Obiettivo Trop Model

settembre 01, 2011

Odio la fine

C'è chi ama le vacanze a settembre e, per certi aspetti, non posso che essere d'accordo: è più economico, le giornate sono ancora lunghe e luminose, il mare è caldo ... insomma una estate leggermente di serie B ma sempre estate, no?

No.

E' finita. L'aria di festa che si respira? è finita. La gente in giro per ogni dove che tu smadonni perchè i tuoi luoghi non ti piacciono con tutto sto casino? è finita. I mercati pieni di bancarelle? è finita. La roba che scarseggia perchè c'è troppa richiesta? è finita. Le attese al ristorante? al bar? nei negozi? è finita.

Che poi tra oggi, giornata calda luminosa e soleggiata, ed un mese fa, giornata grigia, fredda e piovosa, fosse molto meglio oggi è un fatto, ma che ci posso fà se questa settimana, la prima di non vacanza, mi sembra tutto smorto e privo di vita?

E' come a Natale: aspetti, aspetti, aspetti e poi, in men che non si dica, è finito tutto. E a me mi fa una sottile tristezza ...!!!

agosto 21, 2011

Essere capaci a dire di NO

Ecco, io non ne sono capace. Se qualcuno mi chiede una cosa qualsiasi a me in genere parte il SI automatico, poi magari mi accorgo di aver messo in piedi il peggior bordello che si possa immaginare e comincio ad mangiarmi le dita cercando di rimediare.

In famiglia non siamo però tutti così, c'è stata direi una certa sperequazione nella distribuzione delle caratteristiche personali. Per esempio, prendi mio fratello, parte attiva della coppia più figa del creato.

Alla richiesta

"Fratello che sei in vacanza a Reggio Calabria, saresti così gentile da permettere alla tua nipote 24enne (che non te la caghi mai nè mai te la sei cagata, ma questa è un'altra faccenda), assolutamente sola, pulita, ordinata e rispettosa, di dormire nella tua casutza della montagna per nr. 1 notte onde evitare di schiattar di caldo da sola a casa (dove al momento si registrano temperature oscillanti intorno a 40°)? Casutza che al momento è peraltro vuota e non utilizzata"

Lo sventurato rispose

"NO"

Semplice no???? eccheccevò???????????

agosto 20, 2011

Che brutta gente

Seguo da anni un blog che negli ultimi giorni è diventato particolarmente famoso. La sua autrice è ammalata di cancro ed ha sempre parlato di se stessa e della sua battaglia con grande forza e leggerezza insieme, senza usare giri di parole ma neanche toni da predicatrice, senza mai entrare nel dettaglio del perchè e per come delle sue scelte ma semplicemente presentandole come dati di fatto.

Lei è una giovane donna con una serie di lavori più o meno precari alle spalle ed una situazione attuale poco rassicurante, pertanto qualche mese fa aveva scritto un post chiedendo che a chiunque una buona idea da proporle per riuscire a mantenersi compatibilmente ai suoi problemi di salute. Una delle lettrici (o forse più di una, non so) aveva suggerito ad una importante testata giornalistica di 'adottare' il blog sul proprio sito e così in effetti è accaduto.

Ovviamente a quel punto il blog è decollato mantendosi più o meno in limiti ragionevoli fino a quando lei ha annunciato il proprio matrimonio. Apriti cielo. I telegiornali di gossip ci hanno intinto il pane, la notizia è finita su varie testate più o meno locali ed è cominciata la fiera.  Il suo blog si è trasformato in un casino. Il post in cui annunciava la fatidica data ha avuto quasi 1000 commenti, un post di aggiornamento sta lievitando di ora in ora. In rete sono finite foto, interviste ed il video della cerimonia.

Mi sono presa il gusto di leggere i commenti postati e sono inorridita. A parte il fiume di melensaggini immaginabili (e fin qui, vabbè, suppongo che possano avere un perchè) sono comparsi quelli che ipotizzano che tutta la faccenda sia un fake, ovviamente le fanzine si sono inalberate ed hanno rintuzzato l'attacco nemico. Nel frattempo sono arrivati quelli che 'fai male a fare la chemio curati con questo e quell'altro' e di nuovo le fanzine si sono scatenate. Poi sono arrivati quelli che dicono alle fanzine 'ma insomma! state esagerando!!' e le fanzine si sono offese. Poi sono arrivati i censori che hanno strillato 'ma insomma!! nessuno che faccia rispettare la decenza qua dentro?'.

E così via ...

