Obiettivo Trop Model

luglio 26, 2010

Speriamo che gli dei continuino a guardar altrove ...

E' questo il pensiero più ricorrente quando penso alla mia vita. Mi sembra ancora impossibile, e sì che non son due giorni, che scorra tutto così sereno, così semplice.

Non voglio parlare di felicità, non credo alla felicità come modus vivendi. Credo che la felicità quando accade, se accade, sia in realtà sprazzi di vita che è importante capire e saper cogliere ma che poi passano come sono venuti. Che non ha senso sperare nella felicità perenne, che probabilmente diventerebbe noiosa e sarebbe un peccato. Quando gli sprazzi consapevoli di felicità lasciano il posto alla tranquillità e serenità d'animo ... ecco quello che mi pare importante e che credo di avere negli ultimi anni, pur con tutti i su e giù del caso (e mi freme il cuore nel rileggere quel che ho scritto)

Claro che nel passato non è sempre stato così ... tutt'altro. Ricordo che quando le cose sono diventate semplici alle volte mi scoprivo a sorprendermi, ad aspettare che da un momento all'altro si incasinasse di nuovo tutto, e poi mi dicevo che no, dovevo crederci, perchè in fondo non c'erano ragioni ad impedire - anche per me - un pò di serenità.

Alle volte mi dico che non è eccezionale quello che (non) ci capita quanto siamo noi, sono io che trovo/troviamo la serenità e la gioia dove queste sono. Il che, si badi, non significa che mi ritengo una fine filosofa quanto che non è nulla di speciale questa nostra vita. Sostanzialmente una formula scaramantica per allontanare la paura che a tanta serenità debba prima o poi corrispondere altrettanta sfiga.

Altre volte mi guardo intorno quasi a cercare di capire da dove potrà venire il colpo, ma poi il pensiero fugge inorridito. Se deve succedere non lo voglio sapere prima!! lasciatemi vivere nell'incoscienza fino a quando sarà possibile che tanto ad affrontare i tempi grami non ci sono alternative, vanno affrontati e basta.

Leggo blog di persone che stanno conducendo la loro personale battaglia contro la malattia e mi chiedo perchè io no? e mi rispondo che non c'è un perchè, posso solo incrociare le dita. Recentemente sto leggendo il blog di una donna che sta accudendo ormai da anni la madre ammalata di Alzheimer. Non lo cito solo per rispetto verso l'autrice. Lo leggo, rifletto e non oso nè trovo niente da commentare. Faccio tesoro di ciò che leggo. Rifletto.

E penso alla mia amica Ester, di cui vorrei scrivere da parecchio e magari un giorno lo farò, se saprò superare la paura di ferire altre persone, se saprò parlarne nel modo giusto anche se ancora non so quale sia. La madre di Ester era morta di Alzheimer e spesso ragionavamo di questo e di quello, lei raccontava, io ascoltavo. Poi in sequenza si sono ammalate due sorelle, un fratello e poi un nipote, figlio di una delle due sorelle. Stiamo parlando di anni fa, oggi sono morti tutti. Ester aveva altri fratelli ed un'altra sorella, Gina, ed oggi è lei ad essere ammalata.

A lei, a loro, ripenso mentre leggo le parole di questo blog.

E penso a quanto è differente il valore che diamo alla vita ed a quanto è ingiusto che qualcuno possa voler impormi delle risposte in nome di un senso etico per me estremamente opinabile ed in nome del quale è difficilissimo trovare un minimo comune denominatore.

Oggi, nel blog, leggo un commento di questa donna che in pratica dice che vorrebbe dire questo e quello a sua madre persa in questa dimensione che non è nè di qua nè di là. Poi però dice di aver pensato che la madre queste cose le sa già perchè in fondo è comunque presente. E poi cita il caso di un tale che per ventitre anni capiva tutto ma non poteva comunicare mentre gli altri pensavano che vegetasse.

Ecco se debbo pensare ad un insopportabile orrore senza fine, per me e per chi mi è caro, io penso ad un ritratto di questo genere. Sono certa che se domani scoprissi di essere ammalata avrei tutte le paure del caso ma oggi, nell'immaginare, penso che nulla mi fa più paura di una situazione come quella descritta. Se il mio ortoressico fosse in una situazione simile ed io davvero pensassi che è intrappolato dentro, credo che sfiderei qualsiasi legge e qualsiasi conseguenza per liberarlo. E spero che gli altri vogliano fare lo stesso con me. Lo spero proprio di tutto cuore.

Guardo fuori dalla finestra, le cime, i boschi ed i prati sono inondati di sole, gli operai lavorano nelle case di fronte e negli appartamenti a fianco, c'è una radio che suona (nemmeno poi tanto in lontananza, oibò) ed io mi dico che debbo aver una rotella fuori posto per aver di questi pensieri ....

5 commenti:

emily ha detto...

allora siamo in due xkè queste cose le penso anche io

valverde ha detto...

Facciamo tre...
un abbraccio grande a te e uno "per" la tua amica...ciao cara, baci
val

graz ha detto...

Già, speriamo ....

widepeak ha detto...

casualmente ieri pomeriggio ho rivisto il finale di million dollar baby e ho pensato esattamente quello che dici, una volta ancora, a prescindere da tutto. il fatto che siamo sempre di più a pensarlo, mi conforta. un abbraccio e adesso mettiti a pensare a cose più leggere, te le meriti!

graz ha detto...

... mah alle volte mi sembra impossibile che ci siano un sacco di persone che apparentemente la pensano nello stesso modo e poi quello che succede nella realtà sia di taglio così differente ... :-(