Obiettivo Trop Model

novembre 19, 2009

Chiedimi se sono depressa ...

Allora, io ho detto e scritto mille volte (mille magari no ma ..) che sono contenta di stare finalmente a casa. Che il lavoro di cura mi piace. Che non ci trovo nulla di sminuente e non mi sento di essere deficiente. Che al tempo stesso non credo nemmeno si un paradiso in terra e che ci vedo parecchi rischi di sclerosi intellettuale. Insomma, non credo di essere una che si racconta delle palle più del lecito.

Ma ...

... ieri giornata del cavolo ... ovvero, una brigata tanto scelta quanto improvvisata, si è riunita presso la sede torinese di E*taly guidata dalla sempre più famosa cavoletta. L'occasione era quella di presentare il suo "Libro del cavolo". Giornata ed esperienza divertente di cui parlerò magari in seguito perchè non è ciò che mi sta in cuore adesso.

Io ...

... mi guardavo intorno ed annusavo la tensione positiva di tutte queste giovani donne attorno a me. Ed avvertivo la loro preparazione, determinazione, intelligenza, passione, il loro impegno, anche il loro carico di stress (più o meno positivo) tipico di coloro che hanno un lavoro che le impegna molto.

Ed oggi penso.

Niente che mi piaccia pensare veramente. Sarà che ieri era nebbioso ed oggi è così grigio che non mi mettono voglia di uscire neanche gli occhi a punto di domanda di Nina....

Mi sento come un tronco lasciato sulla spiaggia dalla risacca, e mi dico che dovrei ributtarmi a mare, che mi piacerebbe provare di nuovo un vivo interesse nel fare qualche cosa.

Già. Che cosa?

Mi guardo intorno e vedo mostri di bravura e di preparazione, che cavolo ho da offrire io al confronto? Le mie abilità mi sembrano avere tutte il fiato talmente corto da non valer nemmeno la pena di iniziare a parlarne. E' indubbio che la formazione delle giovani donne di oggi è decisamente superiore al quella della mia generazione. (Per contro ... le donne 'operaie' esprimono spesso un'ignoranza ed una volgarità spettacolari, certi discorsi sentiti ieri mi hanno lasciato basita. La famosa forbice che si allarga sempre più si vede anche da questo)

La mia indubbia esperienza che mi permetterebbe di apprendere le dinamiche di un lavoro rapidamente ed efficacemente, la mia indiscutibile buona volontà, disponibilità ad impegnarmi ed umiltà non mi sembra possano interessare a nessuno. O forse interesserebbero se qualcuno avesse solo la voglia/l'interesse di stare davvero ad ascoltarmi, di capire quel che cerco di esprimere.

Ed invece avverto l'idea preconcetta, lo stereotipo che chiude la mente e gli occhi di chi ti sta di fronte che ti ha già vista e catalogata e non se ne rende nemmeno conto.

Lo spazio è poco comunque ed in fondo è giusto che le persone meno giovani lascino la strada a quelli che seguono. E' solo che tutto ciò è così stupido che mi irrita profondamente. E mi deprime.

E' oggettivamente presto per la pensione, so to speak, ma scegliendo di licenziarmi sapevo che avrei imboccato una strada di non ritorno, purtroppo il nostro mercato del lavoro è così. Non rimpiango di averlo fatto, anche se ho trasformato in squisitamente personale un potenziale problema della mia azienda. In effetti nessuno mi aveva chiesto di andarmene ma i segnali di un disagio che sarebbe sicuramente cresciuto c'erano tutti.

La mia collega ed amica con caratteristiche, formazione e skills molto simili ai miei, ha proseguito altri 7 anni dopo la mia uscita dall'azienda, si è fatta un mazzo galattico lavorando con budget impossibili, retribuzione al 70/30, clienti a Milano quando lei era di sede a Torino e via elencando miserie. Il tutto per essere elegantemente messa alla porta prima delle ferie di quest'anno. Io almeno mi sono risparmiata tutto questo strazio.

Allo stesso tempo l'esperienza di quasi 6 anni con le agenzie formative è stata talmente squallida da lasciarmi basita. Non ho mai visto un contesto professionale così degradato, persone lavorare così male, logiche di spartizione politica ad ogni livello, nepotismo, ruberie e sprechi. E si trattava di costole del sindacato!!! Una roba vomitevole. Per forza che poi fanno fallimento!! Non sono neanche in grado di fare una rendicontazione tale da ottenere i pagamenti dalle regioni in tempo utile!! E grazie a questo modo di lavorare che neanche i bantù, adesso c'è gente che ha lavorato un intero anno gratis viste le modestissime chance che hanno ora di prendere i propri soldi. E stiamo parlando dell'anno scolastico 2008-2009!!! Roba da 25.000€ di credito verso l'ente!!!