Ora, io spero che l'autrice stia ricavando dal suo blog quel che voleva/volesse/vorrebbe/vorrà ricavarci perchè tutto il cucuzzaro è diventato davvero pesante e mi domando che effetto possa mai farle. Che la rete non sia necessariamente piena solo di fini intellettuali mi pare ovvio e legittimo, ma è per me sempre una sorpresa constatare che esiste una tale quantità di persone che amano il brivido sottile della sfiga altrui (toccandosi le palle per non correre rischi), che si sentono in dovere di ammannire lezioni a destra e manca, che del 'guarda e passa' non sanno che farsene, che portano il pensiero semplice a vette davvero imprevedibili, insomma ... una tale messe di idioti!

E come disse un giorno un carissimo amico mio: mi fa impazzire che il peso elettorale di questa massa di idioti è assolutamente uguale al mio!

agosto 14, 2011

ciò il blocco

Complice una connessione di rete che fa letteralmente hahare, mi si è bloccata la produzione letteraria. Quindi schiaffo (se il collegamento regge) un paio di fotine vacanzifere e se ne riparla poi. Quando? boh ...

Ma chi me lo doveva dire a me??????

agosto 05, 2011

Esterofilia

Stamattina passeggiavo per il paesello dove abbiamo l'albergo, vicino a Limerick. Borgo leccatino e turistico, una strada, due grandi alberghi, una decina di cottages con il tetto in paglia (che ci fanno qui? non e' tipico della zona), un numero imprecisato di campi da golf, un tot di casette sparse nel verdissimo.

Nell'insieme un aspetto curato e sicuramente agiato anche se in Olanda una roba cosi' e' molto piu' comune di quanto io non abbia visto qua.

Si fa in fretta in questi casi a guardarsi intorno e notare che le strade ed i marciapiedi sono p.u.l.i.t.i. e si fa altrettanto in fretta a capire che sí il senso civico della gente la fa da padrone nel non sporcare, nel parcheggiare in modo decente, nel tagliare l'erba del giardinetto davanti a casa oltre che quella del tuo giardino etc etc etc ma oltre a questo vedo in un tratto di circa 500mt almeno tre addetti alla pulizia! spazzolone, pala e bidone della spazzatura stanno ripulento di terriccio e di foglie cadute i bordi della strada ed il marciapiede. Un'altro, rete alla mano e stivali nei piedi, sta ripulendo il laghetto da foglie e vari debrids. Un paio si occupano delle aiuole: rimuovono le foglie morte e spazzano il pratino tenuto rasatissimo. Il parco e' grande e perfettamente tenuto dalle enormi piante secolari ai prati che sfoggiano un'ordinatissi'mo e folto tappeto erboso. E per forza! penso, con la temperatura fresca e l'abbondanza di piogge che c'e' qua!!

Poi penso che in quanto ad abbondanza di piogge anche noi a casa non ci siamo fatti mancare niente e che pure il clima e' stato finora parecchio secco. Infatti al parco davanti a casa l'erba e' alta un buon 80cm. Ci si perdono bambini e cani dentro ed i detriti si nascondono beati. Per forza!! dall'inizio dell'anno l'erba e' stata tagliata nr. 1 volta!!! e ovviamente quando viene tagliata in queste condizioni quella sotto e' praticamente secca ed i prati del parco invece di essere verdi sono gialli. Ma perlomeno le schifezze che la gente ci butta (incluse le deiezioni dei loro beniamini) si vedono da lontano e magari qualcuno la faccia se la vergognera' bene no??

Anche la pulizia delle strade da noi e' qualcosa! di addetti non se ne parla, in compenso passa ogni taaaanto un'infernale macchina aspira e spazzola e lava che fa un rumore davvero inquietante. Non c'e' bisogno di preoccuparsi pero' tanto non passa mai!!! L'ultima volta che l'ho sentita arrivare mi sono affacciata per la sorpresa ed ho notato che stava piovendo! Capite? piove e quelli mandano la macchina a lavare la strada!!!

Gli addetti che ho visto lavorare alla pulizia delle strade qua attorno sono tra l'altro persone non giovanissime, non direi in odore da pensione ma sicuramente sopra i 50anni. Mi sono chiesta se sono operai di qualche istituzione locale che fanno quel lavoro da sempre, o magari fanno parte di un programma di reinserimento per 'giovani anziani'che in virtu' della crisi hanno perso il lavoro, oppure ancora sono volontari, chissa'!! Sta di fatto che ci sono.

E non e' che qua se la passino poi tanto bene eh? che Andare e' un borgo da cartolina ma Limerick, dove sono stata oggi, mostra chiari e lampanti i segni di una crisi economica vissuta anche loro sul filo del rasoio.   Strade intere con l'aria parecchio collassata, pochissima gente in giro, edifici pubblici o monumenti chiusi e con poca gente in giro una certa aria di consistente desolazione.

