrada sentiamo le nostre. Ma tanto la polstrada ... chi la vede mai in autostrada??

Tipo mezz'ora dopo mi chiama la princi dicendo che sono stati fermati per un controllo all'uscita dall'autostrada: la sua vettura non ha il talloncino dell'assicurazione aggiornato!! Risulterebbe scaduto a luglio!! Figurarsi, ricordo benissimo di essere andata a rinnovarla e purtroppo ricordo pure di averne visto uno in casa, nel mio cassetto acchiappatutto-archivio. Smadonn smadonn smadonn ... com'era già la storia della polstrada???

Parlamentamento telefonico con il gendarme, promessa di fare tutto ciò che lui desideri comprese le pulizie in caserma ma-mi-lasci-andare-la-bambina-che-sta-andando-dal-nonno-in-ospedale etc etc etc. Risultato: verbale da 61 pleuri, ingiunzione a portare il talloncino in caserma sennò la multa diventa stratosferica.

Ottimo.

Il panico cresce, le telefonate si sprecano, il bartender santìa sempre di più, la princi iperventila, a tensione sale ....

Millemila telefonate, crisi di panico, sacramenti assortiti dopo .. il nonno è in attesa di essere visitato, è stato catalogato come codice verde, mò gli fanno gli esami e poi decidono se mandarlo a casa o no.

Epilogo: ore una passate da un poco, la princi ha portato a casa la nonna, il bartender si è fermato ad aspettare il nonno ma adesso lo sta riaccompagnando a casa perchè di tutti gli esami che ha fatto non è risultato niente. Ha i globuli bianchi un pò alterati per tanto i medici, piuttosto che tener la lingua tra i denti, hanno ipotizzato una botta di influenza e via ...

Se non si tratta di uno di quei casi di malasanità che poi leggi sui giornali, non è successo niente di niente.

Io sono del parere che quella pazza senza freni di mia suocera che, comprensibilmente dato che ha già seppellito entrambi i figli, è ora terrorizzata all'idea di sopravvivere pure al marito e secondo me lo mette in croce tutto il giorno e appena il poveretto tira un peto diverso dagli altri lei si convince che sta per morire e lo perseguita per sapere come si sente, come sta, come mai è troppo pallido, come mai è troppo acceso in volto, come mai parla, come mai tace, etc etc etc

Insomma, al vecchio secondo me gli è venuto un momento di sferociclosi galoppante. E noi ci siam hahati tutti in mano. Mi sa che qua se ne vedranno delle belle ...

ottobre 01, 2009

E poi la (mia) vita continua ...

... e mentre penso a tinte fosche la vita va avanti. Per fortuna aggiungerei.

E tocco di nuovo terreno solido e concreto pensando che ieri sono andata alla scuola dei cani e mi sono fatta un panaro tanto. Che i cani lavorano e su e giù e fai questo e fai quello, e ieri la cana grande ha fatto gli attrezzi per la prima volta e nemmeno se n'è accorta tanto era eccitata ed aveva voglia di fare. Ma ancora più di sicuro io corro come una lepre prima con una e poi con l'altra. E allora mi dico ma non è che invece di andare in palestra e spendere soldi ulteriori (che qua stiamo a ballà sul ponte del Titanic mi sa) non farei forse meglio a venire due volte la settimana dall'addestratore? farebbe bene alle cane ed a me. Peccato che l'addestratore sia un filino troppo impegnativo di pirsona pirsonalmente .... che io sono tollerante e democratica ma tutta sta spremuta di nazionalsocialismo in divisa da parà dopo un pò mi batte in testa, anche se il soggetto in questione alla fine è una brava persona.

E poi penso che ho cucinato una torta verde che è venuta un fenomeno, grazie alle erbe miste della contadina della montagna che, porca loca, è davvero scarpe grosse e cervello fino. Lei prende tutta una serie di erbette che diversamente dovrebbe buttar via (il ciuffetto di costine fini fini e lunghe lunghe, il pezzetto di cipollotto rachitico, la carotina diversamente cresciuta, e poi erba di s. pietro, boraggine, menta, basilico, timo, cerea che poi sarebbe la santoreggia, erba cipollina e adesso che ci stiamo arrivando anche un pò di verza, etceterà etceterà) e ci fa un bel mescuglione che profuma come un prato e lo vende alle madamazze come la sottoscritta che a noi ci sembra di ripetere gli antichi gesti. Antichi gesti un corno, credo che lo venda a 8€ il kg. Che poi prima di farne un kg ne dovresti comprare un montagna, ma tant'è.