Insomma, stando a casa non mi sono persa niente. Sono contenta quindi. Tranne quando penso che potrei ancora fare molto.

Chiedimi se sono depressa
Si

11 commenti:

monica - pontitibetani ha detto...

bella domanda.
ma mi chiedo se la parola "depressa" sia quella giusta.

UNO
metto qui un post su quello che pensavo delle differenze di età tra le giovani promesse e noi un pò più adulte, http://pontitibetani.wordpress.com/2009/10/26/got-the-power/
come a dire che ci sono età ed età la loro bravura non sarà dissimile dalla nostra ma sarà più determinata dall'età ...

DUE
eppure sono convinta che abbiamo ancora qualcosa da dire e da fare. anche io mi sono licenziata anche se per motivi diversi, e non mi manca il ritmo esagitato della quotidianità lavorativa (mi manca un bell'ambiente umnao, quello si ma non ritmi assurdi e ore non pagate e tolte alla mia vita personale)

secondo me abbiamo l'esperienza che è ancora vendibile e spendibile,dai fammelo dire siamo quasi coetanee ...
alcuni giovani hanno una preparazione fatta di novità, ma è l'incontro tra novità e storie/esperienze che creano un tessuto lavorativo interessante ...

TRE
io tento la strada della consulenza a piccole dosi, a spot e devo dire che comincia a piacermi anche per lo spazio che posso dare alle mie cose, ai miei ritmi ... e quasi faccio pace con la mia casalighitudine reietta ...
faccio studio e ricerca e progettazione, in parte non sempre pagata, ma la prospettiva è quella di riuscire a trasformarlo in lavoro o ancor meglio in un pò di "telelavoro" ...

io penso che prepensionare certe esperienze sia una perdita in termini sociali ... insomma sembra che tu esprima una carta voglia di avere pezzetti di lavoro ancora qui e la....
e perchè no?

meglio della depressione... no?
:-))


è un post un pò sgarrupato, spero di averlo reso comprensibile ... ma ho un mal di testa da dente del giudizio ...
ma è segno che quello che dico è davvero molto molto saggio!!!

Mamma in 3D ha detto...

Insomma, stando a casa non mi sono persa niente. Sono contenta, quindi. Tranne quando penso che potrei ancora fare molto.
Potrei averlo scritto io (anzi, forse l'ho già scritto...) e credo che sia normale sentirsi così quando ci si rende conto di avere ancora tanto da dare e dire, quando si ripensa alla fatica fatta per prepararsi, alla maniera in cui il lavoro di cura venga socialmente ignorato.
Solo che... io al momento un'alternativa decente non la vedo: non ho voglia di rinunciare a quanto faccio per la mia famiglia e, soprattutto, mi rendo conto che il periodo è pessimo anche per chi in questi anni ha sacrificato tutto per la carriera e si ritrova ugualmente a casa.
Se ci penso, siamo depresse in due! Però, per fortuna, c'è un sacco da fare... così si reagisce :-)
Ciao!

Anonimo ha detto...

Allora...concordo su tutto quello dici sulla formazione, solo sappi che i soldi non arrivano dalla Regione e comunque arrivano in acconto, poi che la rendicontazione venga fatta male come tutto il resto del lavoro di certo non aiuta...
Non ti chiedo a mia volta se sei depressa, conosco benissimi la situazione, ogni parola o termine di paragone che cercasse di rivelarti come in fin dei conti di esserlo non hai motivo servirebbe a fartici sentire di più. Lo stimolo, lo sai meglio di me, devi trovarlo dentro di te.
Vorrei invece dire un paio di cose sulle giovani donne preparate vs. classe operaia di mezza età vieppiù abbrutentesi. Trovi? Due settimane fa sono ho assistito, diciamo, a una serata radiofonica fatta in un piccolo teatro off-San Salvario. Parlavano una politica e una giornalista che conosco più o meno personalmente e una sindacalista del tessile a me ignota. Questa,a dispetto della sua "mise" da sabato sera nel Far West e delle sue amiche tra il pubblico che quando si s-parlava di "Amici miei" non sapevano dove girarsi perché era ovvio che lo seguono, è stata quella che ha parlato in modo più diretto, vero, condivisibile. Io l'avrei mandata in Parlamento. Per conto, nei miei anni universitari e post, ho conosciuto decine di giovani donne formalmente istruite, cioè laureate, di un'ignoranza disarmante, gente che andava agli esami in tailleur da donna in carriera e, alla prima domanda che esulava dalle 500 pagine da mandare a memoria, sibilava: "Che cazzo chiede? Questo non era nel programma!"; gente che non legge mai un libro, che al cinema vede solo minciate, che si veste così supinamente alla moda da sembrare in maschera. E che, contrariamente alle operaie di cui sopra, non ha la scusa dell'indigenza e della necessità di andare a lavorare. Ha studiato, sì, ma, come le pietre del Vangelo, dopo secoli in acqua si è asciugata in un batter d'occhio.
Scusa la logorrea...
Giuliana

