ottobre 11, 2009
E dunque, 'sta Norvegia?
Oslo mi ha ricordato Torino, non tanto perchè ci siano delle vere e proprie somiglianze quanto per il fatto che è una città che non ti sbatte nulla in faccia, che devi voler vedere per apprezzare quello di bello che ha da offrirti. Una città che probabilmente conosci e capisci a poco a poco, peraltro a dimensione umana qunatomeno perchè tutte le parti significative sono raggiungibili a piedi senza grosso sforzo e perchè il traffico automobilistico è assolutamente vivibile. Del resto ha 520000 abitanti e raggiunge il milione solo con la provincia, che dire di più? Non ho visto nulla dei dintorni ma da quel che ho letto direi che sono parecchio interessanti pure quelli.
La città offre una quantità di musei che avrei visto tutti ma ... averci il tempo!! tra gli altri quello dell'interculturalità e delle pari opportunità. (Da segnalare: non ci ho visto ballerine nè attricette varie, oh strani sti norvegesi, chissà come fanno).
La presentazione del museo dice che questo 'lavora per una migliore comunicazione, comprensione e per un maggior rispetto tra le culture' e che 'le mostre presentate nel museo spiegano la storia e la cultura dell'immigrazione insieme al cambiamento della società norvegese'.
In Norvegia c'è un 25% di immigrazione e ad Oslo la vedi tutta, di nuovo, da ciò che ho letto, si direbbe che importare mano d'opera o anche cervelli dall'estero sembra che venga ritenuto un 'opportunità piuttosto che una minaccia. Strana gente eh!!!
Tra l'altro, sig. Bossi, se sei all'ascolto o se qualcuno glielo dice, ho visto donne portare in testa la qualsiasi, tra cui scialli e foulard di ogni tipo, foggia e dimensione ed i bambini oslesi non sembravo poi così spaventati, eh!! parevano proprio normali (tranne quando si buttano nudi come vermi nella neve ma questa è un'altra storia), almeno stando a quanto io ho compreso, e questi sono nordici eh!! mica terroni fannulloni!!
Come se non bastasse, in questo museo è in corso una mostra temporanea dal titolo 'Tell me who's your love' sottotitolo 'about being and living gay'. Ed anche qua, una si sente il cuore che si allarga e riprende un pò del suo spazio. Vabbè, io al museo non sono andata che di nuovo il tempo etc etc ma mi sarebbe piaciuto.
In compenso siamo andati sabato mattina alla locale Casa della Letteratura dove non abbiamo visto la performance che il tempo non ce l'avevamo ma, al pian terreno, siamo stati un tot nella cafeteria dove c'erano dei tavolini per chi voleva consumare qualcosa oppure un'ampia zona a divanetti, coffee table ed anche sdraio, con un tot di materiali da leggere tra cui parecchi quotidiani e libri, dove potevi piazzarti e passarci un tot di tempo, eventualmente bevendo qualcosa dal bar ma anche no. Senza che nessuno pensasse di farti notare che stavi poggiando il culo a ufo. Stessa musica nella libreria/book shop dove volendo ti mettevi a sedere su un divanetto e te ne leggevi un pezzo tranquillamente.
E poi ad Oslo non si vive solo di rose e letteratura e, per esempio, ci sono pure i centri commerciali che in realtà sono all'interno di questi grossi palazzi che da fuori non lo diresti mai ma poi dentro ci sono almeno tre piani di negozi e negozietti sparsi per tutta l'infrastruttura con tanto di gallerie che collegano un palazzo con quello successivo. Roba che se te li giri un pò quando esci non sai più da che parte sei girato e se non ti fermano finisci per buttarti a mare in fila indiana come i famosi lemmings. E qui mi è venuto fatto di pensare che la vera cifra della globalizzazione, almeno in Europa, è l'abbigliamento che è davvero ormai lo stesso dappertutto. Se non sono i brand sono i modelli e le stoffe e la stessa roba (leggi gli stessi stracci) potresti averla anche qua tranquillamente quindi, cara princi, che caspita compro che se poi non ti va mi tocca spendere un patrimonio per andare a cambiarla?
