dicembre 11, 2009
La socialdemocrazia scandinava ...
Un paese con più servizi che gente.
E' appena scattato il verde, il traffico riparte
Sta per scattare il rosso, il traffico ... beh ...
Trasporti pubblici. Gli autisti si litigano i passeggeri.
Vabbè, era Linkoping, 5° città della Svezia, patria della Saab, 150.000 abitanti
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la signora è fuori
Julbord
E allora capita che la turista mediterranea, con le mani gelate per via di due ore spese a scattar foto, si trovi piantata in asso dal suo di lei moroso, trattenuto dal cliente. Giustappunto per via delle mani che non hanno praticamente più sensibilità, madama la turista se ne guarda benissimo dal seguire la sua regola aurea n. 1 che recita 'mai mangiare in albergo' e va cercando il ristorante.
Che è chiuso
Non potendosi rassegnare ad un pranzo a base di cattivo caffè e pepparkakor*, la turista si dà da fare e scopre che il ristorante è sì chiuso, ma solo per lasciare posto al (famoso?) Julbord, ovvero il tradizionalissimo buffet di Natale svedese.
Un'esperienza.
Il buffet è imbandito in una sala decorata con le meglio mostrine natalizie, musicata a colpi di caròle e immersa nell'immancabile penombra, il tavolo è coperto di salumi tradizionali più o meno affumicati accompagnati da senape più o meno piccante, formaggi più o meno erborinati con contorno di digestive, il meravigliosissimo salmone marinato all'aneto con la sua salsa (sempre merito venga reso al buon signor Ingvar Kamprad che me l'ha reso disponibile tutto l'anno, un'ode) ed una terna di salse variamente aringose dalle quali la turista mediterranea si tiene a prudente distanza.
Una serie di scaldavivande contengono vari intrugli caldi che la turista giudica troppo compromettenti sul piano della caloria selvaggia per decidere di sperimentare e quindi il bottino al tavolo comprenderà pane nero, prosciutto e senape, salmone e salsa all'aneto, uova sode con salsina, formaggetto erborinato con digestive. Il tutto sicuramente assente dalla dieta ma tutto sommato ancora sotto (relativo) controllo.
Il momento del crollo avviene al tavolo dei dolci dove fa bella mostra di sè un'assortimento di delizie una più tentante dell'altra ma, in particolare, la terna della perdizione: una specie di crema cotta a base di mandorle, una composta di frutti rossi e una panna montata senza zucchero. Uno sballo. Il cibo in cui mi vorrei tuffare a testa prima nei momenti di depressione. Bianco panna e bianco crema in un bagno di rosso ciliegia. Il profumo della mandorla, la morbidezza della panna ed il tocco acido dei frutti rossi. Che poi alla fine non è nemmeno che mi piacciano un'esagerazione, che i primi assaggi sono da libidine ma poi è roba che fa in fretta a nauseare (mi ci sono voluti due tazzoni di caffè amaro per rimettere a tacere lo stomaco) ma quel contrasto di colori e quelle morbidezze e quei profumi sono per me la quintessenza dell'inverno.
Insomma, la prossima settimana mi sa che ci debbo prendere la residenza sulla pedana vibrante!!
*consiglio vivamente la realizzazione di questa ricetta di sigrid. Si produce un mescuglione, una specie di mou colloso marroncino che vi farà chiedere 'dov'è la pattumiera del rusco?'. Poi lo si lascia in frigo una notte e quando lo si riprende è una specie di plastilina facilissima da lavorare, che tagli nelle forme che vuoi (purchè sottilissima), che in cottura non si deforma, che usi fino all'ultima briciola perchè si impasta e reimpasta tutte le volte che vuoi e va quindi benissimo per raccogliere i ritagli. Risultato ottimo se piacciono i biscotti natalizi molto speziati.