Comunque il mescuglione, rivisto giusto quel tanto che basta a togliere i rametti più duri, sciacquato velocemente che tanto è pulito, e messo in pentola ad appassire con un pezzetto di cipolla e olio qb, ne viene una base per fare di tutto un pò. In primis le frittatine piccine o anche il ripieno di una torta verde.

Quindi mescuglione o altra verdura a scelta, ricotta (e nel caso in questione anche un avanzo di ricotta secca - o seiras dal fen - comprata in alpeggio) uno o due uova a seconda di quanto ne viene, sale e pepe alla bisogna, niente altri profumi che il mescuglione ne ha da vendere. Un bel rotolo di pasta brisee già pronta che non avevo tempo di farmela. Disponi sulla teglia, versaci il ripieno, arrotola il bordo a fare una bella corona di pasta attorno attorno, in forno a 180° per 45 minuti. E viene una torta verde da paura. E ci fai la tua porca figura assieme ad una bottiglia di prosecco.

E adesso la pianto di sperperare il mio tempo ed il vostro e procedo con il programma della giornata che prevede di preparare le alici marinate ed il polpo lesso per l'insalata. Nonchè di affrontare quel mucchio di roba da stirare che imperiosamente mi urla di far qualcosa che tra un pò crolla tutto sul pavimento.

E poi UDITE UDITE ho pure da LAVORARE (nel senso proprio di fare una roba professionale che poi una fa pure la fattura e gliela pagano) ma questa è un'altra storia e la scrivo un altro giorno

settembre 07, 2009

Decluttering, space clearing ... 'na fatica!!

