Obiettivo Trop Model

agosto 26, 2009

Dell'addestramento canino - La teoria

In materia di addestramento canino di teorie ce ne sono a mazzi, che poi non stupisce perché ce n’è a mazzi in materia di addestramento figli figurarsi con i cani …. ;-).

La base di tutto però sembra stare nella considerazione che il cane è un animale da branco e nel branco identifica un soggetto alfa, tipicamente un maschio ma anche una coppia o una femmina, che ha la responsabilità di guida e protezione e che stabilisce e mantiene l’ordine gerarchico nel branco stesso. Nel momento in cui in un branco la posizione alfa è scoperta qualunque cane comincia a competere per occuparla. Ne deriva che il soggetto alfa è quello che ha, in relazione agli altri componenti il branco, maggiormente sviluppate determinate caratteristiche, e questo anche se ad una valutazione di carattere oggettivo può non avere una tempra particolarmente forte o quant’altro. Il cane domestico identifica la propria famiglia come branco.

Dovrebbe essere evidente a questo punto che se il nostro Snoopy non identifica in famiglia un capo branco ecco che si sentirà in potere di diventarlo a sua volta in quanto per quanto remissivo il nostro possa essere le sue caratteristiche saranno sicuramente più adatte a fare il capo branco di quanto non possano essere le nostre, quanto meno dal suo punto di vista.

Se poi aggiungiamo il fatto che le sfide a cui il branco-famiglia deve rispondere sono adeguate a noi umani (adeguate??? mah …) ma non necessariamente al nostro Snoopy, ecco che troviamo un cane autoelettosi capobranco che però non può in nessun modo tutelare il suo branco. Ergo otteniamo un soggetto schizzato a vari livelli e che produce vari livelli di comportamenti fastidiosi.

A me tutto ciò suona assai ragionevole e soprattutto lo vedo in funzione in varie situazioni ma da qua in poi la faccenda non è esattamente lineare, anche perché il nostro umano che ha capito che il capobranco deve essere lui/lei non è che poi trova così semplice comportarsi da capobranco canino!!!

Quindi, cosa fa un cane capobranco?

Innanzitutto è sempre il primo. Il primo ad uscir dalla tana (leggi la casa), il primo ad avvertire il potenziale pericolo (abbaia, si agita) ed a reagirvi, il primo a mangiare, il primo a giocare, etc etc etc

Inoltre non è che stia a fare dei gran discorsi, no? se qualcosa non gli piace ringhia e gli altri si fanno da parte. Se non capiscono ringhia ancora un po’, resta immobile e guarda fisso, gli altri abbassano lo sguardo e si spostano, il comportamento intimidatorio del capobranco può proseguire poi saltando sulla schiena dell’avversario, pizzicando – non mordendo - alla collottola o al muso e via via in un crescendo di aggressività nel caso che l’altro soggetto gli tenga testa.

Ecco, il nostro caprobranco umano dovrebbe mimare questi comportamenti ma, visto che non è davvero verosimile che noi ci si metta a ringhiare, eventualmente a quattro zampe, ecco che la versione compatibile con una normale vita sociale (ovvero quella che non ci porta dritti dritti al manicomio) dovrebbe essere:

- il pasto. Sempre prima gli umani, poi il cane o i cani, dal più vecchio al più giovane (vi assicuro che è fattibile e funziona). Mai pezzetti di cibo dalla tavola umana. Se si debbono cibare i cani senza che vi sia stato pasto umano (es. orari incompatibili), mangiare qualcosa (anche solo un grissino o pezzo di pane o simili) prima di dare la ciotola a Snoopy.
- le uscite, i percorsi. L’umano attraversa qualunque soglia sempre per primo/a. Il cane dietro. Se in casa il cane sta sul percorso dell’umano, questi non si scosta, fa scostare il cane. Quando l’umano esce di casa non predispone particolari accorgimenti per intrattenere Snoopy né tantomeno lo saluta o simili. Quando l’umano rientra non guarda Snoopy né lo festeggia né emette birignao vari per qualche minuto, se Snoopy salta addosso o fa bizzarrie varie l’umano non lo degna di uno sguardo né gli parla, semplicemente lo scosta fermamente se il comportamento del cane impedisce all’umano di muoversi normalmente. Dopo qualche minuto dall’ingresso in casa, l’umano chiamerà Snoopy e gli farà tutte le moine che avrà voglia di fargli/le
- il gioco. Viene sempre iniziato e terminato dall’umano, il quale presterà attenzione ai ritmi del cane e provvederà a terminare il gioco un momento prima che questi si sia stufato. Non lascerà oggetti a disposizione del cane perché questi non deve avere la possibilità di intrattenersi da solo. Quando l’umano non è disponibile il cane lo attende e dorme.
- i comandi. Il cane non comprende i nostri discorsi, ne comprende le intenzioni dalla nostra vocalità e dal nostro atteggiamento ma non può ovviamente seguire il filo dei nostri discorsi. Ergo i comandi debbono essere essenziali ed il tono deve corrispondere a quanto vogliamo esprimere. Questa la ragione per cui si usano spesso termini tedeschi/inglesi: SIT è più efficace di SEDUTO, soprattutto se il comando italiano lo diamo con una bella cantilena tipo seeeduuutoooo. Allo stesso modo chiamare il cane Filiberto o Vittorio Emanuele II come sembra sia diventato di moda non è un’idea brillante se poi si vuole pure poterlo richiamare con efficacia. Un nome corto è potenzialmente più efficace, no? (peraltro, lo diceva pure Troisi!!!) Un NO imperioso guardando il cane negli occhi e non distogliendo lo sguardo fintanto che non lo fa lui, funziona moooolto ma moooolto meglio di mille salamelecchi che ho sentito fare da gente che poi si stupiva se il cane non ubbidiva un granchè.