Tutte queste riflessioni mi hanno portata ad allargar le braccia: di Berlu non ci libereremo prima che il cielo se lo riprenda e, andando avanti di questo passo, mi sa che il cielo e' parecchio in ritardo. Con lui al governo ed il manipolo di bravi al suo soldo stiamo assistendo alla fiera degli incapaci. E questa incapacita' percola da tutto e tutti. Nel caso specifico, i comuni non hanno soldi e non fanno manutenzione , la gente vede in che stato versa la cosa pubblica e decide di non camminare neanche quell'extra mile che consente di non lasciarsi una scia di detriti alle spalla

Mala tempora .... :-(

agosto 03, 2011

Dove siamo?

Sembra quasi di arrivare a Lampedusa, solo che fa piu' freddo ..

Parlano strano eh??

e guidano strano ...
il tempo non e' proprio il massimo ma ha il suo fascino
poi c'e' anche il mare ...
e le casette sono troppo belle ...

luglio 30, 2011

Uomini. Uomini?

Hanno intorno ai 40 anni e pure qualcuno in più. Vivono da soli ed hanno mestieri moderatamente coinvolgenti. Amano pasticciare con le emozioni come degli adolescenti, volando di fiore in fiore con la scusa della musica e della danza, sono al centro delle attenzioni di nutriti gruppi di giovani donne che si contendono la loro grazia sperando in un esclusiva che erò non arriva mai. Hanno una morosa ma non amano definirla tale, in genere lei li ama molto più di quanto loro amino lei. Ciò non di meno non si sentono in dovere di lasciarla perchè 'per certi aspetti la amo'. Che poi lei si faccia in quattro per tenere a bada la propria gelosia, che lei riceva molto di meno di quanto non dia, li intristisce ed intenerisce ma non sembra essere ragione sufficiente per troncare.

Si concedono graziosamente alle altrui femminili attenzioni senza pretendere niente in cambio ed il fatto stesso che non allunghino la mano fa si che le offerte si sprechino. Le accolgono con piacere, spizzicando a dx e manca, e poi si chiedono 'ma che ci faccio io alle donne?'

Di nuovo, non gli pare che razzolare in parecchi pollai sia poi sto granchè, si aggiustano la coscienza dicendosi che loro gliel'hanno detto ad Anna, Paola, Maria o Pasqualina che non possono dare il cambio lo stesso amore che ricevono ... Se le medesime provano a stringere il cappio fuggono alla velocità della luce o fanno resistenza estrema, di nuovo senza prendere decisioni drastiche. Quando la misura è colma è la signorina_in_procinto_di_diventare_ex che deve prendere l'iniziativa.

Se gli chiedi qual'è il tipo di donna che non amano loro ti rispondono in termini così vaghi che tu pensi 'però ando cojo cojo eh?!'

Ecco, costoro sono uomini o bambini????? e, segnatamente, cresceranno mai? Ma la sindome di Peter Pan così grave è diventata?

luglio 24, 2011

Boicottare il lavoro nero?

o sfruttato o malpagato, insomma, ci siamo capiti.

Stamane, come tutte le domeniche, spedizione al mercato del paesello montano dove Carla la contadina mi vende frutta e verdura ormai da qualche anno. Acquisto prodotti anche un poco più cari di quelli provenienti dal circuito distributivo dei mercati generali ma con una garanzia di freschezza assoluta, sostenendo il lavoro del coltivatore diretto ed evitando di contribuire alla movimentazione su terra di ingenti quantitativi di merce con relative problematiche di inquinamento ambientale e non. Chiaramente la varietà è solo quella stagionale e locale ma a me/noi va benissimo così e ci sembra di fare la cosa giusta, oltre che la cosa buona (e la differenza, vi assicuro, è notevole).
Il mercato in questione è piccolino quindi fortunatamente non ci sono grosse occasioni per buttar via quattrini ma il solito banco acchiappatutti c'è: un blocchista nordafricano con due ragazzi che non hanno nemmeno il compito di ricevere i pagamenti (i pezzi non costano mai più di 5€ cad), normalmente biancheria intima ma oggi aveva anche una montagna di occhiali da lettura, quelli da presbite, da vecchietti insomma. Io non so chi dei miei pochi lettori sta già combattendo con le scritte che diventano ogni giorno più piccole e più sfocate ma vi assicuro che è una rottura di scatole significativa. Anche perchè, a meno di avere occhiali con lenti a più gradazioni (multifocali), il casino è che per vedere a distanza gli occhiali non occorrono anzi sono fastidiosi mentre se non ce li hai non leggi una ricca fava. La spesa diventa una rottura di palle non da poco: leggere gli ingredienti, i prezzi, le pezzature ... insomma il supermercato è un campo di battaglia. Nonchè qualsiasi altra situazione in cui leggere possa avere una qualche rilevanza. Incluso prendere un caffè al bar: hai visto mai che ti venisse voglia di dare una scorsa al giornale?