Allora, della to-do-list dei buoni propositi di inizio anno pesco un altro punto urgentissimo:
il garage.
E' un assoluto e totale bordello da due posti auto. Grandi, per giunta. Innanzitutto c'è una vettura, che di per se' non è strano no? Un garage, due posti auto, una vettura. Fila tutto benissimo. Sì. Peccato che la vettura sia ferma in loco da 7 anni!! e prima era stata ferma altri tre. Perchè è quella che il batavo aveva prima che l'azienda gli desse la company car. E qualsiasi altra persona ragionevole se ne sarebbe sbarazzata a razzo, anche perchè era un robetta tipo 2000 decapottabile, sedili in pelle, alza capotte elettrico etc etc etc (insomma l'auto con cui faceva lo smargiasso quando viveva in Costa Azzura, il perro). Lui no. Perchè per un intricato insieme di faccende burocratiche questa vettura, a targa francese, non ha i documenti. Ergo non se ne può fare niente. Adesso guai a chi mi dice hai fatto questo, hai fatto quello. Che qua cosa fare si sa benissimo, solo che è scomodo e complicato, e bisognerebbe pure fare un giro in Francia. E le cose scomode e complicate è meglio ignorarle. E quindi la macchina sta li. Ci sarebbe una soluzione: che tutta la procedura la facessi io e gli recuperassi i documenti della vettura. Se non lo faccio io, non lo fa nessun altro. Come tutto, del resto. (Cmq, se conoscete qualcuno interessato a rubarla, fatemelo sapere)
Poi ci sono le masserizie accumulate negli ultimi 7 anni, che teniamo che non si sa mai, che non useremo mai più ma caso mai decidessi di buttarle mi servirebbero il giorno dopo. L'ultima volta che ho fatto questo lavoro, prima del trasloco dalla casa vecchia, ho chiamato un amico di mia zia, straniero residente in Italia in modo avventizio, e lui si è portato via due furgonate di roba accumulata dall'aver disfatto tre case. Grazie 1000 per il disturbo e ti offro ancora il caffè. Lui in brodo di giuggiole perchè mandava un bordello di roba a casa (diceva ma io non ci ho creduto tanto, secondo me l'ha venduta. Fa niente purchè se la portasse). Bene, due anni dopo ho arredato casa in montagna e ricomprato tutto nuovo. Santa Ikea, meno male che c'è.
In ultimo ci sono i detriti che il bartender ci ha ammollato quando ha traslocato. Aveva solo una stanza ma ora sta in un monolocale ammobiliato ergo ... Ovviamente i mobili erano pochi ma i contenitori improvvisati - dai cassetti alle scatole di cartone passando per le cassette di plastica - e pieni di rumenta sono parecchi e soprattutto inaffrontabili. Oggi viene e tutto quel che non recupera lui, io lo butto via. Che veramente è più facile da dire che da fare perchè qua si fa la raccolta differenziata, che dio se li sperda, in un modo che serve innanzitutto a far girare le balle al povero cittadino.
Come al solito, la mia personale versione del decluttering è qualcosa che ai profeti della materia farebbe venire i vermi. Io non riesco a buttar via, è più forte di me!! Ho un armadio pieno all'inverosimile di stracci che so che non riuscirò più a mettere ma tutte le volte che prendo in mano pezzo a pezzo, mi dico ma no, è ancora nuovo (magari è una giacca di Zara che ha già 7 anni, la sua strada l'ha fatta, no?) teniamolo ancora un pò....
Ma quando incappi nei quaderni delle creature ai tempi delle elementari, piuttosto che nella squerquera di cazzatelle che stavano sul mobile del soggiorno nella vecchia casa, piuttosto che le prime scarpette delle creature, i miei sci da alpinismo, la tenda che nessuno mai la usa ma non si sa mai perchè buttarla?, la vecchia cartella da lavoro di mio marito, bella ma scomodissima, i libri dei bambini ... come cavolo fai a buttare, dico io?????
Insomma, ora il garage è un altro par di maniche, sono contenta del lavoro che abbiamo fatto ma ...
voi come fate a far ordine attorno a voi e non trascinarvi dietro montagne di roba che fanno tenerezza solo a voi e che chi dovesse venire dopo di voi (acca' a' cient'anni, facimme e' cuorna) non farebbe altro che buttar via????????????

luglio 31, 2009

L'ortoressico, ancora ...

In vena di coccole da dare e da ricevere, ieri sera ho preso su cane e figlia e mi sono presentata bella come il sole da papà.

Come tutti gli anni lui è piazzato fisso in questa località a mezz'oretta circa dal posto dove abitiamo, a ca. 800mt, che non sarà esattamente un ghiacciaio ma comunque fa la sua bella differenza dalla canicola agostana che c'è quaggiù. Mia sorella al mare, mio fratello pure, il poveretto soffre un pò di solitudine e quindi io appena posso vado da lui a cena, guadagnandoci la cena preparata (massima coccola che si possa pretendere da lui stante che siamo due adulti che non si perdono in smancerie, eh!!?!!, sia chiaro), due chiacchiere in libertà (ovvero la sua personale rassegna stampa sulle malefatte del governo e di mr misirizzi in primis, ma anche il pastore tedesco non gode delle sue simpatie) e la sensazione di fare la cosa giusta.

La sera prima era sceso lui in città causa uno dei millemila esami di controllo periodici e non (anni 78 debbo dire prestante ed in salute, la prevenzione per lui è una religione, assieme al cibo) e ne aveva approfittato per invitare (udite! udite!) a cena fuori la princi. Erano andati per pizza che per due volte ci aveva provato ad andare a mangiarla ma per qualche motivo non gli era riuscito il colpo. La princi, divertitissima dagli exploit del nonno, ha passato tutto il viaggio a raccontarmi le sue malefatte ed i pettegolezzi di quella sua linguaccia parecchio tagliente.

Tra le altre cose, in tono da perfetti cospiratori, hanno deciso di giocare al superenalotto, evento non raro bensì unico, tanto che nessuno dei due sapeva come fare. Appurato che non potevano giocare immediatamente perchè tardi e verosimilmente le ricevitorie sarebbero state chiuse (?) si sono accordati sui numeri da giocare e sul fatto che ci avrebbe pensato la princi la mattina dopo. Il nonno era un pò preoccupato perchè non sapeva bene quanti soldi darle, e la princi rassicurante gli ha detto 'ma dai nonno faccio io e poi aggiustiamo tanto non vorrai mica giocare più di 5 euro, no?' al che lui

'5 eurooooo???!!! ma sei matta???????? uno, due al massimo!!!!'