ps: oggi Stoccolma, ho fatto qualche foto, segue post
ppss: che poi questa settimana, ho poi scoperto, è quella di Santa Lucia ed i luoghi frequentati per business, tra cui gli alberghi, sono teatro di cori di bambinelle angeliche vestite di bianco. Ieri sera di fronte alla cattedrale di Linkopping c'era di fatto un gruppetto che cantava, da noi interpretato come entusiaste di qualche prova natalizia. In realtà stamattina il coro delle eteree fanciulle ha allietato la colazione in albergo solo che io, pigrissima, stavo a letto a cazzeggiare in Internet e me lo sono perso
pppsss: comunque qui le fanciulle sono esattamente del tipo amato dal bartender. Se ci venisse lui dubito che gli reggerebbe il cuoricino :-))
Che è chiuso
Non potendosi rassegnare ad un pranzo a base di cattivo caffè e pepparkakor*, la turista si dà da fare e scopre che il ristorante è sì chiuso, ma solo per lasciare posto al (famoso?) Julbord, ovvero il tradizionalissimo buffet di Natale svedese.
Un'esperienza.
Il buffet è imbandito in una sala decorata con le meglio mostrine natalizie, musicata a colpi di caròle e immersa nell'immancabile penombra, il tavolo è coperto di salumi tradizionali più o meno affumicati accompagnati da senape più o meno piccante, formaggi più o meno erborinati con contorno di digestive, il meravigliosissimo salmone marinato all'aneto con la sua salsa (sempre merito venga reso al buon signor Ingvar Kamprad che me l'ha reso disponibile tutto l'anno, un'ode) ed una terna di salse variamente aringose dalle quali la turista mediterranea si tiene a prudente distanza.
Una serie di scaldavivande contengono vari intrugli caldi che la turista giudica troppo compromettenti sul piano della caloria selvaggia per decidere di sperimentare e quindi il bottino al tavolo comprenderà pane nero, prosciutto e senape, salmone e salsa all'aneto, uova sode con salsina, formaggetto erborinato con digestive. Il tutto sicuramente assente dalla dieta ma tutto sommato ancora sotto (relativo) controllo.
Il momento del crollo avviene al tavolo dei dolci dove fa bella mostra di sè un'assortimento di delizie una più tentante dell'altra ma, in particolare, la terna della perdizione: una specie di crema cotta a base di mandorle, una composta di frutti rossi e una panna montata senza zucchero. Uno sballo. Il cibo in cui mi vorrei tuffare a testa prima nei momenti di depressione. Bianco panna e bianco crema in un bagno di rosso ciliegia. Il profumo della mandorla, la morbidezza della panna ed il tocco acido dei frutti rossi. Che poi alla fine non è nemmeno che mi piacciano un'esagerazione, che i primi assaggi sono da libidine ma poi è roba che fa in fretta a nauseare (mi ci sono voluti due tazzoni di caffè amaro per rimettere a tacere lo stomaco) ma quel contrasto di colori e quelle morbidezze e quei profumi sono per me la quintessenza dell'inverno.
Insomma, la prossima settimana mi sa che ci debbo prendere la residenza sulla pedana vibrante!!
*consiglio vivamente la realizzazione di questa ricetta di sigrid. Si produce un mescuglione, una specie di mou colloso marroncino che vi farà chiedere 'dov'è la pattumiera del rusco?'. Poi lo si lascia in frigo una notte e quando lo si riprende è una specie di plastilina facilissima da lavorare, che tagli nelle forme che vuoi (purchè sottilissima), che in cottura non si deforma, che usi fino all'ultima briciola perchè si impasta e reimpasta tutte le volte che vuoi e va quindi benissimo per raccogliere i ritagli. Risultato ottimo se piacciono i biscotti natalizi molto speziati.