E ovviamente sei sempre in un posto diverso rispetto agli occhiali! Fino a quando non ne hai comprato un numero sufficiente da spargerli per ogni dove tu possa averne bisogno (la borsa, la scrivania, la macchina, la libreria, in cucina vicino ai libri di ricette, in un paio di tasche tattiche, etc etc etc).

E qui viene il bello.

Perchè gli occhiali fatti dall'ottico sono effettivamente meglio calibrati, li usi ad una distanza ragionevole anche superiore ai 30-40 cm che pare essere la distanza di lettura, per esempio vanno bene anche per lavorare al pc. Possono poi avere montature accattivanti e modaiole, lenti eventualmente colorate per leggere anche al sole e via narrando. E costano di conseguenza! dipende ovviamente dalla montatura ma quelli che la cana bionda mi ha masticato arrivavano tranquillamente intorno ai 250€ (e notare che le lenti da presbite non sono particolarmente sofisticate quindi dovrebbero costare meno di altre)



Io ne ho fatti fare due paia e poi ho deciso che non mi potevo svenare per la presbiopia e quindi sono ricorsa a quelli da farmacia: 30€. Colorati, non proprio bruttissimi ma si può fare di molto meglio, hanno il grosso difetto di essere calibrati esattamente per la distanza di lettura di cui sopra e quindi tutt'intorno il mondo appare ingigantito e sfocato, inclusa la distanza di ca. 60cm necessaria per scrivere al pc. Danno abbastanza fastidio in effetti anche se la lettura in sè e per sè funziona bene, forse persino un poco meglio degli altri.

E poi ci sono quelli del mercato, del blocco di oggi ad esempio. Montature bruttarelle ma anche molto colorate, disegnate, vagamente modaiole, calibrati esattamente come quelli da farmacia, costo: 3€. Attenzione, ripeto, 3(si legge tre)€.

Poi guardo meglio e vedo che l'etichetta dice importato dalla ditta individuale XenXiaoPong indirizzo questo e quest'altro, Roma.

E allora penso alle fabbrichette nascoste negli scantinati, con gli immigrati cinesi (o anche più probabilmente le immigrate) che lavorano 12x7 e non escono nemmeno per andare a fare una passeggiata, e non imparano l'italiano e vivono in ghetti che non capisci come sia possibile che le pizzerie sono ormai quasi tutte gestite da cinesi ma in giro per strada non se ne vedono mai, men che meno al cimitero. Voglio dire sono la metà di melle possibile che non abbiano visibilità alcuna?

E penso al nostro indotto dell'abbigliamento, della pelletteria, del tessile, piuttosto che alla cucitura/produzione dei divani che vanno a farsi fottere perchè non riescono a reggere la concorrenza di produzioni che lavorano al di fuori delle regole anche quando lavorano sul territorio italiano. E penso pure ad una dichiarazione di made in Italy che ti chiedi a cosa serva se poi viene fatto a queste condizioni, magari assemblando localmente oggetti prodotti sui mercati cinesi alle condizioni che sappiamo essersi realizzate laggiù (e mi riferisco sia allo sfuttamento del lavoro che alla disinvoltura nel copiare).

E allora mi dico, come mi sono detta un tot di volte fino ad oggi, che nossignore questo approccio al mercato non va sostenuto, costeranno anche di meno ma io non li compro i prodotti che arrivano da questi meccanismi qua. E si badi bene che non è una questione di razzismo o simili stupidaggini, è proprio che lo sfruttamento del lavoro i miei soldi non li avrà. Soprattutto se dietro c'è una produzione sul territorio italiano e non ci sono tutte le considerazioni a latere del tipo 'si vabbè ha 11 anni e cuce palloni ma almeno così la sua famiglia mangia' etc etc etc

E quindi gli occhiali non me li sono comperati.

Ma poi mi sono sentita un pò stupida perchè, al di là della validità di quanto sopra, quel che davvero stamane mi sono chiesta è  se a fronte di qualità dei materiali tutto sommato analoghi e di lenti che sono poi delle semplici lenti di ingrandimento, è mai possibile che un costo dieci volte maggiore quando non poco meno di cento volte maggiore sia giustificato????

Perchè va da sè che gli occhiali acquistati in farmacia sono esattamente la stessa roba, solo che la distribuzione e vendita è un pò meno raffazzonata del banco di blocchista al mercato.

E cosa vogliamo dire del mio ottico che mi vende un paio di occhiali in acetato, carini finchè vuoi ma sicuramente non pezzi unici, dopo avermi misurato la vista e dimensionato le lenti in modo che accomodino la mia presbiopia ma anche un tot di astigmatismo (operazione che ha richiesto circa mezz'oretta a voler esagerare), mettendo dentro tutto dal costo del negozio fighetto in centro al suo lavoro nell'aiutarmi a scegliere la montatura (viste tutte e scelto la prima max seconda che mi aveva mostrato) al lavoro di coloro che gli occhiali me li hanno poi preparati; insomma anche volendo essere generosi ma tutto ciò davvero giustifica un prezzo 80 volte maggiore?????