Le ho comprato però un bellissimo manuale sul design scandinavo ed un gioco memory con le tessere che rappresentano pezzi di design, ancora scandinavo savasandir ... il tutto acquistato nel bookshop del Museo Nazionale di Architettura e Design, parmi ovvio. E non ho fatto a tempo a capire come funziona perchè di analoghi ce ne sono almeno tre, di musei intendo.
Ho cercato di immaginare (con Peter che mi dava man forte) la princi che va ad Oslo a fare la specialistica e spero proprio proprio proprio tanto che accada. O, in alternativa, spero che alla fine apprezzi l'idea di fare uno stage con l'azienda di video editing e communication dei nostri amici batavi con specialistica in Olanda, cosa che recentemente pare averla interessata parecchio diversamente dal passato recente in cui non ne voleva sentir parlare.
La ragazza diceva che non sarebbe sopravvissuta all'inclemenza del tempo e che preferiva andare a Valencia ma poi ci ha ripensato e deve aver deciso che Nord è meglio. Se accadesse non saprei proprio dove trovare i soldi per mandarcela ma ... ci penserò domani che, come sappiamo, è un altro giorno.
ottobre 09, 2009
Oslo
Dopo cena una band ha iniziato a suonare quella che doveva essere musica anni '80 e che in effetti era un rock irriconoscibile neanche dopo che avevano annunciato il nome del brano. I vichinghi si sono presi una sediolina e belli precisi si sono messi ad ascoltare il gruppo. Qualcuno batteva addirittura le mani. Qualche sfigatello che la sedia non l'aveva trovata stava in piedi ed accennava a muovere qualche muscoletto.
Mooolto compassati!! Ho chiesto ad uno che mi stava tormentando con una conversazione senza nè capo nè coda la ragione di questa scarsa partecipazione e lui mi ha risposto che i norvegesi sono gentlemen e siccome c'erano poche femmine in circolazione (capirai! un evento tecnico informatico è il massimo per avere un'audience femminile irrisoria) allora non volevano infastidirle buttandosi alla conquista e se ne stavano buonini. Mah ..
Cmq, gentili lo debbono essere davvero se i ragazzi che ieri sera servivano in tavola come camerieri extra hanno evidentemente dormito in albergo e stamane erano nella sala ristorante a fare colazione insieme ai clienti e serviti dai loro colleghi di turno. Qua da noi una roba così, a maggior ragione in un albergo a millemila stelle, non si sarebbe vista per nessuna ragione.
Ad Oslo nel pomeriggio mi sono incappata in una sfilata di corpi d'armata dell'esercito e della marina, di tutto e di più con in testa le varie bande e con la polizia a cavallo e non che teneva a bada la gente che non intralciasse la sfilata. Anche qua la sensazione di irrealtà ha prevalso: tutti questi omarini che camminavano tutti uguali, con l'arma in spalla sinistra ed il braccio destro che faceva su e giù al passo tutti insieme allo stesso ritmo, lo sguardo fisso in avanti, una posizione strana che sembrava che fossero guidati dal naso puntato in mezzo alle scapole di quello della fila davanti, tutti con gli stessi colori di incarnato e capelli, tutti rasati sotto i berretti e cappelli di tutte le fogge, insomma mi parevano degli alieni. Robb de matt. C'erano pure delle figliole militari ma ci mettevi quell'attimo a distinguerle dagli altri e francamente non so nemmeno come avessero i capelli. Glieli avranno rasati pure a loro, povirazze?? Mah ...