ps: oggi Stoccolma, ho fatto qualche foto, segue post
ppss: che poi questa settimana, ho poi scoperto, è quella di Santa Lucia ed i luoghi frequentati per business, tra cui gli alberghi, sono teatro di cori di bambinelle angeliche vestite di bianco. Ieri sera di fronte alla cattedrale di Linkopping c'era di fatto un gruppetto che cantava, da noi interpretato come entusiaste di qualche prova natalizia. In realtà stamattina il coro delle eteree fanciulle ha allietato la colazione in albergo solo che io, pigrissima, stavo a letto a cazzeggiare in Internet e me lo sono perso
pppsss: comunque qui le fanciulle sono esattamente del tipo amato dal bartender. Se ci venisse lui dubito che gli reggerebbe il cuoricino :-))
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dicembre 10, 2009
Al buio
Atterrati ieri a Linkoping (curiosamente pronunciato in modo da suonare più linciopping che altro) alle TREEMEZZA faceva buio ed alle QUATTRO era buio pesto. In questo momento sono quasi le NOVE e non è ancora chiaro, diciamo tipo da noi alle 7:30. La coperta di nuvole però è una costante.
Ieri a casa, mi dicono le cronache, una giornata a dir poco smagliante.
Adattarsi a questo clima ed a questa mancanza di luce dev'essere atroce. Ieri pomeriggio a spasso per la città alle 16:30 circa, buio pesto, vetrine illuminate, tutte le finestre hanno i lumini a triangolo tipo Ikea accesi, molte una lampada accesa nel vano finestra o una luce soffusa nella stanza. Stranamente diresti che con questa mancanza di luce naturale le case dovrebbero essere il regno delle lampade alogene, in realtà è tutto un'infilata di diffusori o di lampadine a 40w. E ti credo che poi sono lunghi lunghi e secchi secchi, fanno come le piante quando sono cresciute al buio!!!
Vabbè scherzo però è una sensazione strana. Passeggiando per negozi il mio corpo si preparava al fine giornata. Cominci a sentire la stanchezza, un pò di fame, pensi che è quasi ora di cena, che facciamo stasera ... poi realizzi che non è nemmeno ancora ora di merenda e ti viene un colpo. Penso alla princi ed all'ipotesi di proseguire gli studi nei paesi scandinavi e mi sa che non ci siamo proprio. Quella se viene qua si spara dopo 15 giorni.
Ieri sera a cena (19:30) un sonno, signora mia! sicuramente non aiutava la presenza di altri tre (!!) IT men che come sono noiosi gli informatici, lèvati!!!
Ora magari mi estraggo da sotto il piumino ed affronto le brume là fuori ... quasi quasi mi passa pure la voglia di shopping (ma no và, non esageriamo!!)
Ieri a casa, mi dicono le cronache, una giornata a dir poco smagliante.
Adattarsi a questo clima ed a questa mancanza di luce dev'essere atroce. Ieri pomeriggio a spasso per la città alle 16:30 circa, buio pesto, vetrine illuminate, tutte le finestre hanno i lumini a triangolo tipo Ikea accesi, molte una lampada accesa nel vano finestra o una luce soffusa nella stanza. Stranamente diresti che con questa mancanza di luce naturale le case dovrebbero essere il regno delle lampade alogene, in realtà è tutto un'infilata di diffusori o di lampadine a 40w. E ti credo che poi sono lunghi lunghi e secchi secchi, fanno come le piante quando sono cresciute al buio!!!
Vabbè scherzo però è una sensazione strana. Passeggiando per negozi il mio corpo si preparava al fine giornata. Cominci a sentire la stanchezza, un pò di fame, pensi che è quasi ora di cena, che facciamo stasera ... poi realizzi che non è nemmeno ancora ora di merenda e ti viene un colpo. Penso alla princi ed all'ipotesi di proseguire gli studi nei paesi scandinavi e mi sa che non ci siamo proprio. Quella se viene qua si spara dopo 15 giorni.
Ieri sera a cena (19:30) un sonno, signora mia! sicuramente non aiutava la presenza di altri tre (!!) IT men che come sono noiosi gli informatici, lèvati!!!
