Obiettivo Trop Model

settembre 10, 2009

Oltre la geisha ... niente????

Emily scrive una serie di post dai quali, tra il serio ed il faceto nel migliore dei suoi stili (beh, recentemente meno faceto debbo dire ;-) ..), traspare un 'filino' di irritazione nei confronti della sua amata metà. Stessa irritazione trapela da altri blog che seguo e pure qua non è che le cose vadano poi con il vento in poppa ...

Le donne più giovani ed entusiaste intervengono spesso dicendo che insomma se tu mi diventi una vecchia ciabatta mò vediamo che poi magari anche lui, porello, si infastidisce un filino, orsù non diventiamo mica un limone (o magari un cedro, và!!). Al che una si interroga e si fa dei filmssss ... Ed io mi chiedo sono diventata una vecchia ciabatta? Vediamo un pò.

Il batavo lavora in casa, innumerevoli ore, senza sosta, senza alzare la testa se non per le interminabili conference call, pranzo solo se lo si afferra per la collottola e gli si mette un piatto pronto davanti e, in ogni caso per non più di una ventina di minuti. Cena idem ma facciamo per un tre quarti d'ora. Poi di nuovo alla tastiera fino alle ore piccole. Al mattino si alza all'ultimo momento utile. In tutto questo lasso di tempo parla solo se interpellato oppure, quando mai accade che si sente sufficientemente in colpa da intervenire in questo mondo, lo fa dimostrando ampiamente che non sa dove sta vivendo e cosa gli sta succedendo intorno. Di fatto si comporta come se vivesse da solo. In effetti è sempre stato così ma essendo via di casa per lunghe ore se non per giorni la cosa era meno evidente. Ora c'è questa persona per casa dalla presenza inevitabile ma che per il resto potrebbe anche non esserci.

Allora qualcuno potrebbe dire che siccome io non lo attraggo più di tanto (che nonostante la pedana vibrante ed i razzi fotonici qua di miracoli non se ne sono ancora visti) (e va bene non ci dovevamo arrivare, ma che? invecchio forse solo io?) eppe'forza che lui si butta sul lavoro!! OK, va bene qua lo stato di figaggine non l'abbiamo mai avuto e sicuramente quel che c'era l'abbiamo smarrito da mò. Ma la geisha è l'unica versione possibile? mi rifiuto di crederlo.

Mi domando cosa dovrei fare, come dovrei reagire. Ho provato a parlargli e lui è ovviamente d'accordo, dice eh già ... sì ... capisco ... hai ragione. Di più articolato niente. E mica nella notte dei tempi, eh!! Sabato pomeriggio, per dire. E' cambiato qualcosa? Nemanco pe' sogno. Nuovamente ieri sera al telefono le affermazioni sono state che anche lui non è contento e che qualcosa dobbiamo cambiare. Di fatto lui doveva arrivare alle tre che ci avevamo un impegno ed ancora non si è visto, .... ma io mica mi aspettavo niente di diverso, eh??!!

Io cerco di ignorarlo (passerà, sarà un periodo, il lavoro) ma la cosa mi crea grande irritazione. Innanzitutto perchè non c'è assolutamente nulla che si riesca a condividere e poi perchè io vengo regolarmente lasciata sola di fronte a qualsiasi incombenza per faticosa che sia. Il suo lavoro è molto impegnativo e lui ne è coinvolto in modo assoluto, da sempre, inoltre non è persona in grado di rispondere con un no. Ma basta questo a giustificare tutto questo disinteresse? Il mio lavoro invece è fare la casalinga e le mie incombenze piuttosto che preoccupazioni sono tutte nell'ambito domestico. Questo significa che fisiologicamente tra noi due si scaverà un baratro di incomunicabilità?

In tutto questo non prendo minimamente in considerazione il fatto che possa averci qualche botta testosteronica per la testa. Non tanto perchè non lo penso possibile quanto perchè in assenza di segnali al riguardo preferisco non metterla nel novero delle possibilità, mi sembrerebbe uno spreco di energie, non mi piace la caccia ai fantasmi. Anche se forse dovrei chiederglielo apertamente, hai visto mai? (e comunque se ci avesse qualche fanciulla per la testa si intratterebbe solo via chat o simili visto che il culo dal divano con pc sulle ginocchia non lo schioda manco morto).

Davvero sono ad un punto morto e mi chiedo, e vi chiedo, è questo il percorso che necessariamente attende un rapporto che dura fedele nei secoli, oppure c'è qualche formula magica per far capire ad un compagno capoccione che la relazione va coltivata altrimenti si secca come un fiore senz'acqua? e che ... it takes two to tango????

9 commenti:

valverde ha detto...