Insomma, la parola chiave qua è controllo. Il cane deve essere sempre sotto il nostro controllo, deve sapere che dipende da noi per il soddisfacimento di tutti i suoi bisogni dal cibo, al gioco, all’affetto e che noi siamo gli unici a poter decidere se, quando e come una certa cosa avverrà.

Last but not least, l'umano non leggerà i comportamenti di Snoopy in chiave umana, si forzerà di interpretarli in chiave canina o quanto meno a tenere presente che hic et nunc è la sola logica possibile. Non che non abbia memoria perchè non è vero, ma quando Bobi scappa e non ritorna fino a quando noi siamo incazzati fradici se al suo arrivo noi ci prendiamo la soddisfazione di un meritato calcio nel sedere ... ecco Bobi penserà di essere stato punito perchè è tornato non perchè prima è scappato!!

Allo stesso modo se Lola fa A, B e C e noi vogliamo premiare A ma non riusciamo a raggiungerla prima di C, ecco che faremmo meglio a lasciar perdere perchè positivo o negativo che sia C Lola penserà che proprio quello stiamo premiando!!

Tutto ciò può sembrare piuttosto severo ed escludere il rapporto affettuoso e gioioso che è poi quello che ci premia nel vivere con un cane. Ed io ero esattamente dello stesso parere un paio di mesi fa quando ho iniziato questo percorso. Debbo ammettere che nel frattempo ho cambiato idea e che questo atteggiamento, nelle sue linee generali, paga anche se francamente ci vuole molta più costanza e determinazione di quanto qualsiasi addestratore o qualsiasi autore di libri in materia ammetterà mai …

Bene, questa la teoria nelle linee generali, il prossimo post si intitolerà '... tra il dire ed il fare' e mi sembra che non necessiti di spiegazioni, no?

9 commenti:

valverde ha detto...

ossignur ed io che pensavo di prendermi una coppia di labrador...!!
forse meglio un branco di oche? ;DD
tanto son sicura di non riuscire a farmi ubbidire da nessuno!
baci zoppi val

graz ha detto...

Val, che mi combini? mò vengo a leggere che hai combinato per essere zoppa!! cmq la coppia di labrador la sconsiglierei proprio a meno che non siano già stra-addestrati e non giovanissimi. Ma con le oche mi sa che non andrebbe molto meglio, sai? A parte gli scherzi, se vuoi un cane perchè non provare con un cane grosso e calmo come un bernese ad esempio? Nella razza dei retriever mi dicono che il flat coated è particolarmente calmo ...

Mammamsterdam ha detto...

Me lo traduci per i figli maschi, adesso?

I nostri cani erano sempre e solo fuori casa, e lo scansarli ci veniva naturale. Per questo mi guardo bene dal prenderne uno, per quanto mi piacerebbe, e tu fai bene a ricordarmelo.

il grigio ha detto...

Istruttivo. Lo scorso settembre, con il bassotto, ho patrcipato a una due giorni di "Buon cittadino a quattro zampe". Lezioni teoriche e cagnara pratica con una quarantina di botoli di tutte le razze, dai maltesi al lupo cecoslovacco. Verso le 16 l'istruttore fa ".... i cani non capiscono le parole ed è quindi inutile parlare sperando capiscano. Adesso dieci minuti di intervall ....." All'unisono quaranta cani hanno iniziato tutti, in contemporanea, ad abbaiare e agitarsi. Altro che non capire .... Un saluto.

emily ha detto...

io nn so più cosa fare col mio stupido cane, se penso a quello che ho speso x addestrarlo mi viene da piangere....

graz ha detto...