Ora magari mi estraggo da sotto il piumino ed affronto le brume là fuori ... quasi quasi mi passa pure la voglia di shopping (ma no và, non esageriamo!!)
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dicembre 08, 2009
Presa tra due fuochi ...
Sono in Batavia, a casa dei genitori del batavo. Non li vedevo da giugno quando ci sono venuti a trovare durante le nostre ferie e debbo dire che li ho rivisti con piacere, che volente o nolente dopo tutti questi anni si finisce per affezionarsi, no?
Non è proprio bello da dirsi dei genitori del proprio amoroso, lo ammetto. Ricordo quando il padre mi chiese chi fossero loro per me se miei amici, miei suoceri o i genitori del mio compagno. Eh, bella domanda!!
In effetti non ho mai voluto avere nessun rapporto con loro. Non ho mai voluto imparare la lingua, un pò per pigrizia ed un pò perchè la barriera linguistica era un comodo paravento dietro al quale nascondermi per evitare di approfondire il rapporto. Del resto vedendoli per pochi giorni un paio di volte l'anno, la faccenda mi faceva abbastanza gioco.
Ora francamente mi rendo conto che è stata proprio una fesseria perchè loro invecchiando hanno praticamente perso il loro inglese ed io non credo proprio più di riuscire ad imparare una lingua complicata come l'olandese. Ho la capacità di memorizzazione di un bruco millepiedi. Ancora grazie se so dov'è il piede davanti e quello di dietro ..
Non che non mi piacessero, per quel poco che li conosco sono brave persone che si meriterebbero probabilmente ben di più. Il punto è che io un paio di suoceri già ce li ho e non sento proprio la necessità di averne altri.
I miei suoceri sono i genitori di mio marito, così come il mio matrimonio è stato quello con mio marito. Con il batavo non mi sono mai sposata nè mai penso che lo farò, a meno che ragioni di mera opportunità non lo suggeriscano.
Il matrimonio per me è quello della prima volta, dell'età, per così dire, innocente, quando pensi che tutto sia intonso, e scopri le cose e pensi che con te sarà differente, che tu e lui saprete fare meglio degli altri, quando hai gli occhi a forma di stella e tuo marito con te, quando pensi che insieme romperete il culo ai passeri. Poi, in seguito, arriva la consapevolezza che non c'è niente che non si consuma, che ciò che è fresco e leggero prima o poi diventa solido e pensante, che i passeri stanno benissimo e tu è già tanto se riesci a camminare dritto e fermo sulle gambe.
Non lo dico con amarezza, sia ben chiaro! Oggi sono convinta di vivere in un rapporto molto meglio, più correttamente e saggiamente di quanto non avessi fatto all'ora ma .. non è la stessa cosa. Diciamo che non c'è più l'innocenza.
I miei suoceri fanno parte della fase innocente della mia vita, nel bene e nel male. Ci siamo fatti parecchio male, ci siamo odiati ed abbiamo fatto pace, ci guardiamo in cagnesco e non ci perdoniamo tutto del nostro passato. Ma siamo ancora lì ed io li riconoscerei tra mille altri per come camminano, per come stanno eretti, per come parlaro, per quelle che sono le loro fissazioni, per le cose che di loro detesto. La loro casa è per me la quinta teatrale di mille e mille episodi che rivedo senza nemmeno bisogno di chiudere gli occhi.
Oggi i miei suoceri sono soli nel paesetto di 300 anime, contando pure gatti, cani e canarini, dove hanno sempre vissuto, nella loro grande casa di cui abitano solo due stanze, nel seminterrato. Hanno perso entrambi i figli e continuano a vivere perchè non si può smettere anche quando vivere non ha più senso. Reagiscono diversamente a questa perdita di senso, lei diventando più ossessiva ed ipocondriaca di sempre, lui andando avanti stoicamente a fare ciò che sempre fatto pretendendo di crederci ancora. Lei guatando ogni respiro di lui nel timore di scoprire qualche ragione perchè lui debba andarsene per primo. Lui insofferente per questi occhi d'aquila sempre piantati addosso.