La mia amica psicologa L.
(che lavora lassù a Udine e fa psicoterapia alle coppie)
mi ha detto che oltre alla dipendenza da alcool,droghe,caffè, gioco d'azzardo,sports estremi... ne esiste una molto subdola che è quella tipica dell'uomo di cultura medio-alta ed è la "sindrome da lavoro"..cioè un attaccamento ossessivo, morboso al lavoro,
IL LAVORO! Già perchè queste persone considerano il proprio lavoro come L'UNICO, il più importante ,qualunqua cosa facciano, e ne sono affascinati-catturati-schiavi...
E' una forma di dipendenza difficilissima da curare e rispecchia quasi sempre la paura di affrontare il quotidiano in casa ..la realtà"normale" cioè la Homelife e la Familylife come si dice in gergo.
Si sentono protetti dalle noie della vita comune perchè hanno la grossa scusante :
"Ma io sto lavorando...mica sono un debosciato che non fa nulla! Quindi non puoi diturbarmi con le altre cose lievi...io DEVO lavorare ..."
Insomma ,a dire della mia amica ,sono uomini che hanno paura ..paura di vivere in una dimensione a loro "sconosciuta",
(le ragioni possono essere molte e risalgono alla loro famiglia d'origine)
Si sono imbozzolati nella loro bolla di impegni, in un campo che conoscono benissimo e che dà loro soddisfazioni a oltranza..che li tiene al sicuro dai contatti con "l'altro"...
Non ci si spiega come facciano a crearsi una famiglia (forse in un momento di distrazione!) e sono persone comunque un pò "orse" solitarie,svagate e poco radicati...Assomigliano alla figura dello scienziato genio con la testa fra le nuvole! Sarebbero adatti a vivere in una grande campus dove qualcuno a orari prestabiliti interrompesse le loro attività per nutrirli e lavarli, vestirli o mandarli a letto...e basta! Dovrebbero vivere nel loro continuum di lavoro , protetti come un virus in un laboratorio...( sempre parole della mia amica!)
Soluzioni? Un bello scossone ..oppure lasciarli fare e..farsi un'amante!
---io dissento ma non sono una psicologa e alla fine ho trovato il mio personale compromesso : siccome lui ama solo lavorare, per 5 gg. la settimana lo lascio lavorare qua e gli altri due lo porto a lavorare lassù... ;)) Prima o poi la casa sarà finita e allora lo sveglierò! forse!
:DD baci val
p.s.scusa la lunghezza eccessiva...

emily ha detto...

ho letto con attenzione anche il commento precedente e questa situazione mi ci sono riconosciuta...(azz addirittura la citazione nel tuo post, ma sai che brividi che mi da questa cosa???????)
il lavoro assorbe mio marito completamente, lui torna x pranzo e cena ma è assente, spesso nn ascolta noi m il tg nell'altra stanza, e ovviamente si difende dicendo che nn va a giocare. che è un periodo difficile. che i soldi nn arrivano dal cielo ecc ecc ecc insomma tutto il repertorio.
io lavoro con lui, ma prima no, ho cominciato proprio xkè pensavo che sarebbe servito ad avvicinarci, e invece da questo pu to di vista è un flop, siamo diventati due cosi che si azzannano in ufficio e finisconodi farlo a casa.
ultimamente lui si è messo in competizione con me, e questa cosa nn la capisco, siamo tutti nella stessa barca, nn ha senso darmi il remo in testa x farmi fallire x forza.
Graz ono così stanca...la casa i ragazzi il lavoro le amiche la scuola, l'università...tutto mi ruota attorno e mi stordisce. la necessità di essere sempre all'altezza mi distrugge. ieri sono scoppiata in lacrime in una riunione di lavoro, vorrei sotterrarmi erano anni che nn piangevo di rabbia.
che commento assurdo meglio che nn rileggo altrimenti cancello!
un abbraccio

graz ha detto...

Val, ciò che scrivi è assolutamente appropriato. Sono certa che sia una fuga, soprattutto se pensi che da una parte c'è la vita con tutte le sue difficoltà e dall'altra c'è una tecnologia che, per quanto raffinata e complessa sia, sai per certo che finirà per fare ciò che tu vuoi. Nel mio caso il tecnico verticale, quello che "sa far lavorare tutto con tutto", colui che ha imparato in Italia a vestire la sua technicality con le morbidezze del commerciale e che proprio per questo (e per la profonda conoscenza del field) sta mietendo successi in Europa. Ma cosa sta calpestando per fare questo? come fargli capire che quando tutto sarà passato resteranno solo gli affetti che hai saputo crescere nel corso della tua vita?

Emily, sento la tua stanchezza e la tua frustrazione. Non ho ricette nè soluzioni. Forse l'unica 'perla' è quella di cercare di non vedere tutte le sue iniziative solo in chiave negativa. Vedo se riesco ad espandere il soggetto magari in un post a parte. Per il momento ti sono davvero vicina e ti abbraccio forte.

Mammamsterdam ha detto...

Jacopo Fo suggeriva in uno dei suoi libri (il manuale per la maniutenzione del maschio, o roba del genere) un esperimento: il pompino a sorpresa, possibilmente mentre il maschio si sta togliendo la maglietta ed è quindi cieco. Promette miracoli, secondo lui e l'unico modo per staccare il cervello del maschio in questione da ciò che lo impegna e poi una volta fatto cedere magari ci si può anche parlare di altro che entri dalla breccia.