Allora.

Innanzitutto questa è la teoria e, come ben sappiamo, tra la teoria e la pratica ci passa ... Comunque io alcune di queste cose le riscontro nella pratica a poco a poco e quindi TENDO A RITENERLE RAGIONEVOLI. Il punto principale secondo me è che devi costantemente rinforzarle mettendole continuamente in pratica e non dando nulla mai per assodato fino a quando è palese come la luce del giorno. E anche lì ci andrei piano a dare certi comportamenti del cane come acquisiti. E questa è un rogna REALE, quindi dopo un pò uno si scoccia e torna a comportamenti meno codificati. A quel punto l'effetto dipende dalle caratteristiche del cane: con Jada (la nera) non ci sono stati problemi e lei, imparate quelle quattro cose, ha continuato a farle senza troppe rotture. Con Nina (la bionda) mi sa che sarà un altro par di maniche ...

Ba, i cani campagnoli sono un altro par di maniche proprio. Non ti lasciar andare a romantici desideri perchè è una gran rottura di scatole. Ripagata da una bellissima storia di affetto ma sempre una sonora rottura di balle. Avvertita ti ho ....

galadriel74 ha detto...

ciao, sono perfettamente in sintonia con te, è un gran giramento di scatole e di resposnabilità, ma anche una storia d'amore infinita.
però garantisco che se ci si impegna si ottengono grandi soddisfazioni.
il mio problema si pone quando gli altri frantumano tutto quello che ottieni con grandi sacrifici!
un semplice esempio:
come compagno canino abbiamo un pincher nano che è notoriamente piccolo, rompiballe oltre che da guardia e abbaiatore folle, bene, io e il maritino gli abbiamo insegnato a non elemosinare il cibo quando siamo a tavola e quindi lui se ne sta buono buono allungato sul tappeto della cucina, ma poi quando abbiamo ospiti non fa altro che saltare cercando di prendere il cibo dalle forchette altrui e questo perchè? perchè quando andiamo a mangiare da mia suocera, lei non fa altro che rifilargli cibo sotto il tavolo e quando la sgridiamo lei lo guarda con la faccia triste e gli dice "la nonna te lo darebbe ma mamma e papà non vogliono"...ho già avvisato il maritino che se farà così anche con gli eventuali figli, mi sa che i nipoti non li vedrà mai nonostante che abiteremo sullo stesso pianerottolo!!!
scusa, sono stata prolissa!!!
ele

graz ha detto...

Ciao Ele!! benvenuta!! Io alle volte mi vergogno un pò per l'amore che provo per le mie due bestie, credo che facilmente gli altri mi vedano come fanatica. Ma poi le guardo e penso che chi mi trova criticabile può pure andare al diavolo.

Per quanto riguarda l'intervento degli altri eh ... anche qua, come non darti ragione? sembra che voler avere un dato comportamento con il tuo cane scateni negli altri il desiderio di dimostrarti che stai solo dicendo scemenze. Io non me lo spiego proprio. Fossi in te eviterei di portare il cane a casa di tua suocera e chiederei a tutti i miei ospiti di ignorare il cane questuante.

Buona fortuna!!

galadriel74 ha detto...

ciao, grazie per il benvenuto :)
anche noi amiamo immensamente colui che chiamiamo il nostro "figlio nero e peloso" e chi non capisce non ascoltasse o non guardasse, che mi fa una cortesia.
sono sempre aperta alle critiche costruttive, ma non accetto che mi si dica quanto devo o no amare il mio cagnulo, sarebbe come dirmelo di un figlio (che ancora non ho) ma chissà perchè al massimo di un figlio ti dicono di amarlo di più, quindi...
per quanto riguarda la suocera, abbiamo deciso di "educare" anche lei al rispetto delle nostre regole, facendole venire la paurella...
l'avevamo lasciato con lei la sera (noi eravamo a fare servizio in C.R.I.) e le avevamo detto di non dargli assolutamente da mangiare perchè aveva problemi di stomaco. quando siamo tornati a prenderlo ci ha garantito di non avergli dato niente, ma lui il giorno dopo ha avuto una leggere diarrea, allora abbiamo approfittato e le abbiamo raccontato che era stato malissimo tutta la notte ecc. e alla fine lei ha ammesso di avergli dato 2 o 3 cosette e a quel punto ha capito e non gli ha mai più dato niente senza permesso e lui davvero non ha più avuto problemi.
per l'elemosinare il cibo a tavola, ci stiamo lavorando, ma mentre lei sta capendo, purtroppo lui no, ma come ho detto, ci stiamo lavorando.
buona fortuna a voi per le vostre cucciolone!!!
un abbraccio
ele