ziacris ha detto...

Concordo con il tuo senso di inadeguatezza rispetto alle giovani donne che hai incontrato ieri. E' un senso che provo anche io quando mi trovo di fronte a persone che hanno 10/15 anni in meno di me. Vedo l'abisso nel modo che abbiamo avuto noi di laovrare e quello che hanno loro, loro sono più consapevoli dei loro diritti, noi ci mettevamo cuore ed anima. due mondi completamente diversi, agli opposti. Loro sono molto sicure di sè stesse q eusto è un bene, ma a volte spiazzano, lasciano perrplesse. almeno io rimango perplessa, non riesco a capire se la loro è veramente sicurezza o solo timidezza portata allo stremo. A volte riesco a sentirmi veramente "anziana" al lor cospetto per poi, magari , scoprire che pendono dalle mie labbra per quello che dico, per la maniera in cui espongo i problemi, le soluzioni e, a quel punto, sntirmi ancora più arrossire..
Sono stata chiara? altrimenti sviscero i concetti uno a uno.
(non è un avvertimento ma una minaccia!!!)

LGO ha detto...

Io ho una laurea, con lode, un PhD, una specializzazione, e passo il tempo a fare lavatrici e a insegnare le equazioni di primo grado ai ragazzini. E sto pure meglio dell'anno scorso, quando invece di insegnare qualcosa dovevo "solo" controllare che a scuola non giocassero coi coltelli e non si buttassero dalla finestra.
E sono depressa, sì, in parte perché non ho ancora metabolizzato l'addio alla scienza, nonostante gli anni passati, e in parte perché la testa mi ribolle di idee che non riesco a seguire.
Vorrei scrivere, disegnare, suonare, andarmene a spasso, parlare di politica, di donne e di futuro. E invece passo le giornate a fare lavatrici e correggere equazioni di secondo grado.

emily ha detto...

graz carissima ho pochi minuti xkè sono in una pausa tra una riunione un pranzo, un'altra riunione e una cena, il marito che dormicchia accanto nn mi faciliterebbe una telefonata ma sappi che ci sono tante cose da dire a questo riguardo.
capisco tutto ci sono passata. l'adrenalina e l'autostima che scorr quando partecipi a un progetto dove ci metti del tuo sono impagabili.
ti chiamo appena posso
un bacio e stai suuuuuuuuuu intanto il tuo cervello in avanzo rigettalo qui che almeno ne beneficiamo noi!

graz ha detto...

Grazie. Per i commenti, per le esperienze, per fare da cassa di risonanza a "le cose che penso".

E' più facile se non ci si sente isolate.

Monica, ho usato la parola depressione perchè è così che mi sentivo l'altro giorno ma poi dopo un pò ci si riprende e si rimette tutto in prospettiva. Resta il disagio di chi non crede di aver finito ma neanche vorrebbe di nuovo salire sulla giostra. E allora che vuoi? Ma ... sai che non lo so nemmeno io?

Vorrei avere un sano entusiasmo per un attività in cui credere. Un'attività retribuita aggiungo un pò perchè i soldi sono l'olio sugli ingranaggi arrugginiti della vita ed un pò perchè il nostro lavoro non è noccioline, ed il riscontro alla sua qualità deve essere la sua remunerazione.

Mamma3D, infatti! dopo un pò a rimirarsi l'ombelico ci si tiran su il calzoni e si riparte ...