Io non ci ho provato per tanti motivi, pigrizia e stanchezza più che altro. E perché in linea di principio - e i principi mi fregano sempre - a me non piacerebbe essere presa così e anche se i maschi funzionano diversamente e a quest'ora lo dovrei sapere, arriva il momento, come tu ed Emily, che una si dice pure: ma se una volta smuovesse lui il culo per studiarmi, capirmi, vedere dove stanno le insoddisfazioni mie nei suoi confronti e lavorarci? Non se ne esce.

graz ha detto...

Esatto, Barbara, il punto è proprio quello, ovvero il "ma se una volta smuovesse lui il culo etc etc etc ...". E comunque io capisco che i maschi provengono da Marte e tutto il resto ma non puoi risolverla sempre a colpi di ciupa ciupa (per citare la Littizzetto). Oltre la danza del ventre e quella del gastro ci dovrebbe essere qualcosa che ci tiene attaccati e che dovrebbe salvarci quando, acca' a cient'anni, il ventre non reggerà ed il colesterolo ci impedirà il gastro!

Dopodiche lui non è che non le capisca queste cose, infatti è stato due giorni a Milano con la sottoscritta che lo aveva messo al brusco, ed è tornato pieno di buone intenzioni e miele sulle labbra. Se non ha trascorso due giorni a festeggiare con una escort milanese allora magari ho qualche speranza.

Ora il lucchetto al talamo nuziale lo toglieremo e stiamo a vedere se dopo una settimana saremo da capo.

Qualcosa mi fa pensare che sarà così. Non se ne esce.

Monica ha detto...

uff ... non vorrei proprio cedere alla depressione, ma si anche qui la depressione striscia e la mia controparte è più giovane, lavora come ossesso e incolpa il mondo di questa dannazione, si aspetta la gheisha da me (me??), non cede alla dolcezza manco a mazzate.

così fatti i debiti calcoli statistici vedo che il genere è identico a se steso a prescindere dall'età e dal resto, geografie, storie etc etc ...
insomma non se ne esce. pare.
ma che disillusione...
di più non dico ma sono davvero dispiaciuta.
possibile, mi dico, che proprio non ho capito nulla e che non riesco ad arraendermi nel trasformarmi in gheisha??'

ZiaCris ha detto...

tu devi sapere che io sono tal,mente abituata ad essere a casa da sola che il fine settimana, a volte, per me è una sofferenza, non vedo l'ora che arrivi il lunedì, per rimanere di nuovo sola. non sono abituata ad avere il Ferrari attorno e quando me lo ritrovo magari sbragazzato sul divano a guardare la tele o a leggere il giornale, vado nei matti. io vorrei fare, brigare, uscire, andare, venire, mentre lui...calma e ghiaccio... per me è una perdita di tempo questo suo ciondolorare, poi magari quando si "risveglia" è un turbine di idee, ma prima che fatica, quindi rpeferisco essere sola così quando decido di uscire, esco e non se ne parla più

graz ha detto...

Monica, ho letto un libro tempo addietro che si intitolava 'Lasciate in pace gli uomini' e dal quale al tempo ho tratto parecchia ispirazione.

Qui una parziale recensione

http://www.psicolinea.it/c_a/la_coppia_eterosessuale.htm

debbo ritrovarlo e farci uno studio, per il momento ne copio una citazione dal sito di cui sopra

" Andrebbe meglio se gli uomini fossero diversi? Può darsi. Tutti i loro sforzi per cambiare mancano di entusiasmo e la loro disponibilità a investire sui sentimenti non ha nulla di spontaneo. Gli uomini sanno perfettamente che la loro cosiddetta ‘difficoltà di rapporti’ è un metodo infallibile per poter fare i propri comodi.

La impenetrabilità emotiva e la chiusura degli uomini non sono ne' un errore educativo ne' un equivoco, bensì un vantaggio di gruppo, vantaggio del quale gli uomini, nessuno escluso, in perfetta solidarietà sanno approfittare perfettamente. L'uomo ha constatato che il suo rifiuto sentimentale costituisce nei confronti della donna uno strumento di potere e un mezzo coercitivo di grande forza.”

Bene, direi che ci tornerò sopra ...

emily ha detto...

stavo proprio pensando a questo...lo sforzo di capire, cucire, riannodare, risvegliare e .....fare sesso inaspettatamente lo devo sempre fare io? che ho l'esclusiva nella coppia? x anni ho organizzato un compleanno favoloso a mio marito, feste a sorpresa, un anno persino un volo in ultraleggero....poi quando toccava a me nulla di nulla.
se nn ci pensavano i figli a ricordarglielo manco il regalo prendeva.
beh...sono circa 5 anni che nn organizzo più nulla x il suo compleanno...ma mica si è chiesto xkè....nn ci arrivano proprio.