Obiettivo Trop Model

settembre 11, 2009

Contro la violenza sulle donne ...

E va bene!!! dopo la pausa estiva la blogosfera è tornata ad essere un vivaio di idee e le donne che leggo stanno superando se' stesse in quanto a varietà, profondità e intensità dei loro scritti.

La sottoscritta sembra non riuscire ad avere più uno straccio di pensiero autonomo, sollecitata da tutto quel che leggo in giro, vado a traino ancora una volta. Si parla di violenza sulle donne e si scopre (in realtà è una conferma) che siamo spaventosamente in tante ad esserci andate più o meno vicino. C'è chi è stata più sfortunata ed ha avuto l'intero pacchetto e chi invece ne ha sentito solo il gusto e comunque le è bastato perchè se ne ritrova comunque dentro gli odiati segni.

Oggi leggevo un post in materia e mi è venuto di pensare a ciò che mi successe quand'ero bimba che fortunatamente fa parte della serie 'poteva andare molto peggio'.

Avevo sei o sette anni, andavo e venivo da scuola da sola o con qualche compagnuccia, la scuola non era distante, mamma aveva altri due bimbi piccoli e quelli erano anni in cui ci si fidava ancora. Abitavamo al sesto piano in un condominio con una portina su strada, qualche gradino a salire verso il pianerottolo dell'ascensore e qualche gradino a scendere verso le cantine chiuse da una porta con chiave. Oltre il sesto piano due rampe di scale conducevano alle soffitte, di uso comune e chiuse da un'altra porta con chiave.

Un giorno, di ritorno da scuola, quindi più o meno ad ora di pranzo, entro e vicino all'ascensore trovo un uomo adulto, che mi chiede se posso fargli un favore. Mi racconta di dover comprare delle mutandine per la sua nipotina ma di non sapere che misura prendere, mi dice che ha bisogno di prendere la misura su di me perchè la sua nipotina è proprio grande come me.

Insomma, lui mi fa scendere i gradini che portano alla cantina e, nascosti nel vano della porta, comincia a trafficarsi nei calzoni pretendendo di misurare le mie mutandine con quel che dai calzoni tira fuori. Nel ricordo ne ho un'immagine piuttosto precisa. Dice che questa cosa deve entrare lì dentro per capire la misura. Io non capisco.

Probabilmente qualcosa lo disturba, immagino un vicino di casa rientrato per il pranzo, ed allora decide di cercare un luogo più tranquillo. Mi fa salire in ascensore e mi porta al sesto piano, dove abitavamo noi e poi mi fa salire le due rampe di scale che portano alle soffitte e ricomincia la manfrina. Non ho un ricordo di spavento, piuttosto di stupore, anche se veramente non ricordo me stessa ma solo lui. Ad un certo punto lui si fa parecchio insistente ed agitato, io continuo a non capire ma adesso mi spavento e voglio andare via, lui mi trattiene.

Ecco, fortunatamente la mia storia termina qui. Una vicina di casa arriva in ascensore al sesto piano diretta alle soffitte, lui si rende conto che non può proseguire e scappa lasciando me e le mie mutandine sulle scale.

Ovviamente a quel punto si scatena l'inferno perchè la vicina strilla ai quattro venti, mamma esce dal nostro alloggio, arrivano altre vicine, e tutti a chiedermi cos'è stato, cos'è successo e mamma a vedere che io stessi bene e mi mette seduta sul tavolo controllando che non avessi segni di qualche genere e tipo. Io capisco che la faccenda non è stata uno scherzo e probabilmente mi spavento di più di quanto non avessi fatto fino a quel punto.

Da quel giorno e per un lungo periodo non posso più andare e venire liberamente da scuola, per qualche giorno papà mi manderà comunque da sola seguendomi a distanza nella speranza di mettergli le mani addosso. Fortunatamente non ce ne fu bisogno.

Incredibilmente tutto questo mi si cancella dalla mente per lunghi anni, mai nessun riferimento o memoria, zero. Poi a diciassette anni, un giorno sono in macchina con il mio moroso che mi è venuto a prendere a scuola, e di colpo e senza un motivo preciso, mi si strappa un pesante velo che avevo davani agli occhi e racconto tutto con un'emozione fortissima. Forse non è un caso che in quel periodo noi discutessimo di rapporti completi e di pillola e via dicendo, prospettiva che mi lasciava parecchio tesa e preoccupata, pur desiderandolo.

Sono stata fortunata, in fondo non è successo niente e poi io ero così naif e piccola da non capire nulla e quindi da non spaventarmi poi tantissimo.

Ma io oggi non posso sopportare di lasciare un bambino in prossimità di un maschio adulto, a maggiore ragione se non più giovane, in qualsiasi momento di intimità e/o fisicità come il bagno, la preparazione per andare a dormire ed il sonno. Un nonno non ha mai fatto addormentare i miei figli nè lo farà con i miei nipoti se io solo posso impedirlo.