E' quindi così corretto boicottare il lavoro cinese, per scorretto che sia, a favore del ciclo made in Italy (ammesso e non concesso che lo sia davvero fino in fondo)?

luglio 21, 2011

Vorrei che fosse chiaro

Che poi non si dica che è colpa mia, vero Brezsny?????



Ariete21 marzo – 19 aprile Ho sognato che eri in una pasticceria. C’erano tutti i dolci più buoni che potresti immaginare: la torta di carote, il cheesecake alle fragole, la torta alla crema di burro, dolci di compleanno che sembravano scesi dal paradiso. Purtroppo, però, c’era un problema: anche se avevi i soldi, non potevi comprare niente. C’era un grosso cartello appeso alla parete con la scritta “Non si vendono dolci agli Arieti”. Cosa pensi che significhi questo sogno? Ma soprattutto, cosa pensi di fare in proposito? Nel mio prossimo sogno, ti consiglierò di farti comprare una torta da un amico. Oppure di andare in un altro negozio. Decidi tu, i presagi astrali dicono che per te è ora di avere il dolce che vuoi

luglio 15, 2011

Scrivo poco ...

ma faccio tanto! :-)))

A parte il solito tran tran che sta un pequeno stretto recentemente, il ballo ed il cavallo assorbono buona parte del mio tempo libero e soprattutto dei miei pensieri. Se tanto mi dà tanto forse quest'inverno muoio perchè quest'estate è davvero ricca di emozioni, di persone, di energia, di scoperte e di conferme. Quando penso che ho 54 anni e non ho più davanti una vita intera per vivere tutto ciò che mi sta capitando mi si stringe il cuore, non ho davvero abbastanza tempo. Mi penso 64enne e mi dico che allora sì che sarà tardi, e 10 anni passano così in fretta e, insomma, sono ad un passo dalla fossa. Poi ripenso al fatto che fino a poco, pochissimo tempo fa pensavo che 54 fosse già oltre e mi dico ... vabbè chi vivrà etc etc

Avevo scordato che ci si poteva guardare nello specchio e compiacersene invece che tollerarsi solo. Che i capelli non sono fatti solo per stare stretti in una crocchia. Che gli occhi non servono solo per guardare ma anche per vedere e per parlare. Che gli occhi degli altri possono scaldare parecchio ...


Lei è Jamila la fanciulla che mi sta insegnando a andarci d'accordo con i suoi modi ed i suoi ritmi. Imparo a trottare e sono sempre più sicura, imparo a dirle cosa voglio che faccia per me, a non avere paura di questa mole grande ed elegante e finalmente posso guardare i suoi occhi dolci senza paura di un morso o di un pestone. Guardo le fanciulle che concentrate e determinate mandano i propri cavalli al galoppo ed affrontano gli ostacoli, penso che gli ostacoli probabilmente anche no ma il galoppo sì, ci voglio assolutamente arrivare. La forza, l'energia, lo scarico di emozioni negative ... ci vedo tutto dentro. Esco dal maneggio madida di sudore, impolverata e puzzolente e mi sento la dea della forza (fa ridere, lo so, in fondo sto solo facendo del gran trotto in un paddock ai margini della città, ma che ci debbo fà? mi sa che mi manca lo spirito critico. E per fortuna mi vien da aggiungere)


E quando è notte è facile trovare una piazza con un gruppo di ragazzi che hanno voglia di suonare e gente che ha voglia di ballare. Incredibile come la polizia, i carabinieri a cavallo, la guardia di finanza, lo stato 'amico' di questi anni bui non abbia ancora trovato un buon motivo per impedire queste botte di anarchia. Ascolto la musica, imparo a ballare, imparo a lasciare ad un altrO il controllo, imparo a non ascoltare con la testa ma con il corpo, mi lascio guidare e trovo una me stessa che sapevo era lì che mi aspettava per venir fuori.

Il batavo mi guarda come una bomba inesplosa, prova a sminarmi ma non sa come fare, gode della sua fetta di ritrovato splendore e non capisce. Io mi guardo da dentro e da fuori e mi auguro di saper essere una buona equilibrista, guardo sotto e vedo che non c'è la rete, mi auguro di non cadere.

luglio 12, 2011

Pare incredibile ma ....

............... -10 !!! ............

E' successo al ritorno da Vialfrè che io mi trovassi liberata da un altro mezzo chilo ma non ho voluto cantar vittoria troppo presto. Ieri, dopo un altro paio di settimane il peso è sempre lo stesso e debbo quindi arrendermi all'evidenza!!! Continuo a mangiare in modo controllato ma qualche cosa me la concedo tipo stasera che, complice una giornata movimentata ed un viaggetto a casa per riuscire ad andare al maneggio, ho mangiato gelato e bevuto bollicine!!