Giuliana, il discorso sarebbe lungo e sto commento è già eterno. Voglio solo dire che alcuni concetti che ho espresso erano un pò all'ammasso visto che l'oggetto del post era un'altro ed io tendo già di mio a scrivere troppo. Cmq, il discorso delle fasce sociali più deboli secondo me è complesso ed in ogni caso non toglie che anche negli strati sociali più rarefatti non si annidino tali e tanti cretini/e

Ziacris, io trovo proprio che in molti casi la formazione dei giovani di oggi sia parecchio approfondita e comunque di più di quel che era la nostra a vent'anni. Sempre in media, chiaramente. Del resto allora non era scontato come oggi che finita la scuola superiore si prosegue con l'Uni.

LGO, life is unfair, man mano che si procede nella vita ci si parano dinnanzi tutta una serie di porte che noi decidiamo di attraversare o meno. Non sempre siamo in grado di aprire quelle giuste e/o tornare sui nostri passi ...

Emily, hai detto bene, cervello in avanzo. Il fatto è che non mi basterebbe impegnarlo su qualcosa, vorrei anche che ne valesse la pena, che mi piacesse e non, come spessissimo accade (grazie LGO), dovermelo far piacere!!! Comunque, no te preocupe! qua le pare ce le si fa passare ad autocalci nel sedere ... :)

Grazie per esserci, signore mie!!!

emily ha detto...

eccomi con un po' di calma.
sai che ti dico? ok ascolta senza pregiudizi, poi mi dici.
se hai un lavoro dove qualcuno ti paga il tuo tempo viene monetizzato e finisci nel girone infernale che nn lavori xkè fai quello che ti piace ma xkè ti pagano x farlo.
nn so se mi sono spiegata
e allora fallo x volontariato.
se nn è un problema di lavorare x guadagnare fai quello che ti piace ma fallo x beneficenza.
ti piace cucinare? ci sono mille occasioni x farlo gratis: impari, conosci un sacco di persone, ti fai un po' di esperienz, entri nel giro.
poi deciderai se ha senso farlo x lavoro.
ma credimi, io faccio volontariato solo xkè mi permettono di fare un sacco di cose interessanti, nessuno mi critica e tutti mi ringraziano come se fossi il messia.
sembra madre teresa di calcutta e invece lo faccio solo x me ma anche s elo ripeto fino allo sfinimento nn mi crede nessuno.
provaci! pensaci! (veramente sono in ordine sbagliato ehehehe)

graz ha detto...

Emily non hai torto, io sono lenta ad adeguarmi ai cambiamenti radicali (più di testa che nella pratica) e questo lo è senz'altro. Per il momento sono ancora nella fase 'sto nel nido e poi vedo' ma non escludo di cercarmi una qualche attività di volontariato. Francamente al momento attuale non saprei da dove cominciare ma dubito sia un problema.

Diciamo che quando ho scritto il post avevo in mente quel tipo di prestazione che qualcuno apprezza a sufficienza da essere disposto a metterci su dei soldi ed in modo equo pure, escludendo il meretricio, giusto per chiarezza ;-))).

Ma, l'ho già scritto, sono stati d'animo transitori. Stamattina aspetto il decoratore e se mi guardo intorno vedo ragioni più che a sufficienza per non avere bubbole per la capa ....

(basterebbe che mi decidessi a riordinare la lavanderia e lo stipo delle scarpe .. tanto per iniziare :-))))

graz ha detto...

Emily non hai torto, io sono lenta ad adeguarmi ai cambiamenti radicali (più di testa che nella pratica) e questo lo è senz'altro. Per il momento sono ancora nella fase 'sto nel nido e poi vedo' ma non escludo di cercarmi una qualche attività di volontariato. Francamente al momento attuale non saprei da dove cominciare ma dubito sia un problema.

Diciamo che quando ho scritto il post avevo in mente quel tipo di prestazione che qualcuno apprezza a sufficienza da essere disposto a metterci su dei soldi ed in modo equo pure, escludendo il meretricio, giusto per chiarezza ;-))).

Ma, l'ho già scritto, sono stati d'animo transitori. Stamattina aspetto il decoratore e se mi guardo intorno vedo ragioni più che a sufficienza per non avere bubbole per la capa ....

(basterebbe che mi decidessi a riordinare la lavanderia e lo stipo delle scarpe .. tanto per iniziare :-))))

Giuliana Cupi ha detto...

Complimenti per la sincerità, Emily, finalmente qualcuno che cice la verità sul volontariato e sul perché tante volte lo si fa (io pure)!
Giuliana