Lui è malato da qualche giorno di un'influenza intestinale che sembra essere parecchio perniciosa e con la glicemia che fa l'ottovolante; lei è terrorizzata che sia l'inizio della fine. E' stato tutto un via vai di medico di base e di guardia medica, chiedendosi continuamente se non sarebbe meglio chiamare il 118 e farlo portare all'ospedale.
Io stasera ero a cena dai genitori del mio compagno batavo e parlavo al telefono con i miei suoceri per controllare la situazione pure da qua, alla princi che batteva la testa nei muri e sclerava tanto per non essere da meno della nonna, con mio figlio che, affacendato in altro, continuava comunque a telefonare su per sapere della glicemia piuttosto che. E dobbiamo portarlo in ospedale? e se si scompensa peggio ancora? e se è davvero l'inizio della fine? e se lui muore che ne facciamo di lei?
Avrei potuto stare a casa e non seguire il batavo in questo viaggio, ma so che lui ci teneva a venire dai suoi con me, era da agosto che pensava di farlo. Potevo dirgli, ieri sera in extremis, "scusa caro ma non vengo con te perchè ci sono i miei suoceri che battono in testa"? No, direi che non potevo. E poi i ragazzi sono grandi ormai ed è ora che le cose imparino a smazzarsele da soli, anche la princi che quando si tratta di dar di matto non è seconda a nessuno.
Però mi sento un pò strana ...
Non è proprio bello da dirsi dei genitori del proprio amoroso, lo ammetto. Ricordo quando il padre mi chiese chi fossero loro per me se miei amici, miei suoceri o i genitori del mio compagno. Eh, bella domanda!!
In effetti non ho mai voluto avere nessun rapporto con loro. Non ho mai voluto imparare la lingua, un pò per pigrizia ed un pò perchè la barriera linguistica era un comodo paravento dietro al quale nascondermi per evitare di approfondire il rapporto. Del resto vedendoli per pochi giorni un paio di volte l'anno, la faccenda mi faceva abbastanza gioco.
Ora francamente mi rendo conto che è stata proprio una fesseria perchè loro invecchiando hanno praticamente perso il loro inglese ed io non credo proprio più di riuscire ad imparare una lingua complicata come l'olandese. Ho la capacità di memorizzazione di un bruco millepiedi. Ancora grazie se so dov'è il piede davanti e quello di dietro ..
Non che non mi piacessero, per quel poco che li conosco sono brave persone che si meriterebbero probabilmente ben di più. Il punto è che io un paio di suoceri già ce li ho e non sento proprio la necessità di averne altri.
I miei suoceri sono i genitori di mio marito, così come il mio matrimonio è stato quello con mio marito. Con il batavo non mi sono mai sposata nè mai penso che lo farò, a meno che ragioni di mera opportunità non lo suggeriscano.
Il matrimonio per me è quello della prima volta, dell'età, per così dire, innocente, quando pensi che tutto sia intonso, e scopri le cose e pensi che con te sarà differente, che tu e lui saprete fare meglio degli altri, quando hai gli occhi a forma di stella e tuo marito con te, quando pensi che insieme romperete il culo ai passeri. Poi, in seguito, arriva la consapevolezza che non c'è niente che non si consuma, che ciò che è fresco e leggero prima o poi diventa solido e pensante, che i passeri stanno benissimo e tu è già tanto se riesci a camminare dritto e fermo sulle gambe.
Non lo dico con amarezza, sia ben chiaro! Oggi sono convinta di vivere in un rapporto molto meglio, più correttamente e saggiamente di quanto non avessi fatto all'ora ma .. non è la stessa cosa. Diciamo che non c'è più l'innocenza.