Insomma ve la ricordate la barzelletta del rabbino Gioacchino che piangendo e sospirando chiedeva al buon dio di fargli vincere la lotteria ed il buon dio che sospirando e scuotendo la testa gli rispondeva 'va bene Gioacchino, ti farò vincere, ma tu almeno compra il biglietto!!!'

Ecco. Papà. Tale e quale.

Vabbè. Ieri sera siamo arrivate un poco in ritardo stante il fatto che mi ero imbrogliata nel calcolare i tempi, lui aveva ovviamente già mangiato. 'Perchè non ci hai aspettato papà, avevi fame?' ... 'Ma no che fame!! e' che avevo previsto di mangiare un tomino fresco che sennò mi diventava brusco' in nessun modo siamo riuscite a capire perchè il tomino fresco di papà avrebbe dovuto inacidirsi tra le sette e le otto e mezza. Arivabbè.

Insomma, il menù dell'ortoressico ieri sera prevedeva:

Antipasto della casa composto da 1 focaccina bianca tagliata a spicchi, tre spicchi per piatto (il resto in un piattino comune al centro del tavolo - per la serie 'quella è la vostra dose poi, se proprio proprio, ci sarebbe anche questo'), due fettine di salame (sottilissime perchè così è più buono ...) più una di salsiccia piccante. Il tutto non superava di 10gr e debbo dire che nel piatto aveva un'aria un filino desolata!

Braciola di maiale saltata in padella con aglio e finocchietto selvatico
Zucchinetti croccanti (2 cucchiai).

'Papà mangiamo la frutta?' ... 'Fruttaaaaa?? eh si ci vorrebbe la frutta. Maaaa, hai ancora fame?'

Io e la princi, al momento di salire in macchina, ci siamo guardate e, in coro, ci siam dette 'Eh, ci vorrebbero sei mesi così dal nonno e saremmo delle silfidi!!'

Stasera ci ritorno :-))))

luglio 30, 2009

Le invasioni bataviche .. the end

SE NE SONO ANDATI!!!!!



mò prima che m'aripijano sai che deve succedere????????

Resta il fatto che mi piacerebbe proprio capire che cosa è successo, sono convinta che si sia trattato di un grosso problema di comprensione reciproca/comunicazione. Insomma un imbroglio di incrocio di razze condito di parecchio opportunismo.

Ieri siamo scesi a valle ed i nostri, dopo aver assaggiato il clima del posto, hanno deciso che di mostre e musei ne facevano volentieri a meno, hanno rabastato su le loro carabattole e sono tornati nel nostro appartamento in montagna con l'intenzione di partire da li' stamane. In città troppo caldo, troppo rumore, insomma la faccenda non faceva al caso loro.

Io ho fatto la ola, chiaramente!

Chiaramente la manfrina del paga il fratello grande è continuata fino all'ultimo momento inclusa la sosta per il caffè all'autogrill ed il pranzo al bar (che a casa il frigo faceva l'eco) e se debbo essere sincera questa è la parte che mi lascia più di stucco.

Discutendone ieri con certi conoscenti mi si faceva notare che è sostanzialmente un tratto culturale e che siamo sempre noi italiani ad essere pieni di salamelecchi con balletti del 'pago io' 'no, guardi, tocca a me' 'assolutamente no, mi offendo' etc etc etc che possono andare avanti all'infinito, o quasi. Mi si diceva infatti che ho sbagliato io avrei dovuto pagare la mia parte e dire a loro che si pagassero la loro.

Io sono in parte d'accordo e credo che in futuro sarò molto più cauta e, se ci riesco, esplicita. Continuo però a chiedermi cosa avrei dovuto fare. Avrei dovuto andare alla cassa e pagare la mia roba? pagare un terzo del conto e chiedere apertamente la loro parte? e la spesa? ed i lavori domestici? avrei dovuto impartire ordini e disposizioni chiari e decisi? tipo generale di corpo d'armata? e la sveglia alle otto per mettere in tavola la colazione? avrei dovuto dire loro 'non svegliateci prima delle dieci e preparatevi colazione da soli'.