Oslo non mi ha impressionato più di tanto per il momento, è molto moderna ma un pò fredda e non mi sembra di aver visto nulla di imperdibile. Tranne l'opera house che è davvero un colpo d'occhio notevole, di giorno come di notte

Domani abbiamo ancora qualche ora e cercherò di capire meglio come funziona questa città. Per il momento mi sono camminata in lungo ed in largo la strada principale che porta più o meno dalla stazione centrale al Palazzo Reale e poi questo nuovo insediamento realizzato sull'acqua che si chiama AkerBrygge e che è una roba di grandi palazzi con pretese di design, destinate ad un insieme di usi dalle abitazioni agli uffici ad una serie di gallerie di negozi (per lo più stracci debbo aggiungere) e poi locali locali locali dai ristoranti ai lounge bar e via narrando. Un luogo della movida direi ma di nuovo un pò freddo nell'insieme.
Il progetto ricorda un pò quello che stanno facendo gli olandesi ad Amsterdam con il quartiere di Ijburg e questa è un'immagine di come dovrà essere il progetto una volta completato, per il momento ne manca ancora una parte significativa e i lavori vanno avanti mi chiedo se finiranno davvero per realizzarlo tutto. Le case sembrano tutte occupate comunque ed hanno pure l'aria parecchio costosa.
Non sono ancora andata alla rocca e non ho visitato musei, quando ho poco tempo preferisco camminare naso all'aria nelle città per cercare di captarne l'anima. Vediamo poi domattina che possiamo fare prima dell'aereo che ci porterà indietro ...
ottobre 08, 2009
Cronache nordiche
Innanzitutto ho letto. Camilleri per la precisione, che mi pareva che leggere
e poi alzare gli occhi e guardare la sala con le capocce degli alci e gli sci di legno, piuttosto che la boiserie piena di libri vecchi, o le piste innevate fuori dalla finestra con tutte le casette rosse di legno sotto la pineta ... insomma mi pareva un contrappasso degno di nota.
Poi ho mangiato del pane da urlo. Ecco se morirò sovrappeso, se i tre kili in meno non aumenteranno mai, se non farò mai la modella, sarà per il pane. Posso rinunciare con classe a qualsiasi delizia della tavola dolci e cioccolata inclusi (beh solo quando sono in dieta, chiaro), già mi riesce più difficile con la pasta ma il pane!!!! noooo sul pane non si può!! e qua ci sono dei pani da urlo. Con tutti i semini dentro, la farina integrale, di segale piuttosto che cereali vari. Insomma un pò come in Olanda con la differenza che là il pane è prevalentemente a cassetta qua invece sono proprio pani, sfilatini e panini, rosette e quant'altro fa glicemia ...
Poi sono andata ad ammazzarmi in palestra e, dovevo smaltire il pane no?, mi sono sparata più di un'ora tra corsa, cyclette e step. Evvai. Poi mi sono trasferita in piscina dove ho nuotato, che volevamo mica trascurare le braccia no? Poi mi sono ficcata nella jacuzzi e sono andata in ebollizione. Poi mi sono goduta un bagno turco ma poco perchè non è che mi piaccia tantissimo. Poi sono tornata nella piscina, fredda. Il tutto guardando le piste da sci. E guardando pure quei tre o quattro ragazzini indigeni che la jacuzzi se la facevano fuori, su un bel terrazzino coperto di neve e, in piena crisi ormonale suppongo, ogni tanto schizzavano fuori dalla vasca, si buttavano a correre sul terrazzo, si sbattevano per terra a pancia in giù, non so bene come facessero a starsene coricati nella neve un tot, poi si alzavano e di corsa tornavano a sbattersi a mollo nell'acqua calda e bolliciosa dell'idromassaggio. 'mbè? ognuno si diverte come può, suppongo. Io mi sono detta che sarei stata di troppo, gli avrei rovinato il gioco, insomma non era cosa di attraversare il terrazzo gelato in costume da bagno, nemanco se nella jacuzzi ci fosse stato George o Brad.
Sono pure andata a spasso per il paese che però a girarlo a piedi non è che sia poi quella cosa ed in più nevicava e quindi dopo un pò mi sono scocciata e son tornata in albergo. Del resto immagino che se non vieni qua per sciare che ci vieni a fare?