14 commenti:

valverde ha detto...

Sto scappando via al tugurio..e "per fortuna" se no... se no forse troverei il coraggio di raccontare una cosa (non grave per carità) ma che mi ha toccato per anni..e che ha fatto sì che a 13 anni ho deciso che MAI mi sarei più fidata dei "maschi"...
Forse fu per quello che mi son buttata in relazioni con uomini debolissimi quasi femminei e che ho sposato due volte dei "fratelli" più che dei "compagni"!..poi a 43 anni ho capito e ho finalmente cominciato a vivere...
Forse ..forse un giorno tirerò fuori il rospo..per ora ti dico solo che la tua ultima frase mi ha fatto piangere..ma è stato un pianto liberatorio.
Ma Graz quante cose abbiamo in comune..non ci posso credere...
un abbraccio ross (cioè valverde)

Mammamsterdam ha detto...

Volavo commentare, poi aerta la casella c'è a domanda: e tu cosa ne pensi?

Il peggio possibile, ne penso. Mi sono scordata quello che volevo dire.

galadriel74 ha detto...

ciao, io di episodi ne ricordo 3 ma dai 12-13 anni in su, anzi in quel periodo ce ne sono stati tanti (ma per quel che mi riguarda molto "blandi"), anche perchè il "tipo" era il nostro insegnante di educazione tecnica alle medie, approfittava di ogni occasione per toccarci, ad esempio se eri alla cattedra a scrivere lui ti si metteva dietro e ti si "strusciava" e cose così, a quei tempi (circa 20 anni fa) non si sapeva neanche cosa fosse la pedofilia, ma circa 10 anni fa è stato incriminato e condannato oltre che licenziato. per gli altri 2, uno che mi è saltato addosso l'ho picchiato, graffiato e pizzicato a più non posso e sono riuscita a liberarmi, l'altro invece era in macchina e con la scusa di chiedermi un'informazione, io mi sono avvicinata e lui ha acceso la luce e diciamo che ci stava dando dentro e mi ha chiesto "lo vuoi?" ed io con tranquillità "no grazie, non mi interessa" lui ci è rimasto di stucco, si è scusato e se n'è andato, io non lo so perchè ho reagito così, ancora oggi me lo chiedo, e credo che sia stato quello a spiazzarlo perchè sennò era buio e non passava nessuno, per cui...
scusa la condivisione, ma mi è venuta così.
sono felice che tu sia riuscita a non subire un'atrocità anche se come hai potuto constatare tu stessa, anche solo il tentativo poi ti resta dentro per sempre.
un abbraccio forte forte
ele

graz ha detto...

Ussignur Ele, cosa mi hai ricordato!! I mezzi pubblici quando io avevo 15-16 anni!! Ricordo ancora il terrore che mi prendeva quando l'immancabile porco mi si strusciava contro, lo schifo, la paralisi da non riuscire nemmeno a trovare il coraggio di dire una cosa banale come 'si sposti'. Ricordo il pensiero che stava sotto a tutto e che era una roba tipo 'stai zitta sennò se ne accorgono tutti'.

E che io non sono mai stata esattamente una mammoletta. Ciò nonostante non so se in situazioni più estreme avrei avuto la forza di ribellarmi a calci e pugni come raccontate voi. Brave! Forse a mali estremi .. boh.

Ad ogni modo è davvero incredibile, quante di noi hanno storie di questo genere da raccontare.

E poi apri il giornale e dagli al rumeno! dagli al clandestino ladro, spacciatore e stupratore!

Italiani brava gente, vero?

Monica ha detto...

grazie.
monica

LGO ha detto...

Ma quante ce ne sono di storie così?
Ognuna di noi ne ha una!

graz ha detto...

LGO, esatto! al di là delle ovvie considerazioni su quanto tutto ciò sia, nel migliore dei casi, brutto e segnante, ciò che mi colpisce è che se si comincia a parlarne salta fuori che un sacco di donne hanno un episodio di molestie alle spalle. Fortunatamente spesso sono cose di entità contenuta o botte di culo tipo la mia ma ciò non toglie che si cresca con la continua sensazione di doverti difendere.

orma ha detto...

Sì, e soprattutto, quello che mi ha sorpreso di più sono gli anni in cui non ci pensi proprio, anche a me è successo di non pensarci più per un po' di anni, ma vivendo comunque il disagio di qualcosa che non riuscivo a esprimere (a 9 anni il mio patrigno), il disagio lo vivevo tutti i giorni e non me lo sapevo spiegare, poi verso i 14 ho ricordato tutto, come se lo rivivessi di nuovo, ma ora le sensazioni di schifo e di sporco erano amplificate dall'età. Non sono riuscita nemmeno allora a raccontarlo a mia madre. E anch'io non riesco a lasciare le mie bambine con un adulto di sesso maschile che non sia il padre.
E le mani morte sui mezzi pubblici, e quelli che chiedono informazioni e quelli dietro ai cespugli, ... quanto ho odiato gli uomini! E non sono la sola... siamo davvero in tante e io ancora sono tra le fortunate...

il grigio ha detto...