CIOE', FATEMI CAPIRE, IN OLANDA BISOGNA DIRLE CERTE COSE?????? LA GENTE NON CI ARRIVA DA SOLA??

Davvero non mi capacito

PS e non chiedetemi del batavo in dotazione personale pls. Anche lui non sa che dirsene, con l'unica differenza che il problema non se lo pone e basta. Io debbo essere molto più gretta probabilmente ... sarà che sono quella che in casa tiene l'amministrazione domestica.

luglio 28, 2009

L'ortoressico

Dicevo che ieri sera sono andata a cena da papà. Dovrei trasferirmici un bel sei mesi e lasciar fare a lui di cucina. E' fantastico.

Qualche mese addietro, la princi ed io stavamo leggendo quel compendio di cultura femminile che è Va**ty F**r e ci troviamo un articolo sui disturbi dell'alimentazione. Leggiamo le varie definizioni che più o meno già conoscevamo fino a quella, a noi sconosciuta fino a quel momento, che diceva

L'ortoressia è una forma di attenzione eccessiva alle regole alimentari, alla scelta del cibo e alle sue caratteristiche
Al che ci siamo guardate e, in coro, abbiamo strillato "ma questo è il nonno!!!"
Papà, 78 anni, vive da solo da quando mamma è mancata, 7 anni fa. Fa tutto da sè, dalla pulizia della casa e sua personale alla spesa alla cucina ed è davvero bravissimo. Ma a 'sto punto l'attenzione a ciò che mangia sia in termini di qualità che di quantità è diventata appena un filo meno di patologica.
Il burro è un anatema, piuttosto di usarlo muore, non essendoci più abituato chiaramente ne identifica il gusto immediatamente e quindi non c'è preparazione in cui tu l'abbia voluto usare, sebbene in quantità minime, e che lui non sgami.
Le cotture sono tutte brevissime e le preparazioni sono monacali, con un numero di ingredienti meno che minimo. Se segue una ricetta comincia con abolire alcuni ingredienti secondo lui superflui e procede abbattendo drasticamente le quantità di quelli che accetta di usare.
Si fa la torta per la colazione del mattino (pane secco con latte, caffè, un frutto e per finire un'ostia di torta, concessione alla gola) e usa talmente poco di tutto che ne viene fuori poco più di un pane appena appena dolce, aromatizzato con semini di finocchio e cosparso con una manciatina di quelle barrettine colorate di zucchero che si usano per decorare le torte, quelle serie. Qualche giorno fa ci ha fatto scompisciare, alla princi ed a me, perchè se n'è uscito dicendo che stava andando a casa a prepararsi la torta che era rimasto senza ma questa volta voleva usare un pò meno roba. Noi siamo scoppiate a ridere e gli abbiamo chiesto come pensava di farla stare insieme ma lui intendeva in realtà dire che voleva fare una torta più piccola del solito. Noi avevamo subito pensato a qualcosa tipo senza uova, senza zucchero o chessò ... senza farina forse?
Mangia spesso legumi, in particolare la pasta e fagioli che è ormai diventato un ritornello talmente ricorrente che quando gli telefoniamo in genere gli chiediamo 'ciao pà, che fai? cucini pasta e fasuli?'. Diversamente mangia pesce: compra UN'ORATA al super e la fa al cartoccio, metà la mangia subito l'altra metà la mette in frigo per il giorno successivo.
E via elencando sobrietà gastronomiche varie.
Ma lui è sempre stato così veramente anche se nel passato qualche peccato di gola se lo concedeva, esistono infatti fotografie che lo ritraggono abbastanza pasciuto. Ricordo però che con noi figli lui e mia madre erano severissimi in fatto di cibo. Dovevamo mangiare correttamente. Il che significava SEMPRE primo secondo e contorno. Dovevamo finire quello che avevamo nel piatto pena ritrovare gli avanzi in situazioni imbarazzanti, tipo la colazione del giorno dopo. Non potevamo MAI saltare la colazione che consisteva nella classica zuppa di latte e pane, da me odiata sopra ogni cosa.
Ricordo che quando attraversai il mio periodo di fervore religioso mi cacciarono in un loop irresolvibile perchè io non potevo uscire di casa senza la zuppa sullo stomaco ma, uscendo la domenica mattina per la messa e relativa comunione, mamma mi guardava con occhi accusatori e mi diceva 'mò lo fai annegare nella zuppa a quel poveretto di gesù cristo!!'
Il latte si comprava solo intero, lo yogurt quasi mai e comunque naturale. Niente bibite o succhi di frutta di nessun genere e tipo. Niente dolci se non qualche torta casalinga qualche volta. A scuola portavamo la merenda di metà mattina e siccome lui riteneva che il cervello avesse bisogno di energia a pronta, questa consisteva in 4 zollette di zucchero, cioccolata qualche rara volta, qualche volta ancora più rara ci davano 15lire per acquistare un panino dolce nella panetteria di fronte alla scuola.
La verdura sempre e solo di stagione, allenandoci a mangiare anche le cose più ostiche (argh, le radici amare!!!) perchè 'se poi viene di nuovo la guerra dovete saper mangiare di tutto'. Se ci ripenso ora mi vien da dire che se poi fosse davvero tornata la guerra avremmo comunque imparato volenti o nolenti, no?
La frutta anche quella sempre ed assolutamente di stagione, in particolare casse di mele in autunno e di arance in inverno. Ovviamente a star lì qualcuna si guastava e, ancora più ovvio, erano quelle guaste ad essere prese per prime, mamma le puliva e toglieva la buccia e ce le dava a spicchi. Di fatto si finiva per mangiare mele marce finchè ce n'era :-))!
Insomma, ieri sera mi ha preparato un sughetto sciuè sciuè mettendo un pò di olio in un pentolino con uno spicchio di aglio e qualche pomodoro tagliato a pezzetti. Ha lasciato che si alzasse il bollore del sughetto e lo ha lasciato cuocere nel mentre che l'acqua della pasta si scaldava e la pasta si cuoceva. A cottura ultimata anche il sughetto era pronto, bello e sciugliente, abbiamo completato il piatto con un dose generosa di antibiotico, ovvero pezzetti di peperoncino piccante da lui messi sotto sale prima e sott'olio poi.
Due zucchinetti saltati in padella al minimo sindacale dei tempi di cottura (e quindi croccantissimi) ed un pezzetto di formaggio di gr. 15 hanno completato la cena.
Mangiassi sempre così sarei una silfide. Peccato che in macchina, per tenermi sveglia venendo giù dalla montagna, io mi fossi mangiata un intero pacchetto di liquirizie inglesi ... :-(