Mi sono stupita che le montagne sono delle collinone in realtà, mica lo so a che altezza siamo ma piuttosto bassi direi. Del resto non è come stare da noi che d'inverno la neve te la devi andare a cercare sulle montagne se vuoi sciare, no? qua ne viene a mucchi, suppongo, senza nemanco chiederla. Però le piste debbono essere parecchio noiose, larghe larghe e piatte piatte. Boh ...
Bene, adesso sono qua, in una delle diverse lounge di questo albergo inizio novecento, un pò coloniale, un pò inglese, un pò caffè brun, Peter ed i colleghi hanno un party (tema: after sky anni '80 con competizione con quelle macchinette che simulano la sciata, quelle delle sale gioco per intenderci). Ho finalmente fregato il pc al batavo e scrivo e leggo anche se un pò di corsa. Domani si riparte per Oslo e mai come in questo caso la meta sarà il viaggio, non ne vedo l'ora. E mi mangerò i gomiti per non aver portato la macchinetta fotografica. Ri-merd
Cena. Interessante quistione ... debbo strappare il batavo agli amichetti suoi che non ho proprio voglia di difficili conversazioni in cui far finta di trovarle divertenti ...
Blog temporaneamente al fresco ...
Ho seguito il batavo in missione in Scandinavia: è partito lunedì per la Danimarca, proseguito martedì per la Svezia e mercoledì in Norvegia dove io l'ho raggiunto!! Ci siamo incontrati ieri sera all'aeroporto di Oslo come ai vecchi tempi quando per poterci vedere coglievamo l'attimo dei rispettivi viaggi di lavoro e ci davamo appuntamento negli aeroporti di mezza Europa.
Se ci penso adesso mi sembra impossibile ma siamo andati avanti in questo modo per un paio di annetti! A volte mi dico che la nostra relazione stava scritta davvero nelle stelle perchè io, sposata e con due figli che tra tutti e due non facevano 10 anni, incontro sto cristiano in Olanda e mi si fissa in capo, torno a casa e ringrazio i miei numi tutelari che quello sta dall'altro lato d'Europa, due anni dopo lo rivedo e doveva essere un one night stand, era il '91 e stiamo ancora a raccontarlo adesso, ci frequentiamo a sprazzi per 2 anni in giro per le capitali europee, poi lui si trasferisce in Francia e ci rimane per un 6 anni e alla fine ci raggiunge in Italia ... voglio dire, se non era scritto nelle stelle questo mi domando cosa ..
Cmq, torniamo a noi.
Ieri sera quindi da Oslo abbiamo preso una macchina ed abbiamo guidato per un bel 4 orette in mezzo a panorami pazzeschi (finchè s'è visto, claro) di larici e laghi e casette di legno che Biancaneve gli fa un baffo, per arrivare a Geilo che mi dicono essere un'importante stazione sciistica. Ora sono nella nostra stanza che pare uscita dalle pagine di un libro tanto è carina, non so bene che farò oggi ma immagino un pò di SPA e poi una passeggiata qua attorno per vedere i posti. E' grande però per cui boh .. ora vedo. Domani si ritorna ad Oslo dove il batavo ha un altro incontro di lavoro. Sabato mattina ancora Oslo e poi - ahimè - si torna a casa, dove troveremo una princi esaurita per aver tenuto a bada le iene in solitaria per quattro giorni. Che sarebbe stato carino fermarci un pò di più ma davvero non ho cuore di pinzare la princi più di tanto. E poi ci aspetta ancora un giro in Olanda nel prossimo futuro, quella scappa di casa e non si fa più trovare.
Quel che ho visto finora mi ha davvero emozionata, io ci ho un feeling con questi panorami nordici mi sa che in una vita precedente ero una contadinotta rubizza con gli zoccoli foderati di pelliccia e la parannanza di renna.
Ovviamente ho lasciato a casa la macchina fotografica. Ovviamente sono deficiente. Ma questo si sapeva
ottobre 03, 2009
E so' soddisfazioni!!!