I miei suoceri fanno parte della fase innocente della mia vita, nel bene e nel male. Ci siamo fatti parecchio male, ci siamo odiati ed abbiamo fatto pace, ci guardiamo in cagnesco e non ci perdoniamo tutto del nostro passato. Ma siamo ancora lì ed io li riconoscerei tra mille altri per come camminano, per come stanno eretti, per come parlaro, per quelle che sono le loro fissazioni, per le cose che di loro detesto. La loro casa è per me la quinta teatrale di mille e mille episodi che rivedo senza nemmeno bisogno di chiudere gli occhi.
Oggi i miei suoceri sono soli nel paesetto di 300 anime, contando pure gatti, cani e canarini, dove hanno sempre vissuto, nella loro grande casa di cui abitano solo due stanze, nel seminterrato. Hanno perso entrambi i figli e continuano a vivere perchè non si può smettere anche quando vivere non ha più senso. Reagiscono diversamente a questa perdita di senso, lei diventando più ossessiva ed ipocondriaca di sempre, lui andando avanti stoicamente a fare ciò che sempre fatto pretendendo di crederci ancora. Lei guatando ogni respiro di lui nel timore di scoprire qualche ragione perchè lui debba andarsene per primo. Lui insofferente per questi occhi d'aquila sempre piantati addosso.
Lui è malato da qualche giorno di un'influenza intestinale che sembra essere parecchio perniciosa e con la glicemia che fa l'ottovolante; lei è terrorizzata che sia l'inizio della fine. E' stato tutto un via vai di medico di base e di guardia medica, chiedendosi continuamente se non sarebbe meglio chiamare il 118 e farlo portare all'ospedale.
Io stasera ero a cena dai genitori del mio compagno batavo e parlavo al telefono con i miei suoceri per controllare la situazione pure da qua, alla princi che batteva la testa nei muri e sclerava tanto per non essere da meno della nonna, con mio figlio che, affacendato in altro, continuava comunque a telefonare su per sapere della glicemia piuttosto che. E dobbiamo portarlo in ospedale? e se si scompensa peggio ancora? e se è davvero l'inizio della fine? e se lui muore che ne facciamo di lei?
Avrei potuto stare a casa e non seguire il batavo in questo viaggio, ma so che lui ci teneva a venire dai suoi con me, era da agosto che pensava di farlo. Potevo dirgli, ieri sera in extremis, "scusa caro ma non vengo con te perchè ci sono i miei suoceri che battono in testa"? No, direi che non potevo. E poi i ragazzi sono grandi ormai ed è ora che le cose imparino a smazzarsele da soli, anche la princi che quando si tratta di dar di matto non è seconda a nessuno.
Però mi sento un pò strana ...
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cronache familiari
dicembre 04, 2009
Firulì ... firulà ...
Avessi il tempo cercherei una di quelle faccine sorridenti che fischiettano e che guardano in alto ... ma il tempo non ce l'ho che debbo scappare.
Quindi immaginatevela soltanto, per il momento!!!
Quindi immaginatevela soltanto, per il momento!!!
:-)
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obiettivo trop model
dicembre 02, 2009
Residente sull'isola che non c'è ....
Oggi ero persa in dolci pensieri ...
... e guardavo le montagne al crepuscolo con le loro sagome scure che si stagliavano ad ovest contro un cielo ancora luminoso di un tramonto bellissimo, il Monviso là in fondo con una nuvoletta proprio sulla punta a mò di ciuffo sbarazzino. E tutto l'arco alpino dall'imbocco della Valle d'Aosta fino alle montagne del cuneese, e la collina ad est con una luna a palla nel cielo già scuro.