L'altra faccenda, persino più miracolosa, è che mangiar poco e soprattutto senza pasta, pochissimo pane, niente vino alcol etc e zero dolci non mi sta pesando affatto!!

Io quasi quasi non ci credo ...

luglio 07, 2011

Finisce la musica ma non la voglia di ballare ...

E allora prendete il parcheggio di un giardino cittadino

dalla mezzanotte alle due

un musicista ed il suo strumento
che suona questo



Otterrete la mia prima mazurka clandestina.

luglio 04, 2011

Miglioramenti???

Succede  che la persona che non avrebbe dovuto leggere questo blog (ma che invece l'ha letto) sabato mi manda un alquanto velenoso sms per comunicarmi una bella notizia.

Considerando che l'ultima comunicazione diretta risale ad esattamente un mese prima, ho deciso di interpretarlo come un gesto di avvicinamento.

Vabbè, più o meno no?

luglio 03, 2011

Avete presente Bambi?

Il cerbiattino del cartone animato, quello che poi gli uccidevano la mamma e tutti i bimbi giù a piangere, tranne poi farsi rimettere il cartone duecento volte?

E avete presente la mia cana bionda, quella matta ma simpatica, che si fa voler bene nonostante tutto perchè è simpatica ed affettuosa nonchè un pò balenga?
Ecco, ieri, lei, la stronza, ha ucciso bambi (e speriamo che, per la serie gente che non doveva leggere ma ha letto, non mi legga una guardia forestale o parente di)

Se n'è andata per il bosco come al solito, peraltro anche vicino al paese tutto sommato, solo che dopo poco abbiamo sentito dei gridi acutissimi tanto che io pensavo si trattasse di un uccello. Abbiamo intravisto la Nina che correva più a valle e purtroppo un capriolo che scappava poco oltre. Purtroppo ci siamo subito resi conto che questa volta la faccenda era seria perchè il capriolo non se ne andava e continuava a correre nei paraggi. Dopo un bel pò la Nina è arrivata di corsa ma quando ci ha trovati non ci ha raggiunto ed è di nuovo tornata nel bosco da dove è ricomparsa in un paio di minuti portando in bocca Bambi, giustappunto.

Mi sarei sparata per l'orrore. E se il dispiacere non fosse sufficiente abbiamo pure rischiato di prendere un'ammenda con i fiocchi per una sfilza di reati, possibilità peraltro neanche così remota visto che una mezz'oretta dopo, mentre stavamo mangiando i nostri panini in un'area attrezzata (con la Nina saldamente legata), è passata proprio la vettura della guardia forestale. Che poi non eravamo nel parco ma non credo che cambi molto verso il reato di caccia di frodo. Merda, merda, doppia merda.

Questa strega è un osso duro ed io dovrei continuare a lavorarla e non mollare mai il colpo, solo che è un mestiere che non paga e prende un sacco di tempo ed io ho più cose da fare che tempo per farle. Arimerda. Domani l'addestratore mi fa a pezzi.

Che strapalle

giugno 28, 2011

Una bolla spazio-temporale

Una bolla. Niente prima, niente dopo. Nel frattempo un'esperienza totale che mi ha lasciato frastornata e con, unica voglia, il bisogno di accucciarmi in un angolo buio e fresco e ripensare, rielaborare la montagna di emozioni contrastanti che questi tre giorni mi hanno regalato.

Un luogo incantato con il bosco a fare da cornice e dentro il sole, il vento, l'erba, le persone, la musica e la danza.

La musica ovunque e la qualsiasi, bande sonore da attraversare muovendosi per l'accampamento.

I musicisti perennemente abbracciati al loro strumento si fermano in ogni angolo ed improvvisano con chi trovano la musica che trovano. Suonano durante gli atelier, prima e dopo. Suonano la loro musica e quella degli altri. Suonano di giorno come di notte. Come un musicista si ferma, inizia a suonare ed un'altro lo raggiunge: prima che tu lo sappia si è formata una band spontanea.

Sotto le piante nell'area centrale, davanti ai tendoni del bar e della mensa, ci sono i tavoli e le sedie per pranzare e la gente si siede dove trova da sola o a capannelli e mentre mangia qualcuno suona, qualcuno balla, qualcuno canta

Un accampamento di zingari un pò melanconici con l'accordion a farla da padrone accompagnato dal violino, ma spesso anche con la tammorra ed il tamburello.