Mi sono detta che con il sole a palla ed i boschi che cominciano a diventare dorati non si poteva stare a casa e quindi mi sono arrischiata ad uscire da sola con le due belvette.
Successo strepitoso!!!
La grande ha sempre camminato al mio fianco mentre la piccola trotterellava sul sentiero e fuori e dentro il bosco. Non ho mai dovuto richiamarla perchè non si è mai allontanata per più di una cinquantina di metri. In un'occasione si sono entrambe lanciate in corsa ed il sentiero faceva una curva per cui le ho perse di vista. Temevo che avessero visto qualche capriolo o simili e stavo già preoccupandomi quando ho ricordato le indicazioni dell'addestratore e mi sono semplicemente fermata. Dopo 3 o 4 minuti sono tornate entrambe indietro, sbucando dalla curva mi hanno vista e, rassicurate, si sono fermate. Allora io, invece di chiamarle mi sono girata e mi sono incamminata nella direzione opposta e dopo tre passi le avevo entrambe all'altezza del mio ginocchio!!!
Ero da sola nei boschi, una giornata meravigliosa, camminavo a passo spedito e con le mie due cane assaporavo ogni fruscio, ogni profumo, ogni colore. Mi sono sentita davvero al massimo ed in armonia con il creato tutto. Io in effetti sono un pò fifona e non mi piace molto andar per boschi da sola, ho sempre paura di incontrare qualche animale selvatico o qualche mandria con i cani ma oggi mi sono sentita davvero padrona della situazione.
Sul percorso di ritorno le ho messe al guinzaglio, appaiate, ed hanno camminato come due gioiellini senza tirarmi a destra e manca e senza impuntarsi come muli.
E' stata davvero una soddisfazione, dopo tutta la fatica fatta per addestrarle! A me non è mai interessato ottenere due cane da salotto questo era quello che volevo ottenere ed averlo visto accadere oggi mi ha davvero esaltata. Bisognerà continuare, non è ancora perfetto e soprattutto per ottenere che ti raggiungano immediatamente (per esempio di fronte ad un pericolo di qualche genere) mi sa che ce ne vuole ancora un pò. Ma adesso so che loro ed io ce la possiamo fare.
E' stata una bella camminata di un tre orette buone, a cui si è aggiunta nel pomeriggio un'altra sgroppatina nei boschi per un altro paio di ore. Ora sono cotta e sto per fiondarmi a letto, le cane sono svenute nelle loro cucce e non credo che muoveranno nemmeno un pelo fino a domani.
Prima di tornare a casa abbiamo sentito nel bosco i bramiti dei cervi in amore. Che emozione!!
ottobre 01, 2009
E poi la (mia) vita continua ...
E tocco di nuovo terreno solido e concreto pensando che ieri sono andata alla scuola dei cani e mi sono fatta un panaro tanto. Che i cani lavorano e su e giù e fai questo e fai quello, e ieri la cana grande ha fatto gli attrezzi per la prima volta e nemmeno se n'è accorta tanto era eccitata ed aveva voglia di fare. Ma ancora più di sicuro io corro come una lepre prima con una e poi con l'altra. E allora mi dico ma non è che invece di andare in palestra e spendere soldi ulteriori (che qua stiamo a ballà sul ponte del Titanic mi sa) non farei forse meglio a venire due volte la settimana dall'addestratore? farebbe bene alle cane ed a me. Peccato che l'addestratore sia un filino troppo impegnativo di pirsona pirsonalmente .... che io sono tollerante e democratica ma tutta sta spremuta di nazionalsocialismo in divisa da parà dopo un pò mi batte in testa, anche se il soggetto in questione alla fine è una brava persona.