... e pensavo a quanto mi piace la mia casa, quanto mi somiglia, quanto è la mia tana
... e gongolavo in attesa di partire per una minivacanza la prossima settimana: 5 gg appresso al batavo in turnè tra Olanda e Svezia
... e consideravo che la nostra vita è talmente tanto come la vorrei che se ci penso mi viene paura che possa tutto andare a puttane da un momento all'altro. E allora enumeravo le sfighe avute in passato e mi chiedevo se il conto in qualche modo poteva andare a pareggio
... e mi dicevo che ha ragione quella pazza furiosa di mia madrina quando dice che io dovrei baciare la terra che il batavo calpesta che se non fosse per lui tutto ciò non sarebbe possibile, che è il miglior non-marito che potessi desiderare e bla-bla-bla-blablabla ...
... e guardavo le montagne al crepuscolo con le loro sagome scure che si stagliavano ad ovest contro un cielo ancora luminoso di un tramonto bellissimo, il Monviso là in fondo con una nuvoletta proprio sulla punta a mò di ciuffo sbarazzino. E tutto l'arco alpino dall'imbocco della Valle d'Aosta fino alle montagne del cuneese, e la collina ad est con una luna a palla nel cielo già scuro.
... e pensavo a quanto mi piace la mia casa, quanto mi somiglia, quanto è la mia tana
... e gongolavo in attesa di partire per una minivacanza la prossima settimana: 5 gg appresso al batavo in turnè tra Olanda e Svezia
... e consideravo che la nostra vita è talmente tanto come la vorrei che se ci penso mi viene paura che possa tutto andare a puttane da un momento all'altro. E allora enumeravo le sfighe avute in passato e mi chiedevo se il conto in qualche modo poteva andare a pareggio
... e mi dicevo che ha ragione quella pazza furiosa di mia madrina quando dice che io dovrei baciare la terra che il batavo calpesta che se non fosse per lui tutto ciò non sarebbe possibile, che è il miglior non-marito che potessi desiderare e bla-bla-bla-blablabla ...
poi
come faccio tutti i mesi nei primi giorni ho fatto la contabilità domestica. I famosi mucchietti del buon padre di famiglia (il quale buon padre se ne fotte e quindi qua li fa la buona madre) tot per questo e tot per quell'altro.
E come accade tutti i mesi mi sono imbizzarrita immediatamente.
Non so più dove girarmi per far quadrare i conti con un batavo che ha note spese per il suo lavoro di migliaia di euro tutti i mesi ed estratti conto delle carte di credito equivalenti, ovviamente. Peccato che lui non presenta la nota spese in tempo o, se lo fa, non controlla che sia stata approvata nè che sia stata pagata. Quindi alla sottoscritta tocca passare il tempo a tampinarlo per fargli seguire tutti i passi necessari. Ciò nonostante lui riesce a dirmi importi e date di accredito errate, secondo me quando gli chiedo si inventa tutto. Morale: da tre giorni il conto della nota spese è in rosso con prossimi effetti nefasti sui costi della banca ovviamente. Che se c'è una cosa che mi fa andare la saliva di traverso è proprio dover pagare interessi passivi da strozzinaggio.
Poi tiro giù l'estratto conto dell'America Express e scopro che il batavo paga una quota associativa 5 (cinque) volte più cara di quel che potrebbe! il tutto per avere una platino perchè dice che così può andare nelle business lounge degli aeroporti mondiali. Ah bene! allora la metti in nota spese? Eh no ... Perchè? perchè non si fa, dovrei avere una corporate card a quel punto! E perchè non hai la corporate card? Eh ... è un casino!
Ma non è mica una novità eh??!!! non crediate!
Tempo addietro se ne venne a casa con l'ennesima carta di credito (oro questa volta) giurando e spergiurando che non gli sarebbe costata niente ed in più gli avrebbero accreditato 1500 miglia. Ovviamente un mese dopo arrivò l'addebito di 50€ per la sottoscrizione della carta. Ma và??? Strano eh? Ma porca paletta, dico io, che caspita te ne devi fare delle miglia se le paghi????
E qua mi fermo che se mi metto ad elencare le sue malefatte stanotte non vado a dormire.
Che palle. Che palle. Che palle.
Dovrò anche baciare la terra dove cammina ma che puzza di piedi però!!!!!
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