E poi gli atelier...! nello spazio di cinquanta metri ti lasci trasportare dai Balcani all'Irlanda, dalla Guascogna a Napoli, dalla Francia ad Israele. Sotto i capannoni si crea un microcosmo di musica che ti avvolge, di passi che ti sfidano, di sudore, di concentrazione ma anche di risate, di abbracci e di soddisfazione. Quando la musica tace arriva quella del capannone accanto ed i tuoi piedi ricominciano a muoversi senza che tu ne abbia coscienza.

Forse sai qual'è il protocollo forse non lo sai mai il tuo corpo ormai risponde da solo e non importa più molto se segue i passi oppure no, non si riesce a fermare comunque. A volte le figure sono troppo complicate per un cervello che ancora non accetta di spegnersi e lasciar fare ai piedi ed allora è comunque bello stare a guardare e vedere le danze ed i movimenti degli altri, ascoltare la musica.

Il campeggio spontaneo tutto intorno accoglie i piedi e le schiene stanche


ma la notte non è fatta per dormire e qualcuno crolla


Poi a poco a poco la domenica il ritmo rallenta, la gente comincia ad andar via, nel bosco rimangono in pochi, i toni scendono, l'eccitazione lascia spazio ad un ballo cantato, dal sapore rinascimentale, ed alle bourrèé francesi con tutti i loro ghirigori.

Lasciando il festival i capannoni brillano nel buio, da lontano arriva la voce del cantore e da dentro una tristezza, una nostalgia, un magone. Il luogo che non c'è ("il posto in cui sono stata più felice non esiste", citazione) sta per scomparire di nuovo. Io mi sento già un pò orfana.

Nobody cares if you can't dance well. Just
get up and dance. Great dancers are not
great because of their technique, they are
great because of their passion

Martha Graham
(1894-1991)

giugno 24, 2011

Allora io vado eh ....

Immaginatevi una zona nel basso canavese, un'ampia collina morenica rivestita di boschi e campi

In uno di questi boschi, una zona attrezzata

e nella zona attrezzata quattro tendoni dove di giorno seguire gli stage di ballo, di musica, di strumento, di canto e di notte i concerti, molti concerti, molti gruppi uno dietro all'altro tutta la notte volendo visto che il bosco è quasi nel mezzo di nulla ed a nessuno dà fastidio


Musica del Nord Europa, del Sud Italia, del Nord Piemonte così come francese, basca, irlandese, occitana, sarda ...

In particolare domani avrei in programma la tammorriata giuglianese e la curenta della Val Varaita




ma anche lo stage per suonare le castagnette mi attira assai



tra sabato e domenica la bourréè, la pizzica e la tarantella calabrese con un'incursione in Israele







Insomma, io conto di imparare tanto divertendomi, possibilmente di fare qualche amicizia in più. Non vedo l'ora!!!

giugno 23, 2011

Firuuuuulì Firulaaaaaaa

- 9,5!!!!

e non dico altro

giugno 22, 2011

Peccato di pensiero e di scrittura

Fatemi capire per favore se sono io che sono un mostro o che.

Io qualche volta faccio le puzzette. Qualche volta mi metto le dita nel naso, altre mi gratto in posti non menzionabili. Difficilmente faccio tutte queste cose assieme ma perchè no, potrebbe pure capitare. Quel che mi sembra più importante è che cerco di fare queste cose in modo discreto, possibilmente in camera caritatis e senza coinvolgere nessuno. Non le faccio in pubblico, non le faccio in faccia a qualcuno, non istigo nessuno a farle con me, come me o a causa mia.

QUESTO FA DI ME UNA SPORCACCIONA?

e anche

VOI CHE LEGGETE, QUESTE COSE NON LE FATE MAI?

Ora, la metafora scatologica mi serviva per arrivare a parlare di altre azioni men che nobili, questa volta atti di pensiero e non materiali.

Sono io che sono una malata terminale di cattiveria, di pettegolezzo spinto, di criticismo fine a se stesso? Oppure è normale che di fronte ad un qualsiasi avvenimento una abbia un proprio pensiero, un proprio giudizio e che questo non sempre sia quello che darebbe santa maria goretti?

Perchè probabilmente è vero che io sono venuta qua ed ho espresso sentimenti che provavo in quel momento e che non mi facevano onore ma a me sembra che la cosa importante sia il fatto che io mi sono limitata a scriverli su queste pagine virtuali tali sentimenti e pensieri e che questo mi sia servito per distillarli e dar loro una forma gestibile senza che questi diventassero delle spinte ad azioni reali.

Sono troppo indulgente con me stessa oppure è vero che quale che sia il pensiero ciò che poi importa è come o quanto tale pensiero viene poi agito nella realtà?

E necessariamente ipocrisia il fatto che, qualunque cosa una pensi, poi l'azione sia commisurata al risultato che vuole o deve ottenere nelle relazioni sociali?