E poi penso che ho cucinato una torta verde che è venuta un fenomeno, grazie alle erbe miste della contadina della montagna che, porca loca, è davvero scarpe grosse e cervello fino. Lei prende tutta una serie di erbette che diversamente dovrebbe buttar via (il ciuffetto di costine fini fini e lunghe lunghe, il pezzetto di cipollotto rachitico, la carotina diversamente cresciuta, e poi erba di s. pietro, boraggine, menta, basilico, timo, cerea che poi sarebbe la santoreggia, erba cipollina e adesso che ci stiamo arrivando anche un pò di verza, etceterà etceterà) e ci fa un bel mescuglione che profuma come un prato e lo vende alle madamazze come la sottoscritta che a noi ci sembra di ripetere gli antichi gesti. Antichi gesti un corno, credo che lo venda a 8€ il kg. Che poi prima di farne un kg ne dovresti comprare un montagna, ma tant'è.
Comunque il mescuglione, rivisto giusto quel tanto che basta a togliere i rametti più duri, sciacquato velocemente che tanto è pulito, e messo in pentola ad appassire con un pezzetto di cipolla e olio qb, ne viene una base per fare di tutto un pò. In primis le frittatine piccine o anche il ripieno di una torta verde.
Quindi mescuglione o altra verdura a scelta, ricotta (e nel caso in questione anche un avanzo di ricotta secca - o seiras dal fen - comprata in alpeggio) uno o due uova a seconda di quanto ne viene, sale e pepe alla bisogna, niente altri profumi che il mescuglione ne ha da vendere. Un bel rotolo di pasta brisee già pronta che non avevo tempo di farmela. Disponi sulla teglia, versaci il ripieno, arrotola il bordo a fare una bella corona di pasta attorno attorno, in forno a 180° per 45 minuti. E viene una torta verde da paura. E ci fai la tua porca figura assieme ad una bottiglia di prosecco.
E adesso la pianto di sperperare il mio tempo ed il vostro e procedo con il programma della giornata che prevede di preparare le alici marinate ed il polpo lesso per l'insalata. Nonchè di affrontare quel mucchio di roba da stirare che imperiosamente mi urla di far qualcosa che tra un pò crolla tutto sul pavimento.
E poi UDITE UDITE ho pure da LAVORARE (nel senso proprio di fare una roba professionale che poi una fa pure la fattura e gliela pagano) ma questa è un'altra storia e la scrivo un altro giorno
Uno schianto. Click. Buio.
24 anni, cazzaro uguale a lui, non per niente si sono visti e amati al primo colpo o giù di lì. Un paio di anni di università passati a battere insieme e tanto tutti i bar della zona, insieme e pochissimo le aule scolastiche. Mio figlio smette di far finta di studiare, complice il fatto che io gli taglio i fondi e non gli pago più le tasse. Lui invece prosegue l'andamento lento. Poi fa il PR per alcuni locali della movida torinese. Vivono entrambi di notte. Le foto che mio figlio pubblica su fb li ritraggono spesso insieme, varie e svariate feste, presumibili alterazioni io voglio pensare alcoliche, poi loro avranno fatto quel che avranno voluto, mamma a sto punto non c'entra più niente.
Vita pulsante, cazzara o meno, incontenibile dentro gli schemi dell'umana gente. Vita che non aveva ancora trovato una regola ma che prima o poi l'avrebbe trovata. Vita intelligente che si abbrutisce chissa perchè o forse proprio perchè.
E adesso sono 24 ore che questa vita non esiste più. Uno schianto in moto e l'interruttore ha fatto clic. Luce spenta. Buio. Fine delle trasmissioni.
Ed io penso a quella madre e non me lo posso nemmeno immaginare. Io che quando sento una sirena di ambulanza penso a quante possibilità ci sono che stia andando a prendere uno dei miei. E viviamo vicino ad un parcheggio ambulanze, capisciammè.
Io che di notte mi prenderei a martellate perchè mi sveglio e penso a che cazzo starà facendo quello e poi mi dico 'a cuccia e dormi, idiota' ma tant'è al prossimo cretino che passa rombando per la strada sotto casa, alla prossima sirena, alla prossima motocicletta il pensiero schizza in avanti un'altra volta.
E non c'è nessuna ragione per cui uno si e l'altro no. Quindi nemmeno domani o dopodomani ci sarà nessuna ragione per cui l'altro no.