Aaaarghhh!!!

Quando pensi di essere riuscita a chiarirti e che una giornata nuova di zecca si sta stendendo davanti a te finalmente sgombra di angoli scuri .... ecco che succede qualcosa di nuovo e completamente inaspettato che rimette tutto in gioco.
Che palle. Che strapalle.
Ieri sera, rubando un'espressione di Mammamsterdam, ho 'sturato le orecchie' al batavo facendogli presente una serie di faccenduole tipo 'la TUA sorellina è in visita da TE, poco o tanto che ti piaccia la cosa, mi aspetto che TU te ne prenda cura eventualmente con il mio aiuto, non che me la scarichi in grembo sana sana'.
Oppure 'che tu pensi che io sia forte ed invincibile potrebbe anche farmi piacere anche se in realtà non me lo fa per niente. Resta comunque il fatto che ogni tanto sono sull'orlo dell'affogo e mi piacerebbe che tu te ne accorgessi'.
Ovviamente l'esposizione di un assunto teorico per il batavo è lungi dall'essere sufficiente e quindi ho dovuto circostanziare con esempi concreti il perchè e percome di tali affermazioni. Per esempio il fatto che ieri a momenti mi ammazzo nel tentativo di scendere una tratto parecchio ripido ed a roccette tenendo il cane piccolo al guinzaglio.