Io la vedo dalla parte opposta, dalla parte del maschio. Da anni evitavo di restare in classe con un'alunna (o alunno) da soli, sempre porte aperte, mai una carezza o un buffetto (che poteva essere frainteso). Anche con i miei nipoti rapporti sempre in situazione di sicurezza (con altri adulti vicino). Ma è un brutto vivere dovere mettere il sistema di allarme sui rapporti affettivi.

graz ha detto...

Orma, già il ricordo che si annulla e poi ricompare dio solo sa perchè è una faccenda che mi piacerebbe capire meglio. Anche perchè il mio ricordo è più grave nella valutazione che ne dò come adulta che nell'emozione che provai da bimba (credo)

Grigio, sì è brutto dover viaggiare con il freno a mano tirato. A me è successo di pensarlo durante i pochi anni in cui ho insegnato. Io sono una 'toccacciona', mi viene spontaneo toccare le persone che mi ispirano simpatia, tenerezza o altro. A volte mi è partita la mano per una carezza o un buffetto ed ho dovuto fermarla per strada con un effetto suppongo abbastanza ridicolo. Veramente una volta mi è successo pure con una sberla, una ragazza mi aveva fatto uscire talmente dalla grazia del signore che se non fossi stata in classe giuro che un ceffone non glielo avrebbe tolto nessuno. Vabbè, ma sono andata fuori tema ...

galadriel74 ha detto...

sono d'accordo con grigio, pensate che io e mio marito facciamo parte della Croce Rossa e quando siamo in servizio non ci poniamo il problema, ma quando siamo in "borghese" mio marito non si azzarda neanche ad aiutare un bambino caduto per terra ma chiama la madre e lo fa fare a lei, perchè dovreste vedere che sguardi fanno agli uomini che toccano i bambini anche solo per aiutarli.
ricordo una puntata di Forum dove un signore anziano che si trovava in un parco aveva visto una bimba cadere e cominciare ad urlare perchè si era sbucciata un ginocchio e lui dopo aver cercato con lo sguardo la madre e non avendo visto nessuno si era permesso di rialzare la bimba di circa 4 anni e mentre cercava di toglierle la sporcizia dalle ginocchia si è visto aggredire a borsettate da una tipa che continuava ad urlare "PEDOFILO PEDOFILO" da quel giorno il signore non ha potuto più avvicinarsi al parco.
il giudice ha obbligato la madre a scusarsi in pubblico con il signore e ha dovuto ammettere di non avere guardato quello che faceva la bimba perchè si era messa a chiaccchierare e cosa più importante ha dovuto anche ammettere che in realtà il signore non stava toccando la figlia in modo strano ma che lei presa dallo spavento aveva cominciato ad urlare.
so che è difficile essere calmi in quei momenti però questo fa capire che siamo arrivati a dei livelli veramente assurdi, di panico da "mosrto" puri.
mi scuso per la lungaggine
ele

emily ha detto...

ma quanti maiali ci sono in giro? ma chi cazzo li ha educati?
xkè una madre e un padre questi li devono aver avuti. e chissà quanta gente sa e tace.
ma quanto male fanno?
se penso ai bambini di tutto il mondo, mi si rivolta lo stomaco.
e poi capita il cliente che ti dice in tono da cospiratore: vado solo in tailandia a fare le vacanze.....porco schifoso immagino che nn esci nemmeno dall'albergo.
che ti pigli un infarto, presto

cautelosa ha detto...

Anch'io posso annoverare un paio di episodi di molestie, per fortuna senza conseguenze.
A 13 anni, ragazzina con avvenenza pari a zero, fermata lungo la strada da un automobilista, che con la scusa di chiedermi un'informazione, mi propose di salire con lui e di andare in un "posto" a fare dei "ditalini". Io non avevo la minima idea di cosa fossero, ma risposi all'uomo che non avevo scritto Gioconda sulla fronte e me ne andai.
Lo ricordo ancora: grasso e untuoso.
Ho pensato più volte a quell'esperienza e mi domando quante volte quell'individuo abbia tentato di adescare bambine e quante siano cadute vittime della sua perversione.

graz ha detto...

Caute, io credo che in particolare le donne della nostra età abbiano un bel pò di cose da raccontare, volendo. Io so solo che evito automaticamente tutta una serie di situazioni e se non le posso evitare vado in ansia. E la ragione è sempre solo una. Mi sembra però che con le ragazze giovani di oggi la situazione sia migliorata, per lo meno la princi non mi ha mai raccontato niente di simile e non credo che me lo nasconderebbe.