Generalizzando tanticchia (che qua il discorso sarebbe lungo e complicato) a me pare che se penso che Tizio è uno stronzo colossale e che sbaglia nel vivere la sua vita come fa io abbia fondamentalmente due alternative: Tizio è verosimile che cambi (???) allora glielo dico e Tizio smette di agire da stronzo o smette di essere amico mio, Tizio non è verosimile che cambi ed allora non glielo dico ma smetto di essere amica sua. E se queste alternative non ce le ho? Cioè se Tizio è persona che necessariamente deve far parte della mia vita, o addirittura io voglio che faccia parte della mia vita anche se non sono d'accordo con i suoi valori, che faccio? Sono ipocrita se continuo a pensare quello che penso ma trovo un modo per non agire questi miei pensieri e per mantenere una buona relazione con Tizio?

E poi ancora, io ho un pensiero di qualsivoglia genere ma nessuno mi ha messo in mano il metro per giudicare la stronzaggine altrui ed io non ho il diritto di sproloquiare in materia pertanto il pensiero me lo tengo e cerco, ancora, di far si che non influisca sui miei rapporti con Tizio.

Ammesso e non concesso che ciò sia davvero possibile, claro.

Perchè qui il problema è questo, pare. Pare che a dispetto di qualsiasi cosa che io abbia fatto o detto nel passato ad un certo punto ho pensato delle cose e per soprammercato le ho scritte qua. E siccome poi sono state lette, chi le ha lette è caduto dal pero e si è scandalizzato ed infuriato perchè proprio non se lo aspettava, ed io forse sono Dr. Jeckyll e Mr. Hyde insieme con una spiccata propensione verso il secondo, ovviamente, sono cattiva, giudicante e falsa.

Quindi il mio peccato è di pensiero prima e di scrittura poi. Il mio peccato, chiaramente, che qua il peccatore è uno ed uno soltanto e come tale si deve scusare.

Adesso per favore ditemi che io sono Belfagor ed a voi tutte pensieri irritati, cattivi, politically scorrect e quant'altro fa stronzaggine non appartengono? Non li fate mai e se per caso accade li scacciate rapidamente?


Insomma, le puzzette le faccio solo io?

giugno 18, 2011

Io lo sapevo ...

(non dovrei scrivere niente di tutto ciò, non da quando il mio blog è diventato - mio malgrado - di dominio pubblico. Ma la blogterapia è addictive e poi ho bisogno di cristallizzare qualcosa che mi sta dando l'ansia. Quindi che diomelamandi buona e speriamo di non far venir fuori un altro vespaio. Ma che palle però!!)

Dicevo che io lo sapevo che uscire dalla tana era pericoloso. Qualche mese fa me l'ero scritto qua sopra, mi chiedevo ma è mai possibile che per stare meglio una debba stare peggio? Io nella tana sto bene, perchè debbo uscire? Io lo so che ci sono delle cose che non funzionano ma so anche che quelle sono, take it o leave, e nel medio termine i costi del leave sono sicuramente maggiori di quelli del take, quindi take, take, che sappiamo che alla fine è meglio ....

Ma per poter prendere quel che passa il convento bisogna sorvolare su ciò che sta fuori dal convento. Bisogna essere maturi e leggeri quel tanto che basta da non rispondere alle provocazioni di ciò che, riparata dalle finestre chiuse o al massimo socchiuse, si intravede appena. Qualche volta si ricorda solamente.

Perchè ci sono stata altre volte in questo luogo dove l'insofferenza fa fremere lo stomaco, dove mi sento il friccicone ai piedi, dove mi strapperei i panni da dosso tanto che mi stanno stretti ma già so che il minuto dopo mi sentirei ridicola ed esposta.

E non è vero niente che l'età non conta. CONTA ECCOME. Che i pensieri degli altri si leggon loro in fronte, o li si può immaginare facilmente tanto gli stereotipi sono patrimonio comune. E se anche mi sbaglio e nessuno pensa niente, è già sufficiente che ci pensi io e questo non posso proprio impedirlo. La banalità è padrona della mia mente.

E la boccata d'aria, l'ali ai piedi, il sangue che gira più veloce, il sudore che cola lungo la schiena nella sfinente calura estiva di un tendone affollato di musica e passi, tutto si trasforma in desiderio, in una mancanza che pulsa, in un volersi riprendere emozioni che non erano affatto scordate ma che so per certo avere un costo troppo alto.

E sentirmi preda di un clichè. E non volerlo essere. E non sapere quale malessere scegliere: la rinuncia all'aria aperta che la tana è più rassicurante e facile e sicura e futura o la rinuncia perchè l'immagine che il clichè restituisce è aborrita da sempre.

Si stava meglio quando si stava peggio, parmi un fatto certo. E chiederò un antidoto al gelsenium, mi sa che è meglio.