Al fondo della conca c'era infatti un meraviglioso laghetto purtroppo parecchio affollato e sapevo per certo che se avessi mollato la Nina questa si sarebbe scaraventata giù per il dirupo, tuffandosi in acqua e rischiando di portare dentro con sè i turisti che stavano sulla riva, bimbetti inclusi. Di fatto è poi puntualmente accaduto che nonostante io l'abbia liberata a riva ed in un posticino isolato quella abbia nuotato come una lontra nell'angolo dove una famigliola faceva un picnic con i piedi nell'acqua, sia sbucata fuori davanti a loro, si sia scrollata ben bene ed abbia pure rubato un pezzo di pane. La signora, tutto fuorchè una sportivona, mi ha riempita di insulti ovviamente. Vabbè, era una un pò stronza poteva pure evitare di incazzarsi così tanto, ma non è che avesse tutti i torti.
Insomma mentre io cercavo di non piombare giù trascinata dalla caNina irruente che faceva il batavo??? Chiacchierava amenamente con i suoi parentelli aiutando giulivo ora una bimba ora l'altra. Precisiamo che le bimbe, oltre ad essere molto più agili di lui, non sono orfane.
Di fronte ad un paio di esempi di questa fatta (e forse al filino di schiuma che mostravo all'angolo della bocca?) lui ha detto qualcosa di distinto come 'ahem ... ehm ... già ...' e poi ha detto che avevo ragione e, ciò che mi conforta già di più, la sua voce aveva il timbro di quando capisce. Bene.
Stamane lieve correzione di rotta, il batavo vigile e presente, i batavi invasori sempre in attesa con forchetta e coltello in mano per poter fare colazione, lui che impartisce qualche timida richiesta.
(Ouuu, intendiamoci, non che la cosa abbia avuto esiti pazzeschi, IO ho lavato i piatti della colazione, IO ho portato fuori i tappeti, IO sono andata a buttare la monnezza, IO ho passato l'aspirapolvere, LORO leggevano seduti sul divano. Hanno alzato i piedi però quando son passata con l'aspira)
(Ndr, non sono fanatica dell'ordine e pulizia ma con due cani, di cui uno in muta, passare l'aspira dopo tre giorni mi sembra il minimo, no?)
Insomma il sol dell'avvenire splendeva sulla nostra giornata quando lui rientra ilare e giulivo dicendomi di aver ricevuto una certa richiesta da un vicino ed aver risposto di si. Mi si rizzano i capelli in testa e gli dico che la stessa richiesta il vicino l'aveva fatta a me l'anno scorso ed io l'avevo prontamente rimbalzato. Gli spiego le ragioni del mio picche. Gli dimostro che permangono tali e quali e che non mi piace granchè che lui ripeta il tentativo con il batavo, probabilmente immagina che io l'avrei rimbalzato again. Gli dico che sono fortemente in disaccordo e gli propongo una dignitosa via di fuga.
Il batavo esce dicendo che ormai ha dato la sua parola e quindi andrà avanti per la sua strada. Ho un rospo in fondo alla gola che, se il batavo non scende a più miti consigli, non so come farò a trangugiare.
PS. E cmq che una donna 45enne nel pieno delle sue forze e madre di due bimbe di 10 ed 8 anni debba farsi spiegare che i piatti sporchi della colazione si lavano e che lei potrebbe pure smettere di leggere il suo romanzo e lavarli .. beh ... io lo trovo incredibile. Il moroso qualche scrupolo in più se lo fa e prova ad asciugare i piatti oppure sta con me mentre cucino per chiacchierare. Ma ieri sera, io mi sono data perchè sono andata a cena da mio padre e loro hanno mangiato panini. Sicuramente più semplice che prepararsi qualcosa, no? Cazzi loro, contessa, è claro

luglio 27, 2009

Invasioni bataviche, la reprise

Rubo qualche minuto alla rutilante vita degli ospiti a torto collo per aggiungere l'ultimo nanetto (in ordine di tempo).

Siccome il batavo (quello in quota alla sottoscritta) finge svagatezza perchè tanto sa che alla fine ci sono sempre io che traffico, organizzo e tento di mantenere un filo di razionalità, stamane mi sono detta 'che si fottano' ed ho deciso di fare l'indiana (sempre di nazionalità altrui si tratta, no?). Ovvero alle sette, rispondendo al richiamo delle bestiole, le ho portate fuori ma poi anzichè cominciare a trafficare, sbrandare il batavo immerso nel sonno del giusto, etc ... ho preso il mio bel libro e mi ci sono tuffata.

Morale: ore 8:15 drin!!! suona il campanello della porta (noi dormiamo nell'appartamento di mia sorella, poco distante dal nostro) e compare il batavo-cognato con una batavina-nipotina dicendo che il tè era pronto!!! Il mio personale batavo, smadonnando in italiano just-in-case, si è dovuto alzare e vestire al volo per raggiungere la famigliola batava che, in un malinteso senso di non so che, stava tutta attorno al tavolo forchetta e coltello in mano, in attesa che noi arrivassimo per poter fare colazione.

Non avevano preparato niente, ovviamente, tranne il famoso tè ma non gli sembrava questa ragione valida per attendere oltre la colazione. Ergo, gentili batavi-ospitanti, alzate le chiappe e venite a fornirci di colazione!!!

Fantastico. Davvero fantastico.

Spero che al batavo in dotazione questo serva da lezione e che la prossima volta che la famigliola di sua sorella deciderà di passare una vacanza in Italia faccia loro trovare le chiavi sotto lo zerbino con un bel biglietto e tanti baci e lui (con la sottoscritta acclusa) si prenoti una vacanza in Australia.

Sicuramente però, se non servirà di lezione a lui, servirà sicuramente a me che, la prossima volta che dovessero presentarsi, come minimo io sarò in Batavia. Ma solo come minimo, neh!!!

luglio 26, 2009

Invasioni bataviche ..

Qua mi sa che mi serve una mediatrice interculturale. MAMMAMSTERDAAAAAM!!!! dove sei quando mi servi?????

Allora, da venerdì pomeriggio la sorella del batavo è piombata a casa nostra con accompagnamento di nr. 1 compagno batavo e nr. 2 figlie batave.

Il delirio

Già in una casa normale dimensionata per 4 persone ospitarne altre 4 non è esattamente una passeggiata e grazie 1000 al bartender che non abita più con noi che così la sua stanza la ricicliamo in stanza degli ospiti, eventualmente a mucchi. Insomma, situazione domestica un pò così ... alla quale si aggiungano i 33° afosi che manderebbero ai pazzi chiunque.

Sarà che io sta ospitata non l'avevo esattamente chiesta e pertanto mi dà un filo sui nervi, sarà che in realtà sono brutta e cattiva e non capisco nemanco se me lo spiegano ma la situazione attuale è la seguente:

a) i batavi non mettono mano al portafoglio nemanco sotto tortura, da quando sono arrivati qua stiamo spendendo denari a fiumi e loro non fanno nemanco il gesto di contribuire alle spese. Non vorrei suonare troppo gretta ma non è che qua i denari li si raccolgano sotto le piante e la LORO vacanza ci sta costando un patrimonio in cibo, vino, birra, gite turistiche e affini

b) i batavi non chiedono nulla in particolare e non danno la propria opinione neanche se interpellati. Questo significa che vado a sentimento nella preparazione del cibo come nel proporre attività varie. Della serie che nella gita al Museo del Cinema hanno graziosamente partecipato mostrando un educato e misurato interesse, resta da dire che se non gliene fregava niente potevano pure dirlo che qua un ennesimo giro ce lo si risparmiava pure

c) i batavi non muovono un dito in attività domestiche nemanco sotto tortura, che sarà anche vero che non sono a casa loro ma PORCA PALETTA vuoi darti un minimo da fare che qua la faccenda si sta facendo impegnativa?

Cmq, siamo in montagna, sono trascorse 48 ore dal loro arrivo ed io ne ho già le tasche strapiene e, come se non bastasse, il batavo in dotazione merc alle cinque si siede su un aerino se ne va alla volta della swinging London dove preferisce correre il rischio di prendersi l'influenza piuttostoche continuare a sucarsi la